La quarta ondata di calore africano dell’estate investe l’Italia e prepara un fine settimana segnato da temperature estreme, afa opprimente e rischi crescenti per la salute. Il bollettino quotidiano del ministero della Salute mostra un rapido aumento delle città classificate con il bollino rosso, il livello massimo di allerta, che segnala condizioni capaci di provocare effetti negativi non soltanto sugli anziani, sui bambini molto piccoli e sulle persone con patologie croniche, ma anche sugli individui sani e attivi. Oggi l’emergenza riguarda Campobasso, Perugia e Rieti, ma già domani il numero salirà a undici, coinvolgendo Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.
La giornata peggiore arriverà sabato, quando il bollino rosso interesserà 19 delle 27 città monitorate. Alle località già comprese nell’allerta di venerdì si aggiungeranno Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona. Le temperature massime percepite raggiungeranno i 40 gradi a Firenze, i 39 a Roma e Latina e i 37 a Torino, ma il dato del termometro non racconterà da solo la reale intensità del disagio. In molte aree l’umidità elevata farà infatti salire la temperatura percepita fino a valori vicini ai 44 gradi, creando condizioni particolarmente pericolose nelle ore centrali della giornata e durante la notte, quando il calore accumulato impedirà all’organismo di recuperare.
Picchi di 41 gradi e caldo estremo soprattutto al Centro-Nord
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, entro il fine settimana i termometri toccheranno valori eccezionali in numerose città italiane. Terni potrebbe raggiungere i 41 gradi, mentre Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza arriveranno intorno ai 40. Il Centro-Nord subirà l’impatto più forte della massa d’aria subtropicale, ma il caldo intenso interesserà anche il Sud e le isole, con temperature elevate e condizioni di forte disagio lungo le coste.
La presenza del mare non garantirà sollievo, perché l’umidità resterà molto alta e renderà l’aria più difficile da sopportare. Gli indici biometeorologici segnalano un livello di estremo pericolo in diverse zone, dove il termometro potrà fermarsi sotto i 40 gradi ma la combinazione tra caldo e vapore acqueo farà percepire valori molto superiori. La canicola non colpirà quindi soltanto attraverso le temperature assolute, ma anche attraverso una sensazione di soffocamento destinata a coinvolgere città, pianure e aree costiere.
Afa opprimente dalla Pianura Padana alle coste del Lazio
Le aree più esposte comprendono la Pianura Padana, la Liguria di Levante, il Valdarno, le coste laziali, la Campania settentrionale, la Sardegna meridionale e la Sicilia sud-occidentale. In queste zone si potranno registrare temperature percepite vicine ai 44 gradi, con un livello di disagio molto elevato soprattutto nei centri urbani, dove asfalto, cemento e scarsa ventilazione amplificano l’effetto dell’ondata di calore.
Il caso di Ladispoli fotografa con particolare chiarezza l’anomalia attesa. Il primo agosto il termometro potrà segnare quasi 37 gradi, accompagnati però da un’umidità intorno al 70 per cento. Una combinazione simile richiama condizioni tipiche di alcune aree subtropicali e desertiche, come l’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi Uniti, e rende la temperatura percepita molto più alta di quella reale. Situazioni analoghe potranno verificarsi lungo altre coste del Tirreno, dove i valori di 36 o 37 gradi diventeranno ancora più pesanti a causa dell’assenza di ventilazione e dell’umidità persistente.
Bollino rosso, cosa significa il livello massimo di allerta
Il bollino rosso corrisponde al livello 3 del sistema di allerta del ministero della Salute e indica una vera emergenza sanitaria legata all’ondata di calore. In queste condizioni anche le persone sane possono accusare malori, disidratazione, cali di pressione, colpi di calore e difficoltà respiratorie, soprattutto dopo un’esposizione prolungata al sole o durante attività fisiche nelle ore più calde. Il rischio cresce ulteriormente quando l’ondata dura diversi giorni consecutivi, perché l’organismo perde progressivamente la capacità di disperdere il calore accumulato.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare gli spostamenti e gli sforzi fisici tra le 11 e le 18, bere frequentemente anche senza avvertire sete, consumare pasti leggeri e proteggere con particolare attenzione anziani, bambini e persone sole. Il caldo notturno rappresenta un altro fattore di rischio, perché le temperature minime elevate impediscono al corpo di abbassare la propria temperatura e aumentano la stanchezza, l’insonnia e lo stress cardiovascolare.
Temporali più frequenti sulle Alpi per il calore accumulato
L’espansione dell’anticiclone subtropicale non eliminerà del tutto l’instabilità. L’enorme quantità di energia accumulata nei bassi strati dell’atmosfera favorirà temporali di calore più frequenti sulle Alpi durante il fine settimana e nei primi giorni della prossima settimana. I fenomeni potranno svilupparsi rapidamente e assumere carattere intenso, con rovesci, grandine e forti raffiche di vento concentrate in aree ristrette.
Oggi il Nord vedrà sole e temperature in ulteriore aumento, mentre al Centro il caldo continuerà a intensificarsi e al Sud il cielo resterà generalmente poco nuvoloso. Venerdì il Nord affronterà caldo intenso con temporali sulle Alpi, mentre Centro e Sud vivranno una giornata prevalentemente soleggiata e ancora più calda. Sabato il promontorio subtropicale raggiungerà la massima forza, con temperature record su gran parte della Penisola e nuovi rovesci nelle zone alpine.
La quarta ondata africana si prepara quindi a diventare una delle fasi più difficili dell’estate. Il caldo estremo, l’umidità e la durata dell’episodio imporranno particolare prudenza almeno fino all’inizio della prossima settimana, mentre 19 città entreranno nel livello massimo di emergenza sanitaria e milioni di italiani dovranno affrontare temperature percepite ben superiori ai 40 gradi.
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Luca Arnau
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