Wall Street riprende fiato, ampi recuperi per tutti gli indici.
Luglio positivo per la tecnologia cinese, mentre l’attenzione era tutta sul Kospi.
Spettacolare rimbalzo di Kospi e Taiex questa mattina: volatilità alle stelle.
La seduta del 30 luglio ha riportato il sereno sui mercati azionari dopo la pausa della Federal Reserve, che ha lasciato i tassi d’interesse invariati, senza fornire indicazioni decisive sulle prossime mosse. Gli investitori hanno così spostato rapidamente l’attenzione sulla stagione delle trimestrali, mentre si ridimensionano i timori che gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale possano richiedere tempi troppo lunghi per tradursi in ritorni economici.
Le Borse europee hanno archiviato una seduta positiva: Milano +1,29%, Madrid +1,84%, Parigi +0,92% e Francoforte +0,64%, con Londra rimasta indietro (-0,11%). Anche Wall Street ha accelerato con decisione: Dow Jones +1,2%, S&P500 +1,7% e soprattutto Nasdaq +2,8%.
A trainare il rimbalzo è stata ancora una volta la tecnologia. Microsoft è arrivata a guadagnare fino al 12% dopo risultati trimestrali superiori alle aspettative, restituendo fiducia a un comparto reduce da settimane difficili.
Luglio, infatti, si avvia a chiudersi come uno dei mesi più turbolenti degli ultimi anni. L’indice dei semiconduttori SOX, nonostante il balzo di oltre l’8% registrato nella seduta di giovedì, soffre bilancio mensile pari a -21%.
Il protagonista del mese è stato invece il ritorno della “Greater China”. L’Hang Seng ha guadagnato +16%, sostenuto soprattutto dal rally di Xiaomi (+44%) e Meituan (+35%). In Europa, invece, a distinguersi è stato il FTSE100 britannico, unico grande indice ad aggiornare i massimi storici nel finale del mese grazie al contributo dei titoli energetici e delle società value, portando il guadagno 2026 al 12%.
Sul mercato valutario il cambio euro/dollaro si mantiene intorno 1,15, dopo essersi allontanato dai recenti massimi annuali di 1,132. Il dollaro chiude luglio con una flessione di -0,75%, penalizzato dall’atteggiamento attendista della Fed e da dati economici dell’Eurozona migliori delle aspettative.
Il PIL dell’area euro è infatti cresciuto +0,4% nel secondo trimestre rispetto al precedente, (0% nel 1’), superando nettamente il consenso fermo a +0,2%. Si tratta della migliore crescita trimestrale da oltre un anno, con Germania, Francia, Italia e Spagna tutte in espansione.
Resta elevata la tensione sul fronte energetico. Stamane, 31 luglio, il Brent arretra di circa -2%, attestandosi intorno 87 dollari/barile, ma il bilancio mensile rimane vicino al +20%.
A sostenere i prezzi continua a essere il premio per il rischio geopolitico, alimentato dai nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane dopo i missili lanciati da Teheran contro le forze americane.
I colloqui avviati dall’Oman con l’Iran alimentano qualche speranza di una riapertura dello Stretto di Hormuz, ma finché il transito resterà incerto il mercato continuerà a incorporare un significativo premio di rischio.
Negli Stati Uniti emergono segnali macro contrastanti. Da un lato, l’inflazione PCE, l’indicatore preferito dalla Fed, rallenta al 3,7% annuo dal 4,1% di maggio: il dato core, al netto di alimentari ed energia, scende marginalmente dal 3,4% al 3,3%.
Dall’altro lato, la crescita economica perde slancio: il PIL del secondo trimestre aumenta dell’1,5%, meno del 2,1% del trimestre precedente e sotto il 2% atteso dal mercato. Rimane invece molto robusta la domanda interna, con i consumi personali in accelerazione al 3,2% dal precedente 0,5%
Sul fronte delle banche centrali, anche la Bank of England ha confermato oggi il tasso ufficiale al 3,75%, in linea con le attese. La banca guidata da Andrew Bailey preferisce mantenere un approccio prudente, in un contesto caratterizzato sia dalle persistenti incertezze internazionali sia dal cambio di leadership politica, con Andy Burnham succeduto a Keir Starmer.
L’intonazione positiva del settore tecnologico prosegue anche nella seduta asiatica del 31 luglio. I conti di Amazon, diffusi dopo la chiusura di Wall Street, rafforzano ulteriormente l’entusiasmo sul tema dell’intelligenza artificiale e cloud. I future confermano il clima favorevole: Nasdaq100 +1,2%.
In Asia spicca il balzo del Nikkei225 (+4%), mentre la Bank of Japan mantiene i tassi all’1% e il governo interviene sul mercato valutario acquistando yen e vendendo dollari. In Cina il CSI300 sale dell’1,2%, l’Hang Seng cede lo 0,2%. Restano però deboli i dati macro cinesi, con l’attività manifatturiera in contrazione per la prima volta in cinque mesi e il settore delle costruzioni ai livelli più bassi dall’inizio della pandemia.
La vera sorpresa arriva però dalla Corea: il Kospi mette a segno un clamoroso +16%, la migliore performance giornaliera della sua storia, trainato dai giganti dei semiconduttori SK-Hynix (+30% circa) e Samsung (+26%). Molto positivo anche il Taiex-Taiwan, in rialzo dell’8%.
Tra le materie prime preziose, oro e argento recuperano leggermente terreno, attestandosi rispettivamente intorno a 4.080 e 59 dollari/oncia. L’oro si avvia a chiudere luglio con un progresso di circa +2%, interrompendo una serie negativa durata quattro mesi.
Rimangono però diversi elementi di cautela: Kevin Warsh continua a non sbilanciarsi sull’evoluzione della politica monetaria e il mercato non esclude un futuro rialzo dei tassi, scenario potenzialmente sfavorevole per i metalli preziosi.
A ciò si aggiunge il rallentamento degli acquisti delle banche centrali: il World Gold Council ha rivisto gli acquisti del primo trimestre a 57 tonnellate, ben 187 tonnellate in meno rispetto alla precedente stima, segnando il livello più basso di inizio anno da oltre un decennio e mettendo in discussione uno dei principali fattori che hanno sostenuto l’oro negli ultimi anni.
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