#Finsubito news dalla rete – Disastro a Strambino. Un’auto sui binari e la Ivrea-Chivasso va in tilt. In Italia si arriva a 150 minuti di ritardo


Giovedì 1 ottobre, poco dopo le 16, tra Strambino e Ivrea, un automobilista è entrato in un passaggio a livello mentre le sbarre si stavano abbassando ed è rimasto con la macchina intrappolata sui binari. Il primo treno in arrivo è riuscito a fermarsi in tempo. Per fortuna. L’automobilista è sceso dall’auto e si è allontanato, mentre sulla Chivasso-Ivrea è cominciata la parte che ha interessato direttamente centinaia di pendolari: treni fermi. La linea è rimasta bloccata dalle 16.15 alle 18, quasi due ore. Poi la circolazione è ripartita lentamente, trascinandosi dietro ritardi e disagi.

Una macchina nel posto sbagliato e per un pomeriggio uno dei collegamenti più importanti del Canavese è diventato un lungo pezzo di ferro da contemplare. In questo caso il problema non è nato da un locomotore rotto, da uno scambio impazzito o dall’infrastruttura. È nato da qualcuno che con l’automobile è finito dove un’automobile non dovrebbe mai finire. Il risultato, però, per chi aspettava a Ivrea, Strambino o Chivasso è cambiato poco: il treno non è passato.

Poi c’è stato il disagio che almeno ha avuto il pregio di presentarsi con appuntamento. Per i lavori tra Torino Stura e Chivasso, il Regionale Veloce 2011 Torino Porta Nuova-Milano Centrale non è esistito tra Torino e Chivasso. Chi voleva prenderlo ha dovuto cominciare il viaggio su un autobus partito da Porta Nuova alle 4 del mattino, passato da Porta Susa e arrivato a Chivasso, dove finalmente i passeggeri hanno ritrovato un treno. La sera stesso copione al contrario per il RV 2044 Milano Centrale-Torino Porta Nuova: da Chivasso a Torino il convoglio è sparito e al suo posto è arrivato il bus. Anche diversi regionali veloci Ivrea-Torino hanno avuto cinque minuti in più infilati direttamente nell’orario di arrivo. Non è stato un guasto. È stato il disagio programmato. La differenza è che, almeno questa volta, il passeggero ha potuto organizzarsi in anticipo per essere scomodo.

Per il resto, il Piemonte non ha presentato altri grandi problemi ferroviari imprevisti documentati. E va detto senza costruire catastrofi dove non ci sono. L’episodio serio della giornata è stato Strambino, con quasi due ore di stop sulla Ivrea-Chivasso.

Fuori dal Piemonte, invece, il catalogo è stato decisamente più ricco. La giornata è cominciata alle 6.15 in Alto Adige, sulla Fortezza-San Candido. Tra Monguelfo e Valdaora un treno ha investito un animale di grossa taglia e la circolazione è stata sospesa. Alle 8.25 era ancora tutto fermo. Si è ripartiti alle 9. Quasi tre ore durante le quali i regionali sono stati limitati o cancellati. L’animale è finito sui binari e una fetta della Val Pusteria ha scoperto che, almeno per quella mattina, il mezzo più veloce per attraversarla non era necessariamente quello ferroviario.

In Emilia-Romagna il problema ha deciso invece di presentarsi più volte. Sulla Parma-Suzzara, a Sorbolo, un inconveniente a un passaggio a livello ha prima tagliato il treno 90317 tra Sorbolo e Parma, poi ha mandato in cancellazione anche parte della corsa opposta. Qualche ora più tardi, alle 11.45, nello stesso punto si è fermato pure il 90322 Parma-Suzzara. È ripartito dieci minuti dopo con 35 minuti di ritardo. Il passaggio a livello, insomma, ha concesso il bis. Perché un problema solo sarebbe stato troppo semplice.

Nel primo pomeriggio è toccato alla Bologna-Verona. Un problema all’infrastruttura tra San Felice sul Panaro e Poggio Rusco ha cominciato a mangiarsi pezzi di treni: il 17896 è stato cancellato nell’ultimo tratto, il 17903 nel primo. Poi sono saltati nello stesso modo il 17898 e il 17905. Quattro corse spezzate. Il treno parte, ma non arriva dove dovrebbe. Oppure dovrebbe partire, ma comincia il viaggio qualche stazione più avanti. Una specie di ferrovia a puntate: per sapere come finisce bisogna aspettare l’episodio successivo.

Alle 14.40, sulla Piacenza-Ancona, il regionale 3917 si è fermato nei pressi di Cattolica perché c’erano persone non autorizzate lungo la sede ferroviaria. È ripartito alle 15 con 27 minuti di ritardo. Alle 16.15, sulla Bologna-Vignola, il 90022 è rimasto fermo a Bazzano perché sono dovute intervenire le forze dell’ordine per un passeggero intemperante. Cinque minuti e si è ripartiti. Piccolo disagio, certo. Ma è sempre interessante vedere quanti modi diversi esistono per fermare un treno senza che il treno abbia alcuna intenzione di fermarsi.

Il meglio, in Emilia-Romagna, è arrivato però la sera sulla Porretta Terme-Bologna-Pianoro. Alle 19.50 il 17784/17785 è stato cancellato da Marzabotto a Porretta per un problema tecnico a un treno precedente. Dieci minuti dopo è stato cancellato nella direzione opposta anche il 17718/17719 tra Porretta e Marzabotto. Alle 20 un altro convoglio, il 17782/17783, è rimasto fermo a Pioppe Salvaro per un proprio guasto ed è ripartito con 35 minuti di ritardo. Alle 20.40, sempre a Pioppe Salvaro, si è fermato pure il 17786/17787: questa volta c’era un altro viaggiatore intemperante e sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Guasto al treno, cancellazioni, autobus e passeggero ingestibile. Mancava soltanto la grandine dentro le carrozze.

Alle 14 c’è stata invece una cosa sulla quale non c’è nulla da scherzare. Sulla Venezia-Udine, tra Treviso e Mogliano Veneto, una persona è stata investita da un treno. La circolazione si è fermata completamente. È ripresa parzialmente alle 16.10 ed è tornata regolare alle 17, dopo l’autorizzazione delle autorità. Il bilancio ferroviario è stato di ritardi fino a 45 minuti, limitazioni e cancellazioni. Quello umano viene prima di qualsiasi tabellone.

Alle 16 è cominciato invece quello che probabilmente è stato il guasto ferroviario più pesante della giornata. Sulla Ancona-Pescara, tra Giulianova e Roseto degli Abruzzi, un treno ha avuto un problema tecnico e la linea ha rallentato pesantemente. All’inizio si è parlato di ritardi fino a 100 minuti. Che sono già un’ora e quaranta. Poi il contatore ha continuato a salire. Alle 19.30, mentre la situazione ha cominciato lentamente a migliorare, il ritardo massimo ha raggiunto 150 minuti. Due ore e mezza. Ci sono state anche cancellazioni e treni limitati nel percorso. La normalità è tornata alle 20. Quattro ore di problemi per un treno guasto e passeggeri che sono riusciti tranquillamente a impiegare più tempo ad aspettare che a percorrere una buona fetta del viaggio.

Centocinquanta minuti meritano anche la traduzione ufficiale dal ferroviario all’italiano: due ore e mezza. Il tempo di guardare un film. Con i titoli di coda.

Alle 20 si è aperto poi un altro fronte serio, ancora in Alto Adige. Sulla Bolzano-Brennero, tra Bressanone e Ponte Gardena, una persona è stata investita da un treno. La linea è stata sospesa. Alle 21.30 risultava ancora ferma, con ritardi, variazioni e cancellazioni. Anche qui nessuna battuta: dietro lo stop c’è stato un investimento e prima dei disagi ferroviari viene tutto il resto.

E poi ci sono stati i treni che non hanno avuto bisogno di rompersi, perché erano già stati sostituiti in partenza. In Lombardia, sulla Luino-Gallarate e sulla Luino-Milano, per lavori tra Porto Valtravaglia e Luino quattro collegamenti della giornata sono stati cancellati in parte e rimpiazzati dai bus. È successo al 25302 Milano Porta Garibaldi-Luino, al 25309 nella direzione opposta e a due S30 tra Gallarate e Luino. L’avviso precisava naturalmente che gli orari degli autobus potevano cambiare in base al traffico. Si parte comprando un viaggio ferroviario. Poi il ferro finisce. E anche la puntualità passa alla viabilità ordinaria.

In Toscana, tra Civitella in Val di Chiana e Sinalunga, la linea è rimasta interrotta per lavori programmati. Il 92218 e il 92217 hanno fatto una parte del viaggio in treno e una parte in autobus. Anche qui è comparsa la frase ormai diventata un piccolo capolavoro del trasporto pubblico: a causa della circolazione stradale, gli autobus avrebbero potuto arrivare in ritardo rispetto all’orario ferroviario. Il treno non passa. Arriva il bus al posto del treno. E il bus rischia di arrivare tardi rispetto al treno che non esiste. Non serve aggiungere molto.

Sulla Terni-Rieti-L’Aquila, poi, è continuata la sostituzione con autobus di una serie di treni cancellati, prevista fino al 4 ottobre. Anche il primo ottobre, quindi, per una parte dei viaggiatori la ferrovia si è percorsa sull’asfalto.

E in Sicilia il primo ottobre ha segnato il debutto pieno di una trasformazione ancora più consistente. Dalle 23 del 30 settembre era stata sospesa la circolazione tra Catania Aeroporto Fontanarossa e Siracusa e tra Catania Centrale e Caltagirone/Gela per i lavori infrastrutturali. Per tutta la giornata, quindi, i treni tra Messina/Catania e Siracusa sono stati cancellati nel tratto da Fontanarossa a Siracusa e sostituiti con autobus. Tra Catania e Caltagirone/Gela l’offerta ferroviaria è stata direttamente cancellata e trasferita su gomma. Non un treno saltato. Non due. Un pezzo di ferrovia che per il passeggero è diventato autobus. E anche qui vale la vecchia regola del pendolare italiano: si compra il biglietto del treno, poi si scopre con cosa si viaggia. 




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l'articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม