#Finsubito news dalla rete – Manovra 2027, Bernardi su apparecchi senza vincita: “Sanatoria beffa, lo Stato incassa 15 milioni e scarica tutti i rischi sugli operatori”


La Manovra di Bilancio 2027 riapre il dibattito sulla regolarizzazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro. L’articolo 24 introduce una procedura che prevede il pagamento di 1.000 euro per apparecchio e una nuova autocertificazione, con un gettito stimato di 15 milioni di euro. Una soluzione che, dopo cinque anni di proroghe e difficoltà applicative, rischia però di lasciare irrisolto il problema della certezza giuridica per gli operatori.

Sulle criticità della disposizione interviene Eugenio Bernardi, che ripercorre l’evoluzione della normativa, le difficoltà riconosciute dalla stessa ADM e le possibili conseguenze per i proprietari degli apparecchi, ponendo una questione di fondo: si tratta davvero di una sanatoria o soltanto di un nuovo onere economico a carico delle imprese?

Dopo cinque proroghe, il Governo tenta di chiudere una vicenda iniziata nel 2021 con una normativa che ha mostrato tutti i suoi limiti applicativi. Ai proprietari degli apparecchi si chiedono 1.000 euro e una nuova autocertificazione, ma senza alcuna certezza sulla loro definitiva regolarità.

L’articolo 24 del disegno di legge di Bilancio 2027 rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda che si trascina ormai da cinque anni e che dimostra quanto sia stata problematica la disciplina introdotta nel 2021 per gli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, di cui all’articolo 110, comma 7, del TULPS.

Una normativa nata male e applicata peggio, come dimostrano le cinque successive modifiche e proroghe del regime transitorio, rese necessarie dalle difficoltà incontrate nell’adeguamento e nella certificazione degli apparecchi già installati.

Difficoltà che non sono soltanto affermazioni degli operatori, ma risultano riconosciute dalla stessa Agenzia delle dogane e dei monopoli, da ultimo nella determinazione del 17 dicembre 2025, dove si spiegano le ragioni legate all’ultima proroga. 

E questo nonostante l’intervento legislativo del 2022, con cui lo Stato italiano, anche e soprattutto a seguito della procedura d’infrazione europea in corso, della petizione presentata al Parlamento europeo e degli interventi di diverse associazioni di categoria, ha modificato la normativa, escludendo dagli obblighi di verifica tecnica e nulla osta numerose tipologie di apparecchi meccanici ed elettromeccanici successivamente inserite nell’elenco AMEE.

Dalla documentazione ufficiale ADM, acquisita mediante accesso agli atti dal sottoscritto, è emerso che, su circa 68.000 apparecchi inizialmente autocertificati, ovvero ritenuti sella base di una autocertificazione conformi alle caratteristiche tecniche contenute nella norma, ben 53.000 erano stati ricondotti alle categorie esentate attraverso l’elenco AMEE, lasciandone circa 15.000 ancora soggetti alle verifiche tecniche.

Un dato che trova oggi ulteriore riscontro nella Relazione tecnica dell’articolo 24 del disegno di legge di Bilancio 2027, nella quale lo stesso Governo, ipotizzando la presenza di 15.000 apparecchi interessati dalla nuova disposizione, prevede maggiori entrate per 15 milioni di euro nel 2027.

Ebbene, dopo cinque anni e cinque interventi di proroga e modifica, invece di risolvere definitivamente il problema, il Governo propone una sorta di sanatoria a ‘pagamento’.

Per mantenere in esercizio gli apparecchi individuati dall’articolo 24, tra cui quelli delle lettere a) e c) installati prima del 1° gennaio 2003 e quelli delle categorie c-bis) e c-ter) richiamati dalla disposizione, purché ancora installati al 31 dicembre 2026, i proprietari dovranno presentare una nuova dichiarazione sostitutiva di conformità alle regole tecniche e versare 1.000 euro per ciascun apparecchio entro il 30 aprile 2027. E anche in questo caso si parla di autocertificazione.

Ma c’è un particolare tutt’altro che trascurabile.

La stessa Relazione tecnica dell’articolo 24 quantifica il risultato economico atteso: ipotizzando 15.000 apparecchi interessati, il Governo stima maggiori entrate per 15 milioni di euro nel 2027.

Dunque, mentre in cinque anni non si è riusciti a completare la certificazione di migliaia di apparecchi, per le difficoltà do cui dicevo, si è ora in grado di prevedere quanto incassare dai loro proprietari attraverso un iter di regolarizzazione. 

Ma se i gestori, proprietari degli apparecchi già autocertificati all’inizio del 2022 attraverso una procedura assai ambigua, non sono riusciti in questi cinque anni a ottenere la certificazione tecnica, una ragione ci sarà. O no?

Le cause sono molteplici e le difficoltà applicative sono state esplicitamente riconosciute dalla stessa ADM, anche nell’ultima proroga. Tra queste, la difficoltà di reperire la documentazione tecnica richiesta per apparecchi costruiti molti anni prima, compresi gli elementi relativi al software di gioco: il codice sorgente completo del programma, oppure il codice eseguibile, nonché le istruzioni di compilazione e le informazioni necessarie a generare l’eseguibile partendo dal sorgente.

Documentazione che, soprattutto per apparecchi datati, i proprietari delle sale giochi spesso non possiedono e non sono materialmente in grado di recuperare.

Come può allora un gestore o un proprietario garantire personalmente la conformità alle regole tecniche di un apparecchio che, proprio per queste difficoltà, non è riuscito a far certificare in cinque anni?

Non dimentichiamo che molti apparecchi sono stati costruiti anni prima dell’introduzione della nuova disciplina e che, proprio per la loro vetustà e per le difficoltà documentali e tecniche, le verifiche non sono state completate.

La nuova autocertificazione, peraltro, non è una semplice formalità.

Il proprietario si assume precise responsabilità ai sensi del DPR 445/2000. Se le caratteristiche dell’apparecchio risultano difformi da quelle dichiarate, l’articolo 24 rinvia alle sanzioni previste dall’articolo 110, comma 9, lettera c), del TULPS. Il mancato rispetto degli obblighi comporta la perdita di efficacia del nulla osta temporaneo e la confisca degli apparecchi. Nei casi di dichiarazioni consapevolmente false possono inoltre configurarsi responsabilità penali.

Il risultato è paradossale: si pagano 1.000 euro, ma un successivo controllo di ADM o delle forze dell’ordine può comunque portare a contestazioni, sanzioni e confisca, nei casi previsti dalla legge.

Quale certezza giuridica viene dunque riconosciuta al proprietario?

E soprattutto, a quale titolo viene richiesto questo ulteriore pagamento?

Per cinque anni gli apparecchi hanno continuato a essere utilizzati sulla base delle autocertificazioni provvisorie del 2022 e delle proroghe consentite dalla stessa Amministrazione, mentre i proprietari hanno continuato ad assolvere gli obblighi fiscali, compresi ISI e IVA secondo i rispettivi regimi applicabili.

Ora lo Stato chiede altri 1.000 euro per apparecchio senza offrire in cambio una certezza definitiva o una garanzia sulla conformità tecnica.

Una vicenda che è stata più volte portata all’attenzione della Commissione europea e della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo, nell’ambito della petizione n. 0001/2022, proprio per le difficoltà applicative della disciplina e le conseguenze sugli operatori.

L’unico elemento positivo dell’articolo 24, a mio parere, è l’innalzamento da 1 a 2 euro del costo massimo della partita per gli apparecchi del comma 7, lettera a), come gru e pesche di abilità. Un aggiornamento atteso da anni e almeno coerente con l’aumento dei costi di gestione.

Per il resto, rimane una questione di fondo: la certezza del diritto.

Non si chiede di legittimare apparecchi manomessi o effettivamente illegali, ma di dare una soluzione definitiva a quelli che hanno operato sulla base delle disposizioni transitorie stabilite dalla stessa Amministrazione.

Dopo cinque anni, cinque interventi di proroga e modifica e l’esclusione di decine di migliaia di apparecchi attraverso l’elenco AMEE, sarebbe stato ragionevole aspettarsi una norma capace di chiudere definitivamente una situazione che ha dimostrato tutti i limiti della regolamentazione originaria, introdotta anche con la dichiarata finalità di contrastare i cosiddetti “TOTEM”, apparecchi collegati a siti esteri di scommesse o giochi d’azzardo, peraltro già vietati nei pubblici esercizi dal 2011 e soggetti a una specifica disciplina sanzionatoria.

Invece, il disegno di legge sembra trasferire ancora una volta sui proprietari il costo economico e la responsabilità di una vicenda rimasta irrisolta. Una situazione tanto più paradossale se si considera che l’Italia presenta una regolamentazione particolarmente restrittiva per gli apparecchi da puro intrattenimento, senza vincite in denaro, mentre continua a favorire l’espansione del gioco d’azzardo, soprattutto online, accanto a una rete di oltre 4.500 sale VLT e a decine di altre tipologie di giochi con vincita. Una contraddizione resa ancora più evidente dalla stessa legge di Bilancio 2027, che prevede persino l’introduzione della quinta estrazione settimanale del Lotto e del Superenalotto.

Quindici milioni di euro di entrate previste per lo Stato, ma nessuna certezza definitiva per chi paga.

Se questa deve essere una sanatoria, viene spontaneo chiedersi che cosa venga realmente sanato: la posizione degli apparecchi o soltanto il mancato gettito che deriverebbe dalla loro disinstallazione?


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม