#Finsubito news dalla rete – Bando Internazionalizzazione Toscana 2026: fino al 50%


Dalle 10:00 del 18 novembre alle 16:00 del 18 dicembre 2026 le imprese toscane possono chiedere alla Regione Toscana un contributo a fondo perduto fino al 50% per vendere fuori dall’Unione europea: consulenze, fiere, promozione, uffici o sale espositive. Il bando Internazionalizzazione 2026 parte con 7.490.079,22 euro, che diventeranno 15.099.012,74 dopo una variazione di bilancio già avviata, e lo gestisce Sviluppo Toscana. Prima di compilare qualunque cosa c’è però una scelta che non si può rimangiare: il regime di aiuto, de minimis oppure GBER, si indica nella domanda e vale per tutto il progetto.

Da quella scelta dipende quali spese entrano, da quando, e se prenderai anche i forfait per personale e spese generali. Per questo la guida parte dal regime e dal conto, poi passa ai punti della graduatoria, che sono la vera selezione: non c’è un click day e l’ordine di invio conta solo a parità di punteggio.

Il bando Internazionalizzazione Toscana 2026 in cinque risposte

  • Cosa copre: servizi per l’export verso Paesi extra UE, con almeno il 60% del progetto in consulenza specialistica, fiere, uffici o sale espositive, servizi promozionali e studi di fattibilità; fino al 25% in servizi integrativi (digitale, sostenibilità, reti distributive, proprietà intellettuale).
  • Chi può chiederlo: micro, piccole e medie imprese, professionisti, consorzi, società consortili e reti soggetto, e aggregazioni di almeno tre soggetti (RTI, ATS, reti contratto), del manifatturiero o del turismo e commercio, con sede legale o unità locale in Toscana.
  • Quanto: fino al 50% a seconda del servizio e della dimensione (dal 25% al 50% sulle singole voci), su un progetto da 10.000 a 150.000 euro per impresa singola; i massimali per servizio vanno da 35.000 a 120.000 euro.
  • Quando: domande dalle 10:00 del 18 novembre alle 16:00 del 18 dicembre 2026; graduatoria prevista entro il 28 dicembre 2026.
  • Come: solo online sul Sistema Fondi Toscana, con firma digitale del legale rappresentante e imposta di bollo.

50%Intensità massima sulle singole voci di spesa

15,1 mln€Dotazione prevista dopo la variazione di bilancio

14 puntiSoglia minima per entrare in graduatoria

Bando Internazionalizzazione Toscana 2026: la scheda dell’atto

Voce Cosa prevede Dove sta
Atto Decreto dirigenziale n. 23729 del 23/10/2026, che approva il bando (Allegato 1) e gli allegati da 1A a 1O; criteri di selezione nella delibera di Giunta n. 1283 del 19/10/2026 Decreto, dispositivo
Programma PR FESR Toscana 2021-2027, Azione 1.3.1 «Sostegno alle PMI export»; gestore Sviluppo Toscana S.p.A. Allegato 1, par. 1 e decreto
Forma dell’aiuto Sovvenzione a fondo perduto, erogabile anche come voucher, fino al 50% delle spese ammissibili Allegato 1, par. 1 e 5.5
Regime De minimis (Reg. UE 2023/2831) oppure artt. 18, 19 e 28 del GBER (Reg. UE 651/2014), a scelta, vincolante Allegato 1, par. 5.5
Dotazione 7.490.079,22 euro, fino a 15.099.012,74 dopo la variazione di bilancio: 1.500.000 riservati alla moda, 1.489.702,11 a turismo e commercio Allegato 1, par. 2; decreto, punto 4
Progetto Da 10.000 euro (micro), 12.500 (piccola) o 20.000 (media) a 150.000 euro; consorzi e reti soggetto da 35.000 a 400.000; RTI e ATS fino a 1.000.000 Allegato 1, par. 5.4
Durata Nove mesi dalla concessione, al massimo dodici con una proroga di tre mesi Allegato 1, par. 5.2.2
Selezione Procedura automatica a graduatoria, almeno 14 punti; a parità, data e ora di invio Allegato 1, par. 6.3.1 e 6.4.1
Domande Dalle 10:00 del 18/11/2026 alle 16:00 del 18/12/2026, su Sistema Fondi Toscana Allegato 1, par. 6.1
Graduatoria Entro il 28/12/2026 e comunque non oltre 90 giorni dalla chiusura, prorogabili fino a 120 Allegato 1, par. 6.4.1

Dati letti sul decreto e sull’Allegato 1 il 3 novembre 2026. Non abbiamo letto gli allegati 1E, 1G, 1H, 1I, 1L, 1M e 1O (obblighi di pubblicazione, scheda progetto, modello di domanda, dichiarazione sulla dimensione aziendale, codici della moda, aree geografiche e geoeconomiche, linee guida sulle varianti) né il manuale di compilazione, che la Regione indica come riferimento per la presentazione.

Chi può chiederlo davvero

Il par. 3 apre a micro, piccole e medie imprese, professionisti, forme associative con personalità giuridica e aggregazioni senza personalità giuridica di almeno tre imprese o professionisti (l’Allegato 1D, per entrambe le forme, scrive invece «almeno 3 PMI»: se nell’aggregazione ci sono professionisti, chiedi conferma prima di firmare l’accordo). Servono sede legale o unità locale in Toscana e un codice ATECO 2025 primario, per la sede che riceve l’agevolazione, nel manifatturiero o nel turismo e commercio, come li individuano le delibere di Giunta 1155/2023 e 704/2025. Chi ha la sede fuori Toscana può presentare domanda, ma iscrizione al registro e localizzazione del progetto vanno dimostrati al momento della prima richiesta di erogazione (par. 4.1). Attenzione però: le spese del bando sono servizi, cioè spese immateriali, e queste sono ammesse solo con una stabile organizzazione in Toscana (Allegato 1A, par. 2.3.4), che spieghiamo fra i requisiti qui sotto.

Il settore non è un dettaglio: due quote della dotazione sono riservate, 1.500.000 euro alle imprese con attività primaria nella moda (elenco dei codici nell’Allegato 1L) e 1.489.702,11 euro a turismo e commercio. Se la tua attività primaria rientra in una delle due liste, la verifica va fatta sulla visura prima di tutto.

Chi ha già un progetto sui bandi 2023 o 2025. Può presentarne un altro solo se il precedente è stato escluso dalla graduatoria, oppure è ammesso e ha già chiesto il saldo (par. 3). Chi ha un saldo ancora da presentare resta fuori da questa edizione.

I requisiti che fermano più domande

L’elenco è quello dei bandi regionali (par. da 4.2.1 a 4.2.25): DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva), nessuna procedura concorsuale, nessuna revoca totale della Regione negli ultimi due anni, nessun debito scaduto oltre 5.000 euro verso il bilancio regionale, antimafia e titolare effettivo, PEC attiva. Cinque punti meritano un controllo prima degli altri:

  • Stabile organizzazione in Toscana. Per l’Allegato 1A (par. 2.3.4) è un’unità locale toscana in cui, nell’esercizio precedente la domanda, hanno lavorato fisicamente per almeno sei mesi un socio, un amministratore, il titolare (o un familiare nell’impresa familiare) oppure almeno un dipendente, con l’immobile in proprietà o in uso con un contratto registrato che duri almeno quanto il periodo di stabilità. Si prova con la residenza o il domicilio in Toscana risultanti dalla visura storica o con l’iscrizione del dipendente a una sede INAIL toscana. Chi non ha nessuno in sede può dimostrarla con il portafoglio: almeno 10 clienti o fornitori con sede in Toscana che valgano almeno il 33% di vendite o acquisti, per un importo almeno doppio del progetto. Per le imprese di nuovo insediamento (meno di 12 mesi in Toscana) la verifica si fa dopo il saldo, ma l’immobile toscano deve esserci già alla prima erogazione.
  • Polizza catastrofale. Serve una polizza contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, secondo la L. 213/2023 e il DL 39/2025 (par. 4.2.23): la domanda ne chiede il possesso dichiarato, e la norma si applica per fasi secondo la dimensione dell’impresa.
  • Affidabilità economico-finanziaria. Il par. 4.2.15 chiede tre verifiche sui bilanci: adeguatezza del patrimonio netto, redditività della gestione e copertura finanziaria. Si può farle attestare da un revisore legale, che rilascia una relazione asseverata; se il patrimonio netto non basta, i soci possono impegnarsi a versare capitale prima dell’erogazione.
  • Fornitori e servizi del Catalogo. Ti impegni a comprare servizi e a usare fornitori che rispondono ai requisiti del Catalogo regionale (Allegato 1F) e ai criteri dell’Allegato 1A, applicando i tariffari professionali o, in loro assenza, i massimali del Catalogo (par. 4.2.24). I fornitori devono essere indipendenti da te: consulenze di soci, amministratori, dipendenti, parenti e affini fino al secondo grado, società del gruppo e partner dello stesso progetto non sono ammissibili.
  • Fiere con requisiti. Per i costi della categoria C.2 dichiari che parteciperai a fiere che rispettano le regole dell’Allegato 1A (par. 4.2.25): se sono in Italia devono stare nel Calendario fieristico nazionale; se sono in un altro Paese UE, almeno il 15% di visitatori o espositori esteri.

Se partecipate in aggregazione. Ogni partecipante deve sostenere almeno il 5% dei costi ammissibili e non può essere associato o collegato agli altri. Se RTI, ATS o rete contratto non sono ancora costituiti alla domanda, serve una dichiarazione di intenti e l’atto costitutivo va consegnato entro 30 giorni dalla concessione; ogni partner, poi, firma la propria fideiussione se chiede l’anticipo (Allegato 1D).

De minimis o GBER: lo scegli tu, una volta sola

Il par. 5.5 chiede di indicare il regime nella domanda e lo dichiara non modificabile dopo l’invio. I due regimi non sono equivalenti: cambiano il periodo delle spese, i costi ammessi e il plafond che consumi.

De minimis

Contano le spese dai sei mesi precedenti l’apertura del bando: l’obbligazione (contratto o lettera d’incarico) deve essere nata dopo il 18 maggio 2026. Ammessi il personale (10% dei servizi dell’Area C per le imprese singole) e le spese generali (7% dei costi reali) a forfait, e gli uffici e le sale espositive. Consumi il plafond de minimis dell’impresa unica: 300.000 euro in tre anni.

GBER (artt. 18, 19 e 28)

Il progetto deve partire dopo la domanda: valgono solo le spese dal giorno successivo all’invio. Niente personale, niente spese generali, niente sale espositive, e per i servizi promozionali solo le consulenze. Non intacca il plafond de minimis, ma lo spazio per le spese già sostenute scompare.

Il confronto è meno ovvio di quanto sembri. Il de minimis permette di mettere in domanda anche contratti già firmati e pagati fra maggio e novembre, e aggiunge i forfait; il GBER conviene a chi ha già usato buona parte del plafond o non ha spese anteriori. Il plafond va verificato prima sul Registro nazionale degli aiuti, come spieghiamo nella guida alla verifica del de minimis prima della domanda, e il calcolo con esempi è nella guida al plafond de minimis 2026.

Una regola sulle fatture. Non sono ammesse singole fatture sotto i 700 euro (par. 5.3), né pagamenti in contanti o compensazioni, né fatture pro forma. Contratto, fattura e pagamento devono cadere tutti nel periodo ammissibile del regime scelto (Allegato 1A, par. 2.2).

Quanto si ottiene: intensità, massimali e un conto completo

Il progetto deve contenere almeno il 60% di servizi dell’Area C del Catalogo e può integrarli, fino al 25% del totale, con servizi di innovazione commerciale, digitalizzazione e sostenibilità. L’intensità cambia per voce e per dimensione:

Servizio Micro Piccola Media Massimale per servizio
C.1 Supporto specialistico all’internazionalizzazione, anche Temporary Export Manager 40% 30% 30% 40.000 euro
C.2 Partecipazione a fiere e saloni internazionali 40% 35% 35% 50.000 euro
C.3 Uffici o sale espositive (solo de minimis) 45% 35% 35% 120.000 euro
C.4 Servizi promozionali (con il GBER solo consulenze) 40% 30% 30% 40.000 euro
C.5 Innovazione commerciale per la fattibilità su nuovi mercati 40% 30% 30% 40.000 euro
B3 Relazioni con i clienti, reti distributive, proprietà intellettuale 40% 30% 25% 50.000 euro
B5 Digitalizzazione (cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale e altri 9 servizi) 45% o 50% 35% o 40% 30% o 35% 60.000 euro
B6 Certificazione e sostenibilità 45% 35% 30% 35.000 euro

Il tetto del 50% è un tetto, non un’intensità tipica: le voci dell’Area C stanno fra il 30% e il 45%. Il par. 5.5 prevede solo per il de minimis una maggiorazione del 10% per le imprese senza bilancio depositato in Camera di commercio, sempre entro il 50% della singola voce. Per consorzi, società consortili e reti soggetto i massimali di servizio si moltiplicano per il numero di imprese coinvolte, nei limiti del progetto complessivo.

Un caso a due regimi (caso di scuola, numeri nostri). Una piccola impresa di abbigliamento toscana mette in progetto una consulenza specialistica da 15.000 euro (C.1), una fiera extra UE da 25.000 euro (C.2) e un servizio di reti distributive da 10.000 euro (B3.2). In GBER il progetto vale 50.000 euro, con l’Area C all’80% e il servizio integrativo al 20%. In de minimis i forfait portano il progetto a 57.500 euro e le percentuali, che il par. 5.3 calcola sul costo totale del progetto, scendono al 69,6% e al 17,4%: i vincoli del 60% e del 25% restano rispettati in tutti e due i casi.

Voce Costo Intensità De minimis GBER
C.1 consulenza 15.000 euro 30% 4.500 euro 4.500 euro
C.2 fiera 25.000 euro 35% 8.750 euro 8.750 euro
B3.2 reti distributive 10.000 euro 30% 3.000 euro 3.000 euro
Personale a forfait 10% di 40.000 = 4.000 euro 30% 1.200 euro non ammesso
Spese generali a forfait 7% di 50.000 = 3.500 euro 30% 1.050 euro non ammesse
Totale 57.500 euro (GBER: 50.000) n.d. 18.500 euro 16.250 euro

Calcolo nostro sui par. 5.3 e 5.5: il bando non porta un esempio, e leggiamo il 10% del personale sui soli servizi dell’Area C e il 7% delle spese generali sui servizi dell’Area C e B insieme, come dice la tabella dell’Allegato 1. In de minimis la domanda vale 2.250 euro in più, ma il rapporto fra contributo e spesa totale scende dal 32,5% al 32,2%, perché i forfait sono rimborsati al 30% e valgono 7.500 euro di costi a forfait. Non servono fatture, ma in un controllo l’impresa deve dimostrare di aver usato davvero personale e struttura (Allegato 1A, par. 2.2, punto 7). La differenza vera sta altrove: il de minimis consuma 18.500 euro di plafond, il GBER niente. Il compenso del revisore che assevera il rendiconto, nel de minimis, è già dentro il forfait del 7% (par. 5.3); per il GBER il bando non lo dice.

Come si fanno i 14 punti

La graduatoria si decide con un punteggio automatico, calcolato sui dati dichiarati nella domanda. Ammessi i progetti che arrivano ad almeno 14 punti (par. 6.3.1, criteri della delibera 1283 del 19 ottobre 2026).

Criterio Come si prendono i punti Punti
Efficacia: servizi attivati Tre o più tipologie di servizi / due / una 12 / 8 / 2
Efficienza: priorità tecnologiche regionali (S3) Spese in digitalizzazione (B5) / in certificazione e sostenibilità (B6) / in innovazione commerciale (B3) 3 / 3 / 2
Aggregazione Cinque o più imprese / quattro / tre 8 / 6 / 4
Utilità: Paesi e quota di export Un solo Paese extra UE: 5, 3 o 1 punto secondo la quota di fatturato export (fino al 20%, fra 20 e 40%, oltre il 40%); due o più Paesi: 6, 4 o 2 da 1 a 6
Utilità: mercati strategici Progetto di inserimento o consolidamento in mercati extra UE strategici per il Made in Italy: i Paesi del Piano d’azione ICE/MAECI (Allegato 1N) e quelli degli accordi commerciali dell’Unione europea, come Mercosur, India e Australia 6
Sostenibilità: patrimonio netto sul costo del progetto Patrimonio netto ponderato (2024 per 0,35 più 2025 per 0,65) diviso per il costo del progetto al netto del contributo: indice almeno 0,50 / fra 0,35 e 0,50 / fra 0,20 e 0,35 6 / 4 / 2
Premialità: impresa femminile o giovanile Possesso del requisito dichiarato nella domanda 2
Premialità: rating di legalità e certificazione di parità di genere (UNI/PdR 125/2022) Possesso al momento della domanda; l’atto non dice se servano entrambi 2
Premialità: area interna o colpita da calamità Localizzazione dell’impresa 2 per ciascuna
Premialità: occupazione Due nuovi addetti a tempo indeterminato entro la fine del progetto / una donna o un giovane / un solo addetto 6 / 6 / 4

I punti di patrimonio netto e di fatturato export si calcolano su dati che dichiari tu: patrimonio netto 2024 e 2025 e fatturato export extra UE, con un’autodichiarazione di rispondenza ai dati contabili (par. 6.1). Per le aggregazioni senza personalità giuridica i due indicatori sono la somma dei dati delle singole imprese.

Dove si arriva con l’impresa del caso sopra. Con tre tipologie di servizi (C.1, C.2 e B3.2) il progetto vale 12 punti, più 2 per l’innovazione commerciale: 14, cioè la soglia, senza una sola premialità. Se l’azienda esporta meno del 20% extra UE e punta su un Paese, si sale a 19; con un’assunzione a tempo indeterminato a 23 (calcolo nostro). Il par. 6.3.1 non definisce la «tipologia di servizio», ma i par. 5.4, 5.5 e 8.1 e il Catalogo usano il termine per le singole voci (C.1, C.2, B3.2), distinte dalle «classi» C, B3, B5 e B6: è la lettura su cui regge questo conteggio. Se contassero le classi, le tipologie sarebbero due e i punti 10, sotto soglia. Se il progetto sta sul filo dei 14 punti, chiedine conferma a [email protected] e conserva la risposta.

La graduatoria non si decide in ordine di arrivo: a parità di punteggio conta la data e poi l’ora della domanda, quindi inviare il primo giorno serve solo a chi sta sul filo. Ordine di grandezza utile: con 15.099.012,74 euro e contributi da 18.500 euro come nel caso sopra, i progetti finanziabili sono circa 800; con i soli 7.490.079,22 euro iniziali, circa 400 (calcolo nostro). Se la dotazione non basta, le domande ammesse ma senza fondi restano in graduatoria senza finanziamento (par. 6.2).

Come presentare domanda su Sistema Fondi Toscana

  1. Accesso. La domanda si presenta solo online sul Sistema Fondi Toscana, sul portale di Sviluppo Toscana, con identità digitale del legale rappresentante; la firma è digitale.
  2. Dichiarazioni. Dichiarazioni sostitutive sui requisiti (par. 6.1, lettere a.1 e a.2), antimafia (Allegato 1B), autodichiarazione sui dati contabili dei punteggi e, se serve, la relazione di un revisore legale sui requisiti dimensionali ed economico-finanziari.
  3. Scheda progetto. Descrizione, output e outcome attesi, piano dei costi, copertura finanziaria e cronoprogramma (par. 5.1; modello nell’Allegato 1G).
  4. Bollo. La domanda è soggetta a imposta di bollo, salve le esenzioni di legge; l’importo non è indicato negli atti letti.
  5. Invio. Entro le 16:00 del 18 dicembre 2026. Domande oltre il termine, senza firma digitale o con modalità diverse da quelle del bando non sono ammesse, e per questi casi il soccorso istruttorio non si applica (par. 6.1).

Dopo la concessione: tempi, anticipo e saldo

La concessione è la PEC di Sviluppo Toscana (par. 6.4.2): il progetto parte dal giorno successivo (par. 5.2.1), che dura nove mesi e al massimo dodici con una proroga di tre. Si rendiconta con l’attestazione asseverata di un revisore legale e il saldo si chiede entro 30 giorni dalla fine del progetto, con erogazione entro 45 giorni dalla domanda (par. 7.2.2).

Fase Cosa serve Quando
Anticipo (facoltativo) Il 40% del contributo, con fideiussione di una banca, di un’assicurazione o di un intermediario finanziario iscritto all’albo dell’art. 106 del Testo unico bancario, pari al 100% dell’anticipo, valida almeno 180 giorni oltre la rendicontazione finale Dopo la concessione (par. 7.2.1)
Saldo Rendicontazione asseverata, almeno il 70% della spesa ammessa a pena di revoca Entro 30 giorni dalla fine del progetto (par. 7.2.2)
Stabilità Impresa attiva, in Toscana, senza procedure concorsuali, e investimento mantenuto per tre anni dal saldo Fino a tre anni dopo il saldo (par. 14)

L’anticipo costa fatica. La fideiussione deve seguire il modello dell’Allegato 1C senza modifiche, essere emessa in digitale, sottoscritta davanti a un notaio e soggetta a imposta di bollo; qualsiasi difformità può portare alla restituzione dell’anticipo anche dopo l’incasso (par. 7.2.1). Per un anticipo da 7.400 euro (il 40% del contributo del caso sopra) conviene chiedere prima il costo della garanzia al tuo istituto.

Dopo il saldo, se l’investimento viene meno la revoca è totale nei primi dodici mesi, del 75% dal tredicesimo al ventiquattresimo mese e del 50% dal venticinquesimo (par. 15.1 e 15.2.1). Le varianti si fanno una sola volta, entro 30 giorni dalla fine prevista; il piano finanziario si può rimodulare fino al 20% del progetto senza autorizzazione, purché restino le percentuali di categoria e le classi di servizio dichiarate (par. 8.1).

Cumulabilità con altri aiuti

Il par. 5.6 consente il cumulo se non si supera l’intensità più favorevole consentita dalle regole europee. Un aiuto in GBER si somma ad altri aiuti di Stato solo su costi diversi o entro le intensità del regolamento; i de minimis si cumulano fra loro fino al massimale. Il bando dichiara di integrarsi con le misure nazionali come SIMEST, e per l’affiancamento valgono le regole del cumulo appena viste: il confronto è nella nostra guida ai finanziamenti SIMEST per l’export.

Chi cerca altre misure per l’estero, regione per regione, trova il quadro nelle guide ai bandi per l’export del 2026, ai voucher per fiere ed eventi e nella panoramica dei bandi a fondo perduto aperti, con le scadenze del mese. Un confronto utile con un altro bando regionale della stessa famiglia è quello del bando internazionalizzazione del Friuli Venezia Giulia.

Gli errori che possono costare il contributo

  1. Scegliere il regime a occhio. De minimis e GBER cambiano periodo delle spese e voci ammesse, e la scelta non si cambia dopo l’invio.
  2. Firmare un contratto prima del 18 maggio 2026 e metterlo in de minimis: l’obbligazione deve essere nata dopo quella data.
  3. Dare per scontata la stabile organizzazione: una sede toscana senza nessuno che ci lavori da almeno sei mesi, e senza il portafoglio di clienti o fornitori toscani, fa cadere le spese immateriali.
  4. Dimenticare la polizza catastrofale o non averla ancora attiva alla domanda.
  5. Scegliere un fornitore non indipendente: la consulenza di un socio, di un parente o di una società del gruppo non è ammissibile.
  6. Comprare una fiera senza requisiti: in Italia fuori dal Calendario nazionale, o nell’UE sotto il 15% di visitatori o espositori esteri, la voce C.2 non passa.
  7. Presentare fatture sotto i 700 euro o pagare in contanti: non sono ammesse.
  8. Arrivare al saldo sotto il 70% del progetto ammesso: scatta la revoca.
  9. Chiedere l’anticipo con una fideiussione fuori modello: il testo non si può modificare.
  10. Presentare una nuova domanda con un saldo ancora da chiedere sui bandi 2023 o 2025.

Cosa non è determinabile dagli atti, al 3 novembre 2026

  • Definizione di «tipologia di servizio»: il par. 6.3.1 non la dà; gli altri paragrafi e il Catalogo la usano per le singole voci (C.1, C.2, B3.2), ma una conferma scritta di Sviluppo Toscana non c’è.
  • Importo del bollo: non è indicato negli atti letti.
  • Aggiornamento dei fondi: la dotazione di 15.099.012,74 euro dipende da una variazione di bilancio in corso e da un atto successivo (decreto, punto 4).
  • Scadenza della graduatoria: il par. 6.4.1 indica il 28 dicembre 2026 e insieme il limite di 90 giorni (120 con motivazione) dalla chiusura: i due termini non coincidono e va letta la prassi della Regione.
  • Anticipo e 31 dicembre 2026: il decreto parla di anticipazioni da rendicontare entro il 31 dicembre 2026, un termine che nel bando non compare; chiedi conferma a Sviluppo Toscana prima di basarti su un anticipo.
  • Compenso del revisore in GBER: il bando lo colloca nelle spese generali in de minimis, ma non dice nulla per il GBER.
  • Requisiti dei fornitori nel Catalogo: cambiano scheda per scheda (in più schede si chiede un’esperienza documentata di almeno tre anni), e vanno letti sull’Allegato 1F per i servizi che scegli.

Domande frequenti sul bando Internazionalizzazione Toscana 2026

Una micro impresa può presentare un progetto da meno di 10.000 euro?

No. Il progetto minimo è 10.000 euro per le micro imprese, 12.500 per le piccole e 20.000 per le medie (par. 5.4), e ogni singola fattura deve essere di almeno 700 euro. Con le intensità delle micro, dal 40% al 50% sui servizi, il contributo minimo parte da circa 4.000 euro.

Posso inserire una fiera già pagata nel 2026?

Solo in de minimis e solo se il contratto è successivo al 18 maggio 2026, la fattura è emessa nel periodo ammissibile e il pagamento è già avvenuto o avviene entro i termini di rendicontazione. In GBER no: il progetto deve partire dopo la domanda.

La fiera deve essere fuori dall’Unione europea?

Il progetto deve essere diretto a Paesi extra UE, ma il bando ammette anche fiere nell’UE di rilevanza internazionale: in Italia quelle del Calendario fieristico nazionale, all’estero quelle con almeno il 15% di visitatori o espositori stranieri (Allegato 1A, par. 3.2).

Conta l’ordine di invio?

Solo a parità di punteggio, e in quel caso decidono data e ora della domanda (par. 6.4.1). Non è un click day: la domanda inviata il primo giorno non ha precedenza se ha meno punti.

Serve la polizza contro le catastrofi naturali?

Sì, è uno dei requisiti (par. 4.2.23), secondo la L. 213/2023 e il DL 39/2025; la norma si applica con una gradualità che dipende dalla dimensione, quindi conviene verificarla con il broker prima della firma.

Posso farmi aiutare da un consulente della mia azienda?

Non per le spese del progetto: la consulenza di soci, amministratori, dipendenti e parenti fino al secondo grado non è ammissibile, e nemmeno quella delle società collegate (Allegato 1F). Il consulente deve essere un soggetto terzo e indipendente.

Posso cumulare il bando con la SIMEST?

Il bando dichiara di integrarsi con le misure nazionali come SIMEST: il cumulo è ammesso sui costi diversi, e sugli stessi costi solo entro l’intensità consentita dalle regole europee (par. 5.6). Gli stessi costi non possono essere finanziati due volte.

Come procedere entro il 18 dicembre

  1. Verifica sulla visura che l’attività primaria della sede destinataria sia del manifatturiero o del turismo e commercio, e se rientra nelle quote riservate alla moda o a turismo e commercio.
  2. Se hai un progetto sui bandi 2023 o 2025, controlla che sia escluso o già a saldo.
  3. Prepara le prove della stabile organizzazione in Toscana: visura storica, posizioni INAIL dei dipendenti, contratto registrato dell’immobile o, in mancanza, il portafoglio di clienti e fornitori toscani.
  4. Scegli il regime: controlla il plafond de minimis sul Registro nazionale degli aiuti e i contratti già firmati dopo il 18 maggio 2026.
  5. Costruisci il progetto con almeno il 60% di Area C e lo scenario di punteggio, e scegli fornitori indipendenti e fiere con i requisiti.
  6. Verifica polizza catastrofale, DURC, PEC e identità digitale.
  7. Fai calcolare gli indici economico-finanziari, valuta l’attestazione di un revisore legale e, se vuoi l’anticipo, chiedi il preventivo della fideiussione.

Hai un progetto di export in Toscana e vuoi capire in quale regime conviene metterlo? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e, prima dell’invio, controlliamo con te regime, punteggio e fornitori.

Fonte ufficiale: Regione Toscana, pagina del bando Internazionalizzazione 2026, con il decreto dirigenziale n. 23729 del 23 ottobre 2026, il bando (Allegato 1), i criteri di ammissibilità della spesa (Allegato 1A), il Catalogo dei servizi (Allegato 1F) e l’elenco dei mercati emergenti (Allegato 1N). Atti letti il 3 novembre 2026; quel giorno le domande risultavano ancora non aperte, con apertura prevista alle 10:00 del 18 novembre.


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