#Finsubito news dalla rete – Lido San Domenico, una mobilitazione per la cultura indipendente


Di: SEIDISERA – Romina Lara – Il Quotidiano – Italo Carrasco / M. Ang. 

Anche a Lugano torna il dibattito sugli spazi di aggregazione culturale e al centro della discussione c’è anche il Lido San Domenico, storica struttura che rischia di cambiare volto. Il Municipio di Lugano ha pubblicato due concorsi distinti, che si chiuderanno tra pochi giorni. Concorsi che hanno scatenato le preoccupazioni di diversi cittadini, artisti e politici.

Le preoccupazioni: “Rischio di snaturare il luogo”

In gioco c’è la nuova gestione della buvette che, per quasi dieci anni, era in mano a uno storico duo. L’altro bando include anche la ristrutturazione degli spazi, grazie a un partenariato pubblico-privato con un investitore esterno. Ciò fa temere a molti la snaturazione dei contenuti. Il Lido San Domenico è molto più che uno stabilimento balneare.

Nina Pusterla: “Timore di perdere un luogo libero, accessibile a tutti, di aggregazione”

“Uno dei timori è che venendo a mancare il Lido San Domenico come l’abbiamo conosciuto fino adesso e da una decina d’anni a questa parte, ci possa essere una nuova perdita, nel tessuto urbano della città, di un luogo libero, accessibile a tutti, di aggregazione, che permetteva anche varie iniziative musicali e artistiche e culturali in senso lato”, ha dichiarato Nina Pusterla, capogruppo del Partito Socialista in Consiglio Comunale, ai microfoni della trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI.

L’interpellanza al Municipio

La socialista Nina Pusterla ha sollevato queste preoccupazioni anche in un’interpellanza al Municipio, di cui è la prima firmataria. L’hanno sottoscritta anche esponenti di altri partiti. Già due anni fa vi fu una mobilitazione che convinse poi la Città a prolungare la concessione all’attuale gerenza.

Roberto Badaracco: “Se c’è un investitore, questi soldi verrebbero risparmiati dalla Città”

Perché allora optare ora per due concorsi? “Noi ci siamo lasciati piena libertà di scelta. Vedremo quanti parteciperanno solo per la gerenza e quanti invece saranno anche gli investitori pronti ad investire – spiega Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano -. Perché il Municipio ha voluto comunque fare un concorso per investitori? Perché, vista la situazione economica della Città, se c’è un investitore che dà una mano, come in una specie di partenariato pubblico-privato, questi soldi verrebbero risparmiati dalla Città”.

Il Municipio, in base ai risultati, sceglierà quale dei due concorsi privilegiare, l’altro sarà annullato.

Nina Pusterla: “Timore per logiche commerciali”

La questione per la città è dunque anche finanziaria. “È vero che la situazione non è facile, però è anche vero che Lugano, i soldi, dove vuole li investe – risponde Nina Pusterla -. Il timore di un mandato pubblico di questo tipo è che ancora una volta, poi, i soliti noti, ma anche magari non i soliti noti, accorreranno come api sul miele secondo logiche commerciali e poi di indotto economico”.

Roberto Badaracco, dal canto suo, replica che “c’è comunque una fascia di popolazione che ama questo posto, anche per le proposte che fa. Quindi secondo me questo dovrebbe essere tutelato. È chiaro che nella valutazione, secondo me, non dovremmo tenere conto, come Municipio, solo di questioni economiche, di profitto, perché sarebbe veramente peccato (ma poi ci sono anche i colleghi e io non posso parlare per gli altri)”.

In questi giorni si è saputo che a Lugano anche lo spazio L’Ove chiuderà. C’è una richiesta chiara di spazi, ma quelli che ci sono vengono meno.

Roberto Badaracco: “Non facile trovare una condivisione in Municipio anche a livello di forze politiche”

“Ne parliamo da tanti anni – dice Roberto Badaracco -. Alla fine loro hanno l’impressione che si stia facendo poco come ente pubblico, ma posso assicurare che non è facile arrivare a trovare spazi, soprattutto arrivare (e questo l’ho sempre detto) a trovare una condivisione in Municipio, anche a livello di forze politiche”.

Tra le soluzioni a cui si sta lavorando per rispondere ai bisogni c’è la parte nuova dell’ex macello, ma anche l’ex scuola di sartoria.

La questione culturale e le logiche commerciali

E al Lido San Domenico è stato organizzato anche un momento di confronto sul futuro dei luoghi dove la cultura indipendente possa esprimersi perché, per molti luganesi (e non solo), qui si viene per bere qualcosa, mangiare, riposare ma anche per scambiare opinioni, pensare a nuovi progetti. Così artisti, semplici cittadini e politici si sono ritrovati per chiedere alla Città di rivedere i piani che prevedono un cambio di gestione.

“Hanno avuto la capacità di ampliare i loro orizzonti di programmazione e di creare un luogo in cui da un lato ci fosse assembramento di pubblico e assembramento di artisti allo stesso tempo. Questo era il fertilizzante primo per la creazione anche di nuovi progetti”, spiega Leo Pusterla, musicista, ai microfoni del Quotidiano.

Un’altra petizione: raccolte 4’000 firme

È la seconda volta che il futuro del Lido San Domenico raccoglie la solidarietà dei cittadini. La prima era nel 2024. Ora un’altra petizione ha raccolto 4’000 firme.

Nina Pusterla spiega che “la richiesta principale è di rivedere questi concorsi. Non si capisce bene perché siano stati distinti e soprattutto perché quello più importante (che ha una durata decennale, cioè quello che chiede l’intervento di privati per progettare il rinnovamento del Lido) sia stato dato esternamente. È un luogo importante per la città, è un luogo simbolo. Per quale ragione la città non ha scelto di investire dei soldi propri?”

Il bisogno popolare e le scelte del Municipio

Ma il dibattito non si ferma. All’interno del Lido San Domenico è la cultura indipendente che torna a chiedere spazi per potersi esprimere.

“Ci sono tante promesse, ci sono idee, però purtroppo non c’è ancora nessuno che si prenda la responsabilità, concretamente, di mettere a disposizione degli spazi. Ci sono intenzioni, ma non c’è ancora niente di concreto e questo è veramente triste”, sottolinea Olmo Cerri, associazione Idra.

Nei prossimi mesi si capirà se un bisogno popolare avrà un peso nelle scelte del Municipio.

02:57

SEIDISERA del 04.10.2026 Una petizione per il Lido San Domenico – Il servizio di Romina Lara

RSI Info 04.10.2026, 18:36


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