I buoni carburante possono rientrare nei fringe benefit esenti da imposte e contributi fino a 1.000 euro annui, soglia che sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Non è però un bonus statale da richiedere: il beneficio deve essere riconosciuto dal datore di lavoro e rispetta condizioni precise. Ecco cosa sapere e quali sono le possibili implicazioni per il personale della scuola.
Buoni carburante: non esiste una domanda per ottenere i 2.000 euro
I lavoratori dipendenti possono ricevere buoni carburante nell’ambito dei fringe benefit, cioè beni e servizi riconosciuti dal datore di lavoro. Entro i limiti previsti dalla normativa, il loro valore può essere escluso dal reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.
La soglia è pari a 1.000 euro per i dipendenti senza figli fiscalmente a carico e arriva a 2.000 euro per quelli che hanno figli fiscalmente a carico. Questi limiti sono previsti, secondo la normativa vigente, per gli anni 2025, 2026 e 2027.
È importante chiarire che non si tratta di un contributo pubblico che il lavoratore può richiedere attraverso una piattaforma o presentando domanda all’INPS. Il datore di lavoro può riconoscere i buoni nell’ambito delle iniziative di welfare previste per i propri dipendenti.
La possibilità di riceverli, quindi, dipende dalle scelte e dagli strumenti adottati dal datore di lavoro, oltre che dal rispetto delle condizioni fiscali applicabili.
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Cosa ha chiarito l’Agenzia delle Entrate
La questione è tornata d’attualità con la risposta a interpello n. 189 del 23 ottobre 2026 dell’Agenzia delle Entrate.
Il caso esaminato riguarda un’azienda che intendeva riconoscere buoni carburante e voucher spesa multiuso ai dipendenti impiegati ordinariamente la domenica. Il valore dei benefit era differenziato in base alle esigenze organizzative legate alla prestazione lavorativa.
L’Agenzia ha ricondotto questi riconoscimenti alla disciplina dei fringe benefit prevista dall’articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), considerando il piano descritto dall’azienda e le condizioni illustrate nell’interpello.
Il chiarimento conferma che i buoni carburante possono beneficiare dell’esenzione entro il limite complessivo previsto dalla legge, quando ricorrono le condizioni richieste. Non significa, però, che qualsiasi somma riconosciuta dal datore di lavoro sia automaticamente esente: occorre valutare la natura del beneficio e le modalità con cui viene assegnato.
Come si possono ottenere i buoni carburante
Il lavoratore non deve acquistare personalmente i voucher per poi chiedere allo Stato il rimborso. È il datore di lavoro che può decidere di riconoscere il beneficio e acquistare i buoni presso compagnie petrolifere o operatori specializzati in welfare aziendale.
I buoni possono essere cartacei o digitali, a seconda del prodotto scelto. Prima dell’assegnazione è necessario verificare le condizioni di utilizzo, le stazioni di servizio convenzionate, la scadenza e gli eventuali vincoli previsti dal fornitore.
In concreto, il percorso è il seguente:
- il datore di lavoro valuta se riconoscere buoni carburante nell’ambito del welfare;
- individua i beneficiari e le modalità di assegnazione nel rispetto delle regole applicabili;
- acquista i voucher attraverso un operatore o una compagnia petrolifera;
- comunica il valore dei benefit agli uffici che gestiscono gli adempimenti fiscali e retributivi;
- il dipendente utilizza i buoni secondo le condizioni previste dal servizio.
Non esiste, dunque, una procedura nazionale unica attraverso cui tutti i lavoratori possano attivare automaticamente il beneficio.
Attenzione al limite: si considerano tutti i fringe benefit
Un aspetto particolarmente importante riguarda il calcolo della soglia di esenzione. Il limite annuale non riguarda soltanto i buoni benzina, ma il valore complessivo dei fringe benefit rilevanti ricevuti dal dipendente nel corso dello stesso anno.
Per esempio, un lavoratore senza figli fiscalmente a carico che riceve 700 euro in buoni carburante e altri 400 euro in benefit raggiunge un totale di 1.100 euro. Superando la soglia di 1.000 euro, secondo la regola applicabile, l’intero importo diventa imponibile, non soltanto i 100 euro che eccedono il limite.
Lo stesso principio va considerato per chi può beneficiare della soglia maggiorata di 2.000 euro: occorre sommare i benefit rilevanti ricevuti durante l’anno e verificare che il valore complessivo non superi il tetto applicabile.
Per questo motivo è importante che l’azienda tenga conto dei benefit già riconosciuti prima di assegnarne altri, evitando possibili conseguenze fiscali in sede di conguaglio.
Buoni carburante per docenti e ATA: cosa bisogna sapere
Per il personale scolastico, il tema è particolarmente interessante a causa degli spostamenti quotidiani, dei trasferimenti tra sedi e dei costi sostenuti dai lavoratori pendolari.
Occorre però distinguere la possibilità generale di ricevere fringe benefit dalla concreta disponibilità di un piano di welfare per i dipendenti pubblici. Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate riguarda uno specifico caso aziendale e non introduce un diritto automatico ai buoni carburante per docenti e personale ATA.
Per sapere se un beneficio di questo tipo possa essere riconosciuto anche in una determinata amministrazione scolastica, è necessario verificare le regole applicabili al rapporto di lavoro pubblico e gli eventuali strumenti di welfare effettivamente previsti dall’amministrazione.
In assenza di una specifica iniziativa, gli insegnanti e il personale ATA non possono presentare una domanda individuale per ottenere i 1.000 o i 2.000 euro sulla base della sola normativa sui fringe benefit.
Fino a quando valgono le soglie di 1.000 e 2.000 euro?
Le soglie maggiorate sono previste per il triennio 2025-2027. Salvo ulteriori modifiche legislative, al termine di questo periodo tornerà a operare il limite ordinario di 258,23 euro previsto dall’articolo 51, comma 3, del TUIR.
La possibilità di beneficiare dell’esenzione dipende quindi sia dal limite vigente nell’anno di riferimento sia dalle condizioni con cui il datore di lavoro riconosce i buoni.
In sintesi: i 2.000 euro non costituiscono un bonus carburante da richiedere, ma il limite di esenzione applicabile ai fringe benefit per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Per ricevere i buoni occorre che il datore di lavoro li riconosca nell’ambito di un’iniziativa compatibile con le regole vigenti.
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