#Finsubito news dalla rete – Pd chiede lo stop a Comitato Sorveglianza


Dalle proteste agli atti istituzionali: il Pd molisano tenta di fermare lo spostamento di 19 milioni di euro dalle aree interne, destinati in gran parte a finanziare la Zona franca doganale di Termoli. I consiglieri regionali Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla hanno presentato stamane, mercoledì 7 ottobre, una nota formale di dissenso al Comitato di Sorveglianza e depositato una mozione urgente in Consiglio regionale. “Non è accettabile che i territori più fragili del Molise, che soffrono lo spopolamento e la carenza di servizi essenziali, diventino la variabile di aggiustamento finanziario della programmazione regionale per coprire altre esigenze o ritardi”, affermano i tre esponenti dem.

La controversia riguarda la proposta di modifica del Programma regionale FESR-FSE+ 2021-2027, attraverso il quale il Molise finanzia interventi di sviluppo con risorse europee e cofinanziamento nazionale. La riprogrammazione prevede di prelevare 19,084 milioni dalla linea dedicata alle strategie delle aree interne: 15,084 milioni andrebbero alle infrastrutture logistiche, per finanziare l’intervento della Zona franca doganale di Termoli, mentre 4 milioni sarebbero destinati al sostegno alle imprese, con interventi collegati al credito d’imposta Zes.

Per Termoli l’operazione significa individuare una nuova copertura finanziaria per l’opera dopo la revoca del finanziamento Pnrr, richiamata dal Pd. Per le aree interne significa invece trasferire parte della dotazione ad altre finalità, contando sulla compensazione attraverso risorse nazionali. I consiglieri contestano questa scelta: “Se la Zona Franca Doganale di Termoli è un intervento strategico, la Regione e il Governo trovino soluzioni finanziarie dedicate senza spogliare le Aree interne”.

Lo scorso 26 settembre, il consigliere delegato ai fondi Pnrr Michele Iorio aveva negato un taglio effettivo ai territori, spiegando che le somme prelevate sarebbero state interamente reintegrate attraverso il Programma operativo complementare, con risorse nazionali. Secondo la sua ricostruzione, la struttura commissariale nazionale aveva chiesto alla Regione di spostare l’intervento di Termoli sui fondi europei perché rischiava di non rispettare le scadenze Pnrr.







Il Pd respinge questa rassicurazione e sostiene che la promessa di reintegro sia priva di atti formali di assegnazione e di un cronoprogramma. Il nodo è quindi la disponibilità delle risorse sostitutive: Fanelli, Salvatore e Facciolla chiedono che lo spostamento venga fermato fino alla dimostrazione di coperture alternative certe e già perfezionate, per evitare che il rischio finanziario ricada sui Comuni.

Nella nota di dissenso, i tre consiglieri riferiscono che la Regione ha motivato l’operazione con la necessità di accelerare la spesa ed evitare il disimpegno automatico, cioè la perdita delle risorse non utilizzate entro le scadenze. Un’esigenza che il Pd non contesta, criticando invece la scelta di attingere alla dotazione dei territori più fragili. “Non può essere la parte territorialmente più debole a finanziare la parte economicamente e infrastrutturalmente più forte”, scrivono Fanelli, Salvatore e Facciolla.

La mozione chiede inoltre alla Giunta di trasmettere al Consiglio un quadro analitico degli interventi interessati e di garantire che nessun progetto già previsto nelle strategie delle aree interne venga definanziato, ridimensionato o rinviato per effetto della riprogrammazione. Per le coperture sostitutive, i dem chiedono di conoscere fonte, importi disponibili, provvedimenti adottati, progetti associati e tempi di utilizzo: “È una sostituzione che trasferisce sui Comuni un rischio finanziario e temporale che prima non esisteva nella medesima forma”, sostengono nella nota.

La contestazione riguarda anche il procedimento seguito dalla Regione. La consultazione scritta d’urgenza è stata avviata il 25 settembre, dando ai componenti del Comitato con diritto di voto cinque giorni per esprimere il proprio parere e considerando il silenzio come assenso. Secondo il gruppo dem, la procedura è stata dichiarata chiusa nonostante le osservazioni contrarie di Comuni capofila, Provincia di Campobasso, Gal e organizzazioni sindacali.

Secondo quanto riportato nei due atti, la Presidenza del Comitato ha dichiarato conclusa la consultazione ritenendo acquisita la maggioranza degli assensi, dopo aver prolungato il confronto oltre il termine iniziale del 30 settembre proprio alla luce delle osservazioni ricevute. I dem chiedono di chiarire su quale base regolamentare sia stata assunta la decisione e quale effetto abbiano avuto le obiezioni: “Contestiamo che la procedura possa essere considerata regolarmente e definitivamente conclusa senza un effettivo esame delle obiezioni sostanziali formulate”.

I tre consiglieri sostengono inoltre che la modifica sia stata inserita all’ordine del giorno del Comitato di Sorveglianza del 14 ottobre come semplice “informativa”. Una scelta che, nella loro lettura, sottrarrebbe all’organismo la possibilità di esaminare e approvare collegialmente la riprogrammazione. “Chiediamo che il Comitato di Sorveglianza del 14 ottobre fermi questo colpo di spugna, riesamini nel merito le obiezioni del partenariato e ripristini la legalità procedurale e la certezza delle risorse per i nostri Comuni”, dichiarano Fanelli, Salvatore e Facciolla.




consiglieri regionali pd


Con la nota formale di dissenso, indirizzata anche alla Commissione europea, al Ministero competente e all’Autorità di gestione, il Pd chiede il riesame della procedura, la formalizzazione delle obiezioni a verbale e lo stop al definanziamento. La mozione urgente chiede invece al presidente della Regione e alla Giunta di revocare la proposta, mantenere la dotazione per le aree interne e ottenere dal Governo finanziamenti autonomi per la Zona franca doganale di Termoli.

Nei giorni scorsi anche Bibiana Chierchia, presidente di ALI Molise, aveva chiesto di fermare il definanziamento e aprire un confronto con i territori, sottolineando che lo sviluppo delle infrastrutture non può essere sostenuto sottraendo risorse ai piccoli Comuni. Ora il Pd porta la contestazione sul piano istituzionale, chiedendo che prima dello spostamento dei fondi siano garantite le risorse destinate alle comunità delle aree interne.


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