“Finché c’è sollevamento ci sarà sismicità”


È stata una scossa forte, profonda soltanto pochi chilometri, avvertita distintamente in gran parte dell’area flegrea e a Napoli. Il terremoto delle 19.46 di venerdì 31 luglio 2026, di magnitudo Md 4.7, è l’evento di maggiore intensità registrato finora nella crisi bradisismica in corso ai Campi Flegrei. L’INGV lo ha localizzato a circa 3 chilometri di profondità, nell’area compresa tra Pozzuoli e Quarto. Al momento della prima comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano era inoltre in corso uno sciame sismico. 

Florindo: «Il terremoto più forte di sempre nei Campi Flegrei»

A richiamare l’attenzione sul significato dell’evento è Fabio Florindo, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

«Il terremoto di magnitudo 4.7 delle ore 19,46 di oggi è stato il più forte di sempre nei Campi Flegrei – dichiara Fabio Florindo, presidente Ingv -. Questo ci insegna che il fenomeno del bradisismo non si è affatto fermato e non possiamo abbassare la guardia. E in questo è importante il lavoro dell’Osservatorio Vesuviano che continuamente monitora l’area».

La magnitudo 4.7 supera infatti i precedenti eventi più energetici della fase di unrest degli ultimi anni, compreso il terremoto di magnitudo 4.6 registrato il 13 marzo 2025. Il dato ufficiale dell’INGV conferma la rilevanza dell’evento di venerdì sera. 

Epicentro nell’area dei Pisciarelli, il risentimento è stato molto forte

«Effettivamente un terremoto di magnitudo 4.7 non è un sisma da poco, il fatto che siano eventi superficiali, quello di oggi si è verificato a circa 2,6 chilometri di profondità, quindi il risentimento è molto forte. L’epicentro dell’evento sismico di stasera è stato verso l’area dei Pisciarelli. Stiamo acquisendo i vari dati presso la sala di Napoli dell’Ingv. Sappiamo che ci sono molte persone in strada perché il risentimento come detto è stato forte».

Sul piano ufficiale, l’INGV ha successivamente indicato una profondità di circa 3 chilometri e una localizzazione tra Pozzuoli e Quarto. Le mappe preliminari hanno evidenziato un forte scuotimento: il terremoto è stato avvertito in tutta l’area dei Campi Flegrei, a Napoli, a Ischia e nella penisola sorrentina, con risentimenti fino al VI grado della scala MCS. 

La preoccupazione per la CO2 e il monitoraggio dell’area

L’attenzione degli esperti non si concentra soltanto sulla sequenza sismica. Florindo richiama anche il tema delle emissioni di anidride carbonica nell’area flegrea.

«Stiamo cercando di capire che impatto può avere questo terremoto con l’emissione di anidride carbonica che già è abbastanza alta».

Un elemento che rende ancora più importante il monitoraggio multiparametrico dell’area, dove attività sismica, deformazione del suolo e parametri geochimici vengono osservati in modo continuo dall’Osservatorio Vesuviano-INGV.

«Al momento non c’è nessun movimento di magma in profondità»

Nel messaggio del presidente dell’INGV c’è anche un passaggio destinato a ridimensionare gli scenari più allarmistici.

«Perciò c’è bisogno della massima attenzione. Inoltre, ci tenevo a ribadire che al momento non c’è nessun movimento di magma in profondità».

L’indicazione è centrale: la forte sismicità dei Campi Flegrei non equivale automaticamente a un’imminente eruzione. Il quadro deve essere valutato attraverso l’insieme dei parametri monitorati e attraverso la loro evoluzione nel tempo.

«Il bradisismo è legato alla pressione dei fluidi»

Florindo torna quindi sul meccanismo che, secondo la lettura espressa nella dichiarazione, è alla base del sollevamento del suolo.

«Il sollevamento è sempre legato alla pressione dei fluidi che spingono verso l’alto. È un’area vulcanica attiva non dimentichiamolo».

Il fenomeno del bradisismo resta dunque il nodo centrale della situazione flegrea: il sollevamento del suolo è accompagnato da una sismicità che può manifestarsi con terremoti anche sensibilmente avvertiti dalla popolazione.

«Finché c’è il sollevamento, possiamo aspettarci altre scosse»

La frase più significativa riguarda proprio il futuro della sequenza.

«I Campi Flegrei sono sotto osservazione ogni minuto. Sulle scosse sappiamo che possiamo aspettarcele finché c’è il sollevamento però non sappiamo quando ci saranno e la loro intensità».

È questa, in sostanza, la condizione con cui l’area flegrea continua a convivere: la sismicità resta una componente del fenomeno finché prosegue il sollevamento del suolo, mentre non è possibile stabilire in anticipo né il momento esatto delle prossime scosse né la loro magnitudo.

L’INGV, nel suo primo aggiornamento, ha segnalato che dopo la scossa delle 19.46 era in corso uno sciame sismico, con almeno dieci eventi rilevati preliminarmente entro le 20.25 e magnitudo massima 4.7. Il monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano prosegue senza interruzioni. 

Terremoto Napoli, Ingv avverte: «In prossime ore nuove scosse, comprendo paura ma no ad allarmismo»

«Nelle prossime ore è possibile che la sequenza sismica prosegua con altre scosse, come avviene normalmente dopo un evento di questa entità. Al momento non è possibile prevedere con certezza né il numero né la magnitudo dei terremoti che potranno verificarsi». Così all’Adnkronos Fabio Florindo, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) dopo la scossa di magnitudo 4.7 registrata questa sera ai Campi Flegrei.

«L’Ingv mantiene attiva una sorveglianza continua, ventiquattro ore su ventiquattro, e tutti i dati – spiega Florindo – vengono analizzati in tempo reale. Eventuali cambiamenti significativi saranno immediatamente comunicati alle Autorità competenti e alla popolazione. Comprendo pienamente la preoccupazione dei cittadini – dice l’esperto – . Una scossa di questa intensità è stata avvertita in modo molto forte e può generare paura. Il mio invito – afferma – è quello di affidarsi esclusivamente alle informazioni diffuse dalle fonti ufficiali, evitando voci o notizie non verificate che possono alimentare inutilmente l’allarme».

«L’Ingv continuerà a garantire il massimo livello di monitoraggio scientifico e a condividere tempestivamente ogni informazione utile con il Dipartimento della Protezione Civile, le istituzioni e la popolazione».


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