È un semplice ordine del giorno inserito all’interno di un Ddl che deve essere discusso in Parlamento, ma sta già facendo rumore. Parliamo dell’emendamento presentato a prima firma dall’onorevole di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri (che tra l’altro è capogruppo in Commissione Covid) volto a concedere una archiviazione di tutti quei procedimenti avviati presso l’ordine dei medici riguardanti quei medici e professionisti sanitari sospesi e radiati durante la pandemia per la loro criticità sui protocolli di cura e sulla campagna vaccinale.
L’emendamento è stato inserito all’interno del Ddl di riforma delle professioni sanitarie che dovrà essere discusso in Parlamento. Sgomberiamo subito il campo da un equivoco. Non si tratta di concedere una sanatoria o di stendere un colpo di spugna su vicende deontologiche complesse. Dal provvedimento, infatti, sono esclusi quei procedimenti penali che hanno riguardato il sanitario per vari motivi. E nemmeno quei procedimenti in cui il sanitario è finito sotto le maglie della giustizia professionale a causa di intemperanze gravi nei confronti delle autorità. Ma va a toccare tutti quei medici che, per il solo fatto di aver rifiutato criticamente la raccomandazione Tachipirina e Vigile attesa o per aver espresso criticità di fronte alla vaccinazione anti covid a tappeto di tutta la popolazione, si sono visti recapitare una lettera del proprio ordine di riferimento e da lì per loro è iniziato un calvario che li vede ancora impigliati nelle maglie della giustizia medica.
Non riguarda, inoltre, quei medici, che, sospesi e poi reintegrati si sono visti decurtare mensilità di stipendio tante quanto i mesi di sospensione per non essersi vaccinati. Per loro, vittime di una ingiustizia, sono ancora in corso vertenze con il tribunale del lavoro.
Si tratta senza dubbio di un provvedimento dall’alto valore simbolico e politico. E non tanto per la mole di medici in questa situazione, che non è molto elevata. Quanto per il messaggio che il Governo ha voluto dare con questo provvedimento. Non è soltanto una misura di pacificazione nazionale, ma una decisione che va proprio a correggere la narrativa impostasi durante la pandemia e che la Commissione bicamerale Covid sta contribuendo a sfatare con audizioni inattaccabili sotto il profilo della veridicità.
Nel ringraziare per il supporto tutte le associazioni che hanno partecipato alla redazione dei testi presentati, in particolare l’associazione ContiamoCi!, che si batte per la libertà di cura e di scelta, l’onorevole Buonguerrieri ha detto che «i sanitari sono una categoria fondamentale, non possiamo permetterci di impedire ad alcuni di loro, per mere ragioni ideologiche legate a una pandemia che ci siamo lasciati fortunatamente alle spalle, di esercitare la professione. È finito il tempo delle liste di proscrizione e degli obblighi privi di riscontro scientifico».
Immancabili sono state le prese di posizione dei partiti dell’opposizione, che hanno criticato il provvedimento come demagogico e antiscientifico. Su questo giova ricordare un aspetto che ha ricordato il deputato di FdI Francesco Filini, anch’egli commissario in Commissione Covid: «È vergognoso che chi, a sinistra, oggi si mostra inflessibile verso questi medici, additandoli come ‘no vax’, poche settimane fa si è schierato a difesa dei sanitari coinvolti nell’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati di non idoneità rilasciati per impedire il trattenimento degli immigrati irregolari nei Cpr. Due pesi e due misure: la sinistra immigrazionista difende i medici che, secondo l’accusa, avrebbero aggirato le leggi dello Stato sui rimpatri, mentre vorrebbe affibbiare un eterno marchio dell’infamia sui camici bianchi che non hanno seguito protocolli sanitari, spesso rivelatisi infondati scientificamente, per giunta in una fase di enorme incertezza clinica e terapeutica».
Come dargli torto, in effetti.
La partita del reintegro di questi medici, infatti è un terreno minato per la maggioranza. Forza Italia, infatti, partito che si è piegato a logiche pandemiche e vacciniste da tempo, ha criticato l’emendamento e preannunciato battaglia in Parlamento facendo intervenire Stefania Craxi e Licia Ronzulli, quest’ultima pasdaran pro vax in seno alla commissione covid. Infatti, l’emendamento, sotto forma di odg, è passato grazie ai voti della pattuglia vannacciana che con i suoi 8 voti ha consentito il via libera dell’odg. Roberto Vanacci ha avuto così buon gioco nel rivendicare di essere determinante per il Centrodestra, ma sarebbe bene ricordare che la strategia del generale, in questo caso, è decisamente opportunistica e strumentale. Vannacci, infatti, in più occasioni si è mostrato favorevole ai vaccini e mai durante la pandemia si era azzardato a sollevare criticità su come veniva condotta la campagna vaccinale.
Chi invece ha mandato un messaggio neanche tanto velato al governo è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che durante il suo intervento alle giornate dell’Airc (l’associazione impegnata nella ricerca contro il cancro) ha espresso parole molto dure nei confronti dell’«opposizione pregiudiziale ai vaccini», definita «uno dei sintomi più sconcertanti». Poche parole, ma pesanti, soprattutto perché pronunciate da chi, a capo dello Stato aveva detto «non si invochi la libertà per sottrarsi alle vaccinazioni».
Eppure, a ben leggere il provvedimento e incrociandolo con la vasta documentazione emersa in Commissione Covid, che sta lentamente sfatando tutti i miti del pandemicamente corretto, questo odg è un tentativo di giustizia riparativa a favore di sanitari che hanno svolto correttamente il loro lavoro e hanno avuto il coraggio di difendere la scienza medica, quella vera, di fronte alle bugie che venivano costruite per giustificare la vaccinazione di massa. Basti pensare che oggi, dire che il vaccino non preveniva il contagio, che stava alla base del Green pass, è ormai un dato acclarato che nessuno mette più in discussione. E che l’esistenza di tantissimi effetti avversi, è ormai un fatto incontestabile.
Secondo il medico Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi! «questo odg rasserena l’ambiente e non riguarda solo i medici colpiti da provvedimento disciplinare, ma permette anche a quei tantissimi sanitari che si sono zittiti per paura di repressioni e ritorsioni disciplinari di potersi opporre a quella che è stata ed è tuttora la narrazione ufficiale sulle cure del Covid e sulla vaccinazione».
L’AUDIZIONE DEI DANNEGGIATI
A proposito di vaccinazione. Ieri in Commissione sono stati auditi i rappresentanti dell’associazione Persone in Cammino, che riunisce numerosi danneggiati da vaccino. Come era stato per il Comitato Ascoltami, la prima delle realtà di danneggiati che è stata audita, sono tornati a sfilare nell’aula di Palazzo San Macuto con tutto il loro carico di dolore e indignazione.
Andrea Sillo ed Emilia Padovano, entrambi danneggiati, hanno raccontato del loro calvario, della loro disabilità a seguito del vaccino, delle offese e delle umiliazioni subite da parte dei medici che non li hanno mai presi sul serio e dei social.
E hanno chiesto con forza alla Commissione di attivarsi per correggere le gravi inadempienze che ancora lo Stato manifesta contro di loro. A cominciare da una riscrittura totale della legge 210/92 che disciplina gli indennizzi dei danneggiati da vaccino. Una legge che è vecchia e soprattutto, utilizzando tabelle non aggiornate, è la principale scusa che le Commissioni mediche militari hanno a disposizione per non riconoscere il nesso di causa e negare l’indennizzo ai danneggiati da vaccino. Su questa partita, però, la politica non ha ancora mosso un dito e sarebbe bene che, così come è stato proposto un odg per i sanitari colpiti da sanzioni, ci si occupasse anche di rivedere i meccanismi risarcitori per le vittime del vaccino. Come ha detto Sillo, infatti, «non possiamo aspettare 20 anni, perché tra 20 anni saremo morti».
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