Yen: USA e Giappone lanciano un piano da 10 miliardi con l’euro


đź“‹ Punti chiave

  • Come può l’euro finanziare la stabilitĂ  tra USA e Giappone?
  • PerchĂ© la manovra della Fed colpisce direttamente il valore dell’euro?
  • Quali rischi corre il mercato dei Treasury se il Giappone vende titoli?
  • Come influirĂ  questo intervento sul potere d’acquisto dei cittadini giapponesi?

📌 In Breve

  • La Fed ha venduto euro per acquistare yen, deprezzando l’euro del 4%.
  • Il Giappone detiene circa 1.100 miliardi di dollari in titoli di stato americani.
  • Il meccanismo Fima repo evita la vendita dei Treasury per proteggere il mercato.
  • Il carry trade sfrutta lo spread tra l’1% dello yen e il 3,75% del dollaro.

Washington e Tokyo scatenano un intervento congiunto da 10 miliardi di dollari per stabilizzare lo yen

Il Tesoro americano e il ministero delle Finanze giapponese hanno lanciato un intervento congiunto sul mercato dei cambi per frenare la caduta dello yen, che giovedì scorso aveva toccato il livello più basso dal 1986 a quota 163,73 per dollaro. L’operazione, che ha permesso alla valuta nipponica di assestarsi sotto la soglia di 157 yen per dollaro, rappresenta il primo coordinamento di questa portata tra i due Paesi dal 1998. Secondo le indiscrezioni, l’impegno economico statunitense si attesta tra i 5 e i 10 miliardi di dollari, una cifra che si confronta con i 66,7 miliardi di dollari venduti dal Giappone in titoli di stato americani solo nel mese di maggio.

Yen: USA e Giappone lanciano un piano da 10 miliardi con l'euro

La strategia del Tesoro americano: proteggere il dollaro usando l’euro

Per evitare di indebolire la propria moneta e non scuotere il mercato dei Treasury, gli Stati Uniti hanno scelto una via insolita per sostenere il partner asiatico. La Fed di New York ha infatti acquistato yen per conto del Tesoro vendendo euro, avvalendosi del supporto tecnico di banche come Goldman Sachs e Morgan Stanley. Questa manovra ha avuto un impatto diretto sulla valuta europea, che ha subito un deprezzamento di quasi il 4 per cento rispetto allo yen, mentre il dollaro è rimasto stabile. Trump ha descritto l’azione come un gesto di amicizia verso il Giappone, sottolineando come la sua amministrazione sappia concludere ottimi affari per il Paese, citando i precedenti accordi da 25 miliardi di dollari con l’Argentina e quelli da centinaia di miliardi con il Venezuela.

Il segretario al Tesoro Bessent ha inoltre ribadito la disponibilità di Washington a ripetere simili interventi in futuro. Per gestire queste operazioni senza svendere i titoli di stato, il ministero delle Finanze giapponese ha annunciato l’utilizzo di una linea di credito specifica. Si tratta della Fima repo, un meccanismo che permette alla Fed di prestare dollari alle banche centrali estere in cambio di titoli americani dati come garanzia, senza che questi debbano essere venduti sul mercato. Questa scelta mira a preservare la stabilità dei Treasury, di cui il Giappone è il principale detentore estero con circa 1.100 miliardi di dollari in portafoglio.

L’impatto economico sul Giappone tra inflazione e costi energetici

Sebbene l’intervento abbia offerto un sollievo immediato, le fondamenta della crisi rimangono fragili. Il fenomeno del carry trade continua a esercitare una pressione costante: gli investitori prendono in prestito yen, che hanno un tasso d’interesse all’1 per cento, per convertirli in dollari e investirli negli Stati Uniti, dove i tassi oscillano tra il 3,50 e il 3,75 per cento. Per il Giappone, lo yen debole si traduce in un aumento dei costi di importazione, particolarmente critico considerando che il Paese acquista il 90 per cento dell’energia che consuma pagandola in dollari. La crisi di Hormuz ha ulteriormente aggravato il quadro, rendendo ogni barile più costoso a causa della svalutazione della moneta locale.

Le conseguenze dirette ricadono sul potere d’acquisto e sulla stabilità interna, con un’inflazione che preme su un’economia la cui crescita è stimata dalla Banca centrale giapponese intorno allo 0,6 per cento quest’anno. La Banca del Giappone ha già segnalato la disponibilità a incrementare i tassi d’interesse per rafforzare la valuta, ma Tokyo ha preferito l’intervento diretto sul mercato dei cambi. Chris Turner ha definito l’operazione recente come un semplice meccanismo di contenimento, incapace di risolvere le criticità strutturali nel lungo periodo e volto solo a scoraggiare le scommesse speculative che puntavano a uno yen oltre quota 164.

Analisi dei costi e delle responsabilitĂ : chi paga per la stabilitĂ  del dollaro

L’operazione congiunta rivela una profonda asimmetria tra le dichiarazioni politiche e l’effettiva ripartizione dei costi economici. Mentre Trump presenta l’intervento come un atto di cortesia diplomatica, la realtà finanziaria mostra come il peso dell’operazione ricada in modo sproporzionato sull’Europa e sulla stabilità dei mercati dei titoli di stato. L’uso dell’euro come moneta di scambio per proteggere il dollaro e lo yen ha comportato un indebolimento del 4 per cento dell’euro, indicando che la stabilità della valuta forte americana viene garantita a spese della valuta unica.

Inoltre, emerge una discrepanza tra la necessità di Tokyo di proteggere le proprie riserve e la strategia di Washington di non toccare i Treasury. Se il Giappone dovesse decidere di vendere massicciamente i titoli americani per ottenere i dollari necessari a sostenere lo yen, l’intero mercato dei debiti degli Stati Uniti subirebbe uno shock. L’adozione della linea di credito Fima repo è dunque un tentativo di evitare che il Giappone debba smobilizzare i suoi 1.100 miliardi di dollari di Treasury, trasformando un problema di cambio in una questione di gestione del debito globale. La responsabilità di questo equilibrio è ora nelle mani di Bessent e della Fed, che devono decidere quanto euro siano disposti a sacrificare per mantenere l’illusione di una gestione ordinata dei flussi di capitale tra Asia e America.

Scenari futuri e interrogativi sulla continuitĂ  degli interventi

Il futuro della stabilità dello yen dipenderà dalla capacità di Washington di mantenere questa linea di intervento senza esaurire le proprie esigue riserve in euro. Se l’operazione dovesse diventare sistematica, la pressione sull’euro aumenterebbe costantemente, sollevando interrogativi sulla sostenibilità di un modello che usa una terza valuta per risolvere un conflitto di interessi tra due superpotenze. Resta da capire se la Banca del Giappone deciderà di abbandonare la via degli interventi congiuti per passare a un rialzo dei tassi d’interesse, o se la pressione del carry trade renderà necessario un ulteriore, massiccio dispendio di risorse da parte del Tesoro americano per evitare che il Giappone sia costretto a vendere i suoi titoli di stato.

đź•’ Cronologia degli eventi

1

Passato

Lo yen tocca il minimo dal 1986 a 163,73

2

Intervento

Tesoro USA e Giappone lanciano operazione congiunta da 10 miliardi

3

Risultato

Lo yen si assesta sotto la soglia di 157

4

Conseguenza

L’euro subisce un deprezzamento di quasi il 4 per cento

Domande frequenti

Perché gli Stati Uniti e il Giappone hanno lanciato un intervento congiunto da 10 miliardi di dollari?

L’intervento mira a stabilizzare lo yen, che aveva raggiunto il livello minimo dal 1986, toccando la quota di 163,73 per dollaro, per frenare la continua caduta della valuta nipponica.

Come ha influito l’operazione della Fed di New York sulla valuta europea?

La Fed di New York ha acquistato yen vendendo euro, causando un deprezzamento dell’euro di quasi il 4 per cento rispetto allo yen, mentre il dollaro è rimasto stabile.

Cosa si intende per Fima repo utilizzata dal ministero delle Finanze giapponese?

La Fima repo è un meccanismo che permette alla Fed di prestare dollari alle banche centrali estere in cambio di titoli americani, evitando che il Giappone debba vendere i suoi 1.100 miliardi di dollari in Treasury.

Leggi anche: Lehman Brothers: piano per vendere il credito da 19,6 miliardi

Fonte: ilfoglio.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal team AmeVe Blog.


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