Il Voucher Cloud e Cybersecurity del Mimit sostiene gli investimenti digitali di PMI. Per gli studi odontoiatrici interessati, domande dal 10 novembre: occorre verificare i requisiti, scegliere fornitori iscritti nell’elenco ministeriale e predisporre la documentazione
Rafforzare la sicurezza informatica, adottare sistemi di backup in cloud e migliorare gli strumenti digitali di gestione dello studio: sono alcuni degli interventi da valutare nell’ambito del Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), rivolto a piccole e medie imprese e lavoratori autonomi in possesso dei requisiti. La misura, richiamata da Andi nella comunicazione del 13 ottobre, dispone di 150 milioni di euro e prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a 20mila euro per beneficiario.
Per gli odontoiatri interessati, il passaggio immediato è preparare progetto, offerta e documentazione: la precompilazione è disponibile dal 20 ottobre, mentre l’invio delle domande partirà alle ore 12 del 10 novembre 2026 e resterà aperto fino alle ore 12 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Le richieste saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione.
Chi può accedere e quali verifiche fare nello studio
La misura si rivolge a PMI e lavoratori autonomi operanti in tutta Italia. L’accesso del singolo studio odontoiatrico richiede il rispetto dei requisiti previsti dall’articolo 4 del decreto ministeriale 18 luglio 2025. Tra le condizioni indicate dal Mimit figura la disponibilità, al momento della domanda, di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.
Il progetto deve riguardare soluzioni nuove e aggiuntive oppure più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate. Per predisporre la richiesta occorre quindi partire dalla situazione dello studio: quali sistemi cloud e di sicurezza sono presenti e quale miglioramento si intende ottenere con l’investimento.
Andi presenta l’iniziativa come un’occasione per verificare l’infrastruttura digitale dell’attività professionale, rafforzare la protezione dei dati e digitalizzare i processi.
Backup, sicurezza e software: cosa valutare con il fornitore
Le categorie finanziabili comprendono soluzioni hardware e software per la cybersecurity, servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma, applicativi erogati in cloud e servizi accessori di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo.
Per lo studio odontoiatrico, gli ambiti da esaminare con il proprio fornitore possono essere, per esempio, archiviazione e backup in cloud, protezione della rete mediante firewall, antivirus e antimalware, crittografia dei dati e strumenti digitali per la gestione amministrativa. Il Mimit include tra gli applicativi cloud anche software di contabilità e strumenti per la gestione della produttività e delle interazioni con i clienti.
La verifica decisiva riguarda la specifica offerta: prodotti e servizi devono rientrare tra quelli agevolabili ed essere forniti da soggetti iscritti nell’apposito elenco ministeriale. Prima di inserire un gestionale o un servizio nel progetto, occorre dunque verificarne l’ammissibilità, senza considerare automaticamente finanziabile qualsiasi acquisto informatico.
Quanto copre il voucher e quando arriva il contributo
Il piano deve prevedere almeno 4mila euro di spese ammissibili. Il voucher copre il 50%, entro il limite di 20mila euro: un piano interamente ammesso da 10mila euro può quindi ottenere un contributo di 5mila euro.
Per programmare l’investimento è essenziale considerare che l’agevolazione viene erogata a rimborso. Come chiariscono le FAQ ministeriali, il beneficiario deve sostenere e pagare integralmente le spese e poi presentare la richiesta di erogazione con la relativa documentazione.
Secondo il riepilogo Andi, si può chiedere il contributo in un’unica soluzione alla conclusione del piano oppure in due quote. La prima è richiedibile dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano e comunque non prima di tre mesi dalla concessione.
Domanda in due fasi: documenti pronti prima del 10 novembre
La comunicazione Andi distingue la compilazione dall’invio. Nella prima fase si inseriscono i dati e si caricano gli allegati; completata la procedura e firmato digitalmente il modulo, viene rilasciato un codice di predisposizione, necessario per trasmettere la domanda dal 10 novembre.
Per accedere occorrono SPID, CIE o CNS; servono inoltre firma digitale, PEC e l’indicazione dell’unità locale interessata. La domanda deve descrivere le soluzioni già in uso, il miglioramento atteso, i servizi e i fornitori scelti, le modalità di acquisizione e gli importi.
Preparare questi elementi durante la precompilazione consente di arrivare all’apertura dello sportello con la pratica pronta, tenendo conto dell’ordine cronologico di invio e della possibile chiusura anticipata per esaurimento dei fondi.
Acquisto o abbonamento: tempi e rendicontazione
Le soluzioni possono essere acquisite con acquisto diretto o abbonamento. Come riepiloga Andi, nel primo caso spese e pagamenti devono essere sostenuti entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione. Per gli abbonamenti, il contratto deve durare almeno 24 mesi; se la durata è superiore, sono ammesse soltanto le spese dei primi 24 mesi.
Sempre secondo la comunicazione associativa, il contratto di abbonamento va sottoscritto entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione e la sottoscrizione comunicata al Ministero entro 60 giorni, pena la decadenza.
Sono ammissibili soltanto le spese sostenute dopo l’invio della domanda: la sola precompilazione non coincide quindi con il momento da cui considerare ammissibili le spese. Per la rendicontazione, Andi ricorda inoltre che le fatture devono riportare il Codice unico di progetto assegnato e il codice identificativo del prodotto o servizio agevolato.
Fonte: ANDI, comunicazione del 13 ottobre 2026; Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mimit.gov.it.
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