Sardegna Speleologica raccoglie testi, fotografie e rilievi. La Federazione Speleologica Sarda collega la nuova attività editoriale a esplorazione, documentazione, formazione e tutela delle grotte
La Federazione Speleologica Sarda ha una nuova Commissione Editoriale. Insediato il 10 settembre 2026, l’organismo curerà la pubblicazione della rivista Sardegna Speleologica e la diffusione della cultura speleologica attraverso il sito istituzionale, i social network e le pubblicazioni online.
L’invito è rivolto a speleologhe, speleologi e gruppi che intendono condividere il lavoro svolto nel sottosuolo. La redazione raccoglierà resoconti esplorativi, studi, fotografie e rilievi. Prima dell’invio sarà necessario contattare la Commissione, per ricevere le indicazioni sugli standard richiesti nella preparazione dei file.
L’indirizzo di riferimento è redazione@federazionespeleologicasarda.it. Il contatto preliminare permetterà agli autori di predisporre i materiali secondo le esigenze redazionali.
Sardegna Speleologica: spazio a esplorazioni, scienza e patrimonio sotterraneo
Il programma editoriale abbraccia le diverse componenti della speleologia. Accanto alle nuove scoperte troveranno spazio biospeleologia, idrologia, geologia e paleontologia. Sono previsti contributi su rilievo, tecniche, materiali, speleologia urbana e cavità artificiali.
La raccolta comprenderà anche tutela e valorizzazione del patrimonio carsico. Rientrano nell’invito la storia della speleologia, le mostre, gli eventi e le attività didattiche. I gruppi potranno proporre resoconti di corsi, convegni e manifestazioni con contenuti di interesse generale.
Sardegna Speleologica mantiene così una funzione già riconoscibile nei numeri precedenti. Il fascicolo 28, del luglio 2016, affiancava esplorazioni e immersioni a studi sui pipistrelli, sui geotritoni e sulla sorgente di Su Gologone. Comprendeva inoltre ricerche sulle strutture sotterranee militari e sul ruolo degli speleologi nella pianificazione territoriale. [Fonte 9]
Federazione Speleologica Sarda: dalla rivista alla memoria delle esplorazioni
La pubblicazione dei risultati consente di conservare informazioni che nascono durante attività spesso lunghe e collettive. Relazioni, immagini e rilievi rendono consultabili percorsi di ricerca e conoscenze maturate dai gruppi.
Un esempio è il numero 29 di Sardegna Speleologica. Pubblicato nel 2017, è una monografia dedicata alla storia delle esplorazioni del Sistema Carsico del Supramonte Orientale. La Federazione presentò nello stesso periodo anche una guida alla Grotta di Santa Barbara e un volume sul monitoraggio della chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 10]
La nuova Commissione Editoriale si colloca in questa continuità. Il suo mandato riguarda sia la rivista sia i canali digitali. Sono strumenti diversi, riuniti dall’obiettivo dichiarato di promuovere la cultura speleologica.
Catasto e biblioteca: la documentazione della speleologia sarda
L’attività editoriale si inserisce in un sistema documentale più ampio. La Federazione Speleologica Sarda cura il WebGIS del Catasto Speleologico Regionale. Il portale permette di consultare ingressi georeferenziati, planimetrie e informazioni sulle cavità. Al momento della consultazione riporta 4.180 grotte a catasto. [Fonte 2]
A Iglesias, nella Foresteria Monteponi, hanno sede la Biblioteca Regionale di Speleologia e i centri di documentazione. La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. Il complesso è gestito dalla Federazione attraverso convenzioni con l’amministrazione regionale. [Fonte 5]
In questo quadro, Sardegna Speleologica costituisce uno dei luoghi di restituzione del lavoro sul campo. Le informazioni tecniche alimentano gli archivi; articoli e immagini ne rendono comprensibili i risultati a una comunità più ampia. Rivista e catasto mantengono funzioni differenti, entrambe legate alla conoscenza del patrimonio sotterraneo. [Fonte 4][Fonte 9]
Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda: come proporre i contributi
Per partecipare, gli autori dovranno prendere contatto con la redazione prima di trasmettere i materiali. La Commissione fornirà le indicazioni necessarie sull’elaborazione dei file.
L’invito riguarda testi, fotografie e rilievi. Le proposte potranno raccontare una scoperta, presentare uno studio oppure documentare un’attività utile alla comunità speleologica. Il riferimento resta redazione@federazionespeleologicasarda.it.
La richiesta della Federazione mette al centro il contributo degli esploratori. Il lavoro compiuto nelle grotte diventa materia da ordinare, conservare e raccontare attraverso Sardegna Speleologica e gli altri strumenti di comunicazione federale.
Federazione Speleologica Sarda: una rete tra esplorazione, ricerca e servizi documentali
Le attività della Federazione Speleologica Sarda si sviluppano lungo più direttrici. Comprendono il coordinamento di iniziative comuni, l’esplorazione, la documentazione, la divulgazione e la collaborazione nella formazione. A queste si aggiunge la gestione di strumenti previsti dalla normativa regionale, a partire dal Catasto Speleologico Regionale. [Fonte 4][Fonte 1][Fonte 7]
Il rapporto tra questi ambiti costituisce un elemento centrale del lavoro federale. L’esplorazione produce osservazioni e rilievi. Il catasto raccoglie dati identificativi e tecnici. Biblioteca e centri documentali conservano le fonti. Le pubblicazioni diffondono risultati, metodi e conoscenze. La direttiva regionale sul catasto collega espressamente questi servizi alla pratica speleologica, alla ricerca e alla didattica. [Fonte 4]
L’attività non coincide quindi con le sole uscite in grotta. Comprende anche il lavoro successivo: verificare dati, archiviare documenti, organizzare bibliografie e rendere accessibili le informazioni. È su questo terreno che l’iniziativa dei gruppi assume una dimensione regionale. [Fonte 4][Fonte 6]
Catasto Speleologico Regionale: il ruolo pubblico della Federazione Speleologica Sarda
Il Catasto Speleologico Regionale rappresenta la documentazione ufficiale delle grotte e delle aree carsiche della Sardegna. Una prima istituzione risale alla legge regionale 21 settembre 1993, n. 46. Nel 1999 iniziò l’informatizzazione del materiale cartaceo. La legge regionale 7 agosto 2007, n. 4, istituì il catasto presso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, confermandone la gestione federale. [Fonte 3]
La direttiva approvata con deliberazione regionale n. 44/19 del 29 settembre 2009 ne definisce il funzionamento. L’affidamento alla Federazione avviene tramite convenzione. La FSS è responsabile delle iscrizioni catastali e della corretta tenuta dei dati. Deve inoltre comunicare all’amministrazione regionale variazioni e aggiornamenti secondo le modalità convenzionali. [Fonte 4]
Il catasto comprende due sezioni: grotte o cavità naturali e aree carsiche. Le schede delle cavità raccolgono coordinate, quota, dislivelli, lunghezze e informazioni sul rilievo. Possono comprendere annotazioni sulla circolazione idrica, sullo stato di conservazione e su altre caratteristiche significative. [Fonte 4]
Per le aree carsiche vengono documentati anche estensione, litologia e principali fenomeni superficiali. La direttiva considera inoltre le informazioni sull’acquifero e sulla sua vulnerabilità. L’archivio collega quindi la descrizione delle singole grotte alla conoscenza del territorio che le ospita. [Fonte 4]
Questa impostazione attribuisce alla documentazione speleologica un’utilità che supera l’ambito associativo. La disponibilità di dati ordinati sostiene lo studio delle acque sotterranee, la conoscenza ambientale e la conservazione dei beni censiti. Sono finalità esplicitamente richiamate dalla disciplina regionale. [Fonte 4]
WebGIS delle grotte sarde: cartografia digitale e organizzazione territoriale
Il portale del Catasto Speleologico Regionale rende consultabili online i dati attraverso un WebGIS, cioè un sistema informativo geografico accessibile dal web. Il visualizzatore sovrappone a una base cartografica gli ingressi georeferenziati e le planimetrie delle grotte. Un motore di ricerca permette di interrogare la banca dati. [Fonte 2]
Sono disponibili versioni per computer e dispositivi mobili. Il sito comprende anche uno strumento dedicato alle schede di progressione. La documentazione cartacea è custodita presso la sede federale. Il dato di 4.180 grotte, riportato dal portale consultato, indica la dimensione dell’archivio e del lavoro di raccolta. [Fonte 2]
L’organizzazione territoriale attualmente indicata sul portale comprende sei ambiti: Cagliaritano, Nuorese, Ogliastra, Oristanese, Sassarese e Sulcis-Iglesiente. La presenza di referenti locali collega il sistema centrale alle attività condotte nei diversi settori dell’isola. [Fonte 2]
La verifica delle informazioni è parte integrante del servizio. La descrizione federale del catasto illustra il passaggio dai dati raccolti territorialmente ai controlli e all’archiviazione centrale. L’inserimento di una cavità richiede quindi un lavoro documentale, non la sola segnalazione dell’ingresso. [Fonte 6]
Tutela delle grotte e accesso ai dati: conoscenza e conservazione
La normativa collega il catasto alla tutela del patrimonio speleologico. La raccolta delle informazioni serve a identificare i beni e a descriverne caratteristiche e condizioni. Le schede possono conservare indicazioni utili sulla circolazione dell’acqua, sui reperti e sullo stato degli ambienti. [Fonte 4]
La direttiva del 2009 disciplina anche l’accesso ai dati. Per la loro pubblicazione o divulgazione prevede una comunicazione preventiva alla Federazione, la citazione della fonte e la consegna di una copia dell’eventuale pubblicazione. Tutela inoltre il lavoro intellettuale degli autori. [Fonte 4]
Un altro punto riguarda la sensibilità delle informazioni. L’accesso può essere limitato su precise disposizioni regionali quando la divulgazione rischia di danneggiare l’ambiente o interferisce con esigenze di sicurezza pubblica. Conoscenza e conservazione sono quindi considerate insieme. [Fonte 4]
Il ruolo federale comprende così un equilibrio tra consultazione, corretto uso dei materiali e salvaguardia dei luoghi documentati. È una funzione concreta di gestione del patrimonio informativo, distinta dalla semplice promozione della frequentazione delle grotte. [Fonte 4]
Biblioteca Regionale di Speleologia: archivi e memoria a Monteponi
La Biblioteca Regionale di Speleologia, il Centro di Documentazione Speleologica e il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera hanno sede a Iglesias. Si trovano nella Foresteria Monteponi, in viale Aligi Sassu. La gestione è affidata alla Federazione attraverso convenzioni con la Regione. [Fonte 5]
La biblioteca raccoglie oltre 3.000 unità documentali. È presente nel portale nazionale Speleoteca con la denominazione Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda. Il patrimonio si arricchisce attraverso nuove acquisizioni. [Fonte 5]
Il Centro di Documentazione conserva carte geografiche, geologiche, naturalistiche ed escursionistiche. Sono presenti anche fotografie storiche e materiali audiovisivi. Questi documenti permettono di affiancare ai risultati recenti le testimonianze delle esplorazioni precedenti. [Fonte 5]
La direttiva regionale assegna alla FSS compiti di catalogazione, conservazione e incremento delle raccolte. Richiede inoltre di garantire l’integrità dei documenti e la consultazione nel rispetto del diritto d’autore. La biblioteca è dunque un servizio operativo per speleologi, ricercatori e attività didattiche. [Fonte 4]
Grotte di miniera e cavità artificiali: ricerca sul sottosuolo naturale e storico
Il Centro Internazionale di Documentazione e Ricerca sulle Grotte di Miniera promuove studi in collaborazione con istituti di ricerca, università e associazioni speleologiche. Il suo ambito riguarda le grotte di miniera, inserite nel più ampio patrimonio sotterraneo sardo. [Fonte 5]
La direttiva del 2009 prevede un raccordo con il Parco Geominerario della Sardegna. Le modalità di collaborazione devono essere definite attraverso un’intesa tra amministrazione regionale e Parco. Il centro è organizzato insieme al catasto, alla biblioteca e al Centro di Documentazione. [Fonte 4]
Le iniziative divulgate dal sito federale comprendono anche il convegno di Nuxis del 28 e 29 ottobre 2023 sulle cavità artificiali per un turismo sostenibile. Nello stesso anno, il programma culturale del sito Sa Marchesa ha affrontato la speleologia di miniera nel Medioevo sardo. Nel 2024 il sito federale ha inoltre annunciato un corso di secondo livello sulle cavità artificiali. [Fonte 1]
Le grotte naturali incontrate nelle attività minerarie e le cavità realizzate dall’uomo restano categorie differenti. Nel lavoro documentale federale trovano spazio sia la ricerca sugli ambienti naturali sia lo studio delle strutture sotterranee storiche. Lo testimoniano i servizi dedicati alle grotte di miniera e i contributi sulle opere militari pubblicati nella rivista. [Fonte 5][Fonte 9]
Commissione Speleosubacquea: esplorazioni e cooperazione nei sistemi carsici sardi
La Commissione Speleosubacquea è stata istituita il 17 giugno 2015, durante una riunione presso lo Speleo Club Oristanese. La pagina federale ne definisce gli obiettivi: esplorare, studiare, rilevare e documentare grotte sommerse terrestri e marine e sistemi carsici della Sardegna. [Fonte 7]
La collaborazione con altri gruppi regionali e nazionali costituisce un altro obiettivo dichiarato. La Commissione intende coinvolgere nuovi speleosubacquei e integrare il loro lavoro con il contributo degli speleologi impegnati nel supporto alle esplorazioni. [Fonte 7]
Un risultato documentato riguarda la Codula Ilune. Il portale del catasto ospita il documentario “Monte Longos – La via per la congiunzione”, realizzato dalla ComSub. Il film ricostruisce le esplorazioni del 2016 che collegarono diverse cavità, delineando un sistema di oltre 70 chilometri. Il dato si riferisce al risultato illustrato dal documentario. [Fonte 2]
Questa attività mostra il rapporto tra immersione, rilievo e restituzione pubblica. La scoperta di un collegamento viene accompagnata da documentazione tecnica e racconto audiovisivo. La cooperazione diventa così anche una modalità di produzione e trasmissione delle conoscenze. [Fonte 2][Fonte 7]
Sa Rutta ’e S’Edera: il progetto Main River 2026 e le esplorazioni oltre i sifoni
Nel 2026 le attività della ComSub hanno interessato Sa Rutta ’e S’Edera attraverso il progetto Main River. La preparazione ha compreso trasporto di materiali, organizzazione del campo e predisposizione delle attrezzature necessarie alle immersioni. [Fonte 13]
Il resoconto pubblicato da Scintilena il 19 maggio descrive il trasferimento dei materiali al primo sifone e la pianificazione dei trasporti verso S7. Il progetto comprendeva anche una raccolta fondi mediante una campagna di magliette, destinata a sostenere le spese tecniche. [Fonte 13]
Il 22 settembre 2026 Scintilena ha riportato il completamento dell’esplorazione del settimo sifone. Il rilievo ne ha fissato la lunghezza in 485 metri. Oltre il tratto sommerso sono stati raggiunti ambienti emersi e un lago con superficie stimata in circa 2.000 metri quadrati. [Fonte 14]
La sequenza restituisce la complessità organizzativa delle esplorazioni. Il risultato finale dipende anche dal lavoro di trasporto e preparazione, distribuito su più uscite. La documentazione pubblicata consente di ricostruire queste fasi insieme ai nuovi sviluppi della grotta. [Fonte 13][Fonte 14]
Biospeleologia in Sardegna: geotritoni, pipistrelli e tutela degli habitat
La costruzione della Commissione Biospeleologica prese avvio nel 2014. Una prima riunione informale si svolse a Nuxis durante un corso sulla tutela delle aree carsiche e degli ambienti ipogei. Seguì un incontro ufficiale a Oristano nel settembre dello stesso anno. [Fonte 8]
Gli obiettivi discussi comprendevano l’approfondimento delle conoscenze faunistiche e la tutela dei siti più vulnerabili. Tra le collaborazioni indicate figurava quella con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio della distribuzione dei geotritoni. Furono inoltre previsti un corso di biospeleologia e una raccolta bibliografica condivisa. [Fonte 8]
L’attenzione alla fauna sotterranea è documentata anche dall’attività editoriale. Sardegna Speleologica n. 28 ospita contributi sui pipistrelli della Grotta di San Giovanni, sul microclima e sulle deposizioni dei geotritoni. Il fascicolo presenta inoltre il progetto sulla chirotterofauna del Sulcis-Iglesiente. [Fonte 9]
Nel 2017 la Federazione annunciò il volume “Studi sulla chirotterofauna in alcune grotte del Sulcis-Iglesiente”. La pubblicazione derivava dal monitoraggio del 2015-2016 ed era realizzata in collaborazione con la Provincia del Sud Sardegna, con finanziamento legato alla legge regionale n. 4/2007. [Fonte 10]
Queste iniziative collegano osservazione sul campo, formazione e pubblicazione dei risultati. La biospeleologia entra così nella conoscenza delle grotte insieme alla topografia e alla geologia, ampliando la documentazione delle loro caratteristiche ambientali. [Fonte 9][Fonte 8]
Formazione speleologica e sicurezza in grotta: collaborazione tra organismi distinti
La formazione coinvolge più soggetti della speleologia sarda. La Commissione Regionale Scuole di Speleologia pubblica programmi di corsi, aggiornamenti ed esami per le qualifiche didattiche SSI. Il calendario comprende, tra gli altri, il corso sulle tecniche di armo di base annunciato per il 28 febbraio e il 1° marzo 2026 a Perdasdefogu. [Fonte 11]
La collaborazione emerge anche nel seminario “Grotta Sicura”, organizzato dalla Federazione per l’11 e il 12 aprile 2026 a Dorgali. Il programma coinvolgeva il Comitato Esecutivo Regionale delle scuole CNSS-SSI, il CNSAS Sardegna e il Centro Speleo Archeologico Dorgali “Vittorio Mazzella”. [Fonte 12]
Le attività previste affrontavano organizzazione delle uscite, materiali, armi e prevenzione degli incidenti. Comprendevano testimonianze e dimostrazioni pratiche sulla gestione dell’infortunato nelle grotte Sos Jocos e Decima. La sicurezza veniva trattata attraverso confronto teorico ed esercitazione. [Fonte 12]
I ruoli restano distinti. La Federazione promuove e coordina iniziative comuni; le strutture didattiche operano nella formazione; il CNSAS interviene con le proprie competenze di soccorso. Il seminario rappresenta un esempio di collaborazione fra questi ambiti, senza sovrapporne le responsabilità. [Fonte 11][Fonte 12]
Divulgazione speleologica: riviste, mostre, convegni e canali digitali
La comunicazione federale comprende strumenti diversi. Il sito diffonde notizie sulle esplorazioni e sulle iniziative dei gruppi. La rivista ospita contributi estesi. Il portale del catasto affianca alle schede cartografiche fotografie e filmati. [Fonte 1][Fonte 2][Fonte 9]
Il complesso documentale di Monteponi ospita la mostra fotografica “La Sardegna Sotterranea”, costruita con materiali prodotti dai gruppi. Gli spazi sono utilizzati anche per attività convegnistiche e di promozione dello studio e della ricerca. [Fonte 5]
Il programma divulgato dal sito federale comprende raduni, mostre fotografiche e incontri tematici. Tra gli esempi figurano il Raduno Regionale di Speleologia di Lula del 2025, le iniziative culturali di Nuxis e il convegno del 2023 sulle esperienze delle grotte turistiche sarde. [Fonte 1]
La nuova Commissione Editoriale riunisce nel proprio mandato rivista, sito, social network e pubblicazioni online. L’invito del settembre 2026 mette a disposizione di questi canali i contributi della comunità speleologica. Il contatto preliminare con la redazione costituisce il passaggio operativo indicato agli autori.
Attività della Federazione Speleologica Sarda: le connessioni tra i diversi strumenti
Il quadro delle azioni federali può essere letto attraverso cinque collegamenti principali:
- Esplorazione e documentazione: le ricerche producono rilievi e osservazioni, conservati e organizzati attraverso strumenti tecnici. [Fonte 4][Fonte 7]
- Catasto e territorio: le schede associano le grotte alle caratteristiche delle aree carsiche e alle informazioni sugli acquiferi. [Fonte 4]
- Ricerca e tutela: i programmi biospeleologici approfondiscono la conoscenza della fauna e l’attenzione ai siti vulnerabili. [Fonte 8]
- Formazione e prevenzione: corsi e seminari mettono in relazione competenze tecniche e gestione delle situazioni critiche. [Fonte 11][Fonte 12]
- Archivi e divulgazione: biblioteca, centri documentali, rivista e strumenti digitali conservano le fonti e ne diffondono i contenuti. [Fonte 5][Fonte 9]
La nuova attività editoriale si inserisce in queste relazioni. Pubblicare una ricerca significa renderne consultabili risultati e percorso. Raccogliere fotografie e rilievi permette di conservare il contributo degli autori. Per la Federazione, la comunicazione accompagna così il lavoro esplorativo e documentale che si sviluppa nei diversi territori della Sardegna. [Fonte 4][Fonte 9]
Fonti e documentazione
Comunicazione della nuova Commissione Editoriale della Federazione Speleologica Sarda, insediata il 10 settembre 2026: testo fornito per la redazione dell’articolo. Contatto: redazione@federazionespeleologicasarda.it.
- Federazione Speleologica Sarda – sito istituzionale e attività https://www.federazionespeleologicasarda.it/
- Catasto Speleologico Regionale della Sardegna – portale e WebGIS https://www.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/
- Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Catasto speleologico regionale https://portal.sardegnasira.it/catasto-speleologico-regionale
- Regione Sardegna – Direttiva per il funzionamento, aggiornamento e accesso al Catasto Speleologico Regionale, deliberazione n. 44/19 del 29 settembre 2009 https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20091001164354.pdf
- Regione Sardegna, Sardegna SIRA – Biblioteca Regionale di Speleologia https://portal.sardegnasira.it/biblioteca-speleologica-regionale
- Federazione Speleologica Sarda – Catasto delle Grotte https://www.federazionespeleologicasarda.it/catasto/
- Federazione Speleologica Sarda – Commissione Speleosubacquea https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-speleosubacquea/
- Federazione Speleologica Sarda – Commissione Biospeleologica https://www.federazionespeleologicasarda.it/commissione-biospeleologica/
- Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 28, luglio 2016 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-28-luglio-2016/
- Federazione Speleologica Sarda – Sardegna Speleologica n. 29 e pubblicazioni, 9 novembre 2017 https://www.federazionespeleologicasarda.it/sardegna-speleologica-29789/
- Commissione Regionale Scuole di Speleologia della Sardegna – programmi formativi https://www.crss-sardegna.it/
- Scintilena – Grotta Sicura a Dorgali, 7 marzo 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sicura-a-dorgali-il-seminario-sulla-sicurezza-in-grotta-della-federazione-speleologica-sarda/03/07/
- Scintilena – Grotta S’Edera, Main River 2026, 19 maggio 2026 https://www.scintilena.com/grotta-sedera-main-river-2026-il-progetto-entra-nella-fase-operativa/05/19/
- Scintilena – Sa Rutta ’e S’Edera, esplorazione del settimo sifone, 22 settembre 2026 https://www.scintilena.com/sa-rutta-e-sedera-il-settimo-sifone-si-arrende-dopo-485-metri-oltre-lacqua-appare-un-enorme-lago/09/22/
Consultazione delle fonti online: 4 novembre 2026. I dati numerici del portale catastale sono quelli visualizzati alla consultazione.
Sardegna Speleologica
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