Ricordiamo che per lo stesso motivo (carenza di assistenti bagnanti) è stato revocato il vessillo al Comune di Sabaudia per carenza di assistenti bagnanti.
Questi temi sono stati al centro della Commissione Trasparenza convocata dal Comune di Latina.
Durante la seduta sono stati affrontati il contenzioso relativo all’affidamento triennale del servizio, le procedure seguite dall’amministrazione e le ricadute che la vicenda potrebbe avere sul riconoscimento ambientale assegnato al litorale.
Al termine dell’incontro, i gruppi di opposizione hanno espresso forte preoccupazione per la gestione della stagione balneare, chiedendo maggiore trasparenza e l’accesso a tutta la documentazione relativa ai rapporti con la FEE Italia.
La Commissione convocata su richiesta dell’opposizione
La Commissione Trasparenza è stata convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta del gruppo Latina Bene Comune e con il sostegno di tutte le forze di opposizione.
L’obiettivo era approfondire la situazione del servizio di salvamento, analizzare il contenzioso nato attorno all’affidamento triennale e verificare se le difficoltà organizzative possano incidere sul mantenimento della Bandiera Blu.
L’opposizione ha diffuso un comunicato congiunto firmato da Latina Bene Comune, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Per Latina 2032.
Vi si riporta che dalla discussione sarebbe emerso un quadro di criticità che, a loro giudizio, si ripete ormai da quattro estati consecutive.
Le forze di minoranza sostengono che dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Matilde Celentano ogni stagione balneare sia stata caratterizzata da ritardi nell’organizzazione del servizio, procedure non andate a buon fine e continui interventi in emergenza.
Sei postazioni sul tratto A (Foce Verde-Capoportiere)
Durante la Commissione è stato affrontato anche il tema del rapporto tra il servizio di salvamento e la Bandiera Blu.
L’assessore Gianluca Di Cocco ha spiegato che, dopo l’esito negativo della procedura negoziata, il Comune di Latina ha disposto un affidamento urgente il 27 luglio.
Grazie a questo provvedimento, ora sono entrate in funzione sei postazioni di salvamento sulle spiagge libere del tratto A, cioè quella porzione del litorale compresa tra Capo Portiere e Foce Verde.
Secondo quanto riferito dall’assessore, questa soluzione dovrebbe consentire il mantenimento dei requisiti richiesti per la Bandiera Blu in quella parte del litorale.
Il Comune di Latina ‘tratta’ per la Bandiera BluI dubbi sul tratto B (Caportiere verso Rio Martino)
Diversa, invece, la situazione del tratto B, che va da Capoportiere in direzione Rio Martino per circa 3 chilometri. Su questo fronte, evidenzia l’opposizione, non sarebbero arrivate analoghe rassicurazioni.
Nel corso della seduta è stato confermato che è in corso un’interlocuzione tra il Comune e la FEE Italia, l’organismo che assegna il riconoscimento Bandiera Blu.
Per questo motivo i consiglieri di opposizione hanno chiesto che tutta la documentazione relativa ai contatti con la Fondazione venga trasmessa alla Commissione Trasparenza.
Secondo il comunicato, mancherebbero inoltre elementi utili per valutare la situazione complessiva.
L’opposizione sottolinea infatti che la Commissione non avrebbe potuto acquisire il contributo del Servizio Ambiente, che ha seguito l’iter della Bandiera Blu, né la documentazione relativa ai rapporti con la FEE.
Per i gruppi di minoranza si tratta di informazioni indispensabili per verificare se sussistano ancora tutti i requisiti richiesti dal programma internazionale.
Il timore di perdere la Bandiera Blu
Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore preoccupazione riguarda l’ipotesi emersa durante la Commissione di una possibile perdita della Bandiera Blu oppure del mantenimento del riconoscimento limitatamente al solo tratto A del litorale.
Secondo l’opposizione, una simile eventualità rappresenterebbe un danno significativo per l’immagine turistica della città.
Nel comunicato si sostiene che un eventuale ridimensionamento del riconoscimento sarebbe la conseguenza di anni di ritardi nella programmazione del servizio di salvamento.
Per questa situazione vengono chiamate in causa le responsabilità politiche dell’amministrazione comunale.
La distribuzione delle postazioni contestata dall’opposizione
Un altro tema affrontato riguarda la scelta di collocare tutte e sei le postazioni di salvamento nel tratto A.
I gruppi di opposizione contestano questa impostazione, ritenendo che penalizzi il tratto B, dove sono presenti ampie spiagge libere e un numero inferiore di stabilimenti balneari dotati di assistenti bagnanti.
Secondo il comunicato, proprio quell’area avrebbe maggiore necessità di presidi per garantire la sicurezza dei bagnanti e rispettare i requisiti richiesti dalla Bandiera Blu.
Alle critiche si aggiunge anche la mancata riapertura del primo chiosco del tratto B, circostanza che avrebbe comportato l’assenza della relativa postazione di salvamento.
Per l’opposizione si tratta di una scelta che rischia di avere conseguenze sia sotto il profilo della sicurezza sia su quello dell’immagine turistica del litorale.
I dubbi sull’affidamento del servizio
Nel documento vengono sollevate anche perplessità sull’affidamento diretto disposto dopo che la procedura negoziata era andata deserta.
Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dagli uffici comunali, i gruppi di minoranza chiedono ulteriori verifiche sulla società incaricata del servizio.
In particolare ritengono necessario approfondire la coerenza tra l’oggetto sociale della società affidataria e il servizio assegnato.
L’impresa assegnataria sarebbe stata costituita da pochi mesi e, secondo quanto riportato nel comunicato, non avrebbe precedenti esperienze nel settore del salvamento.
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Bruno Fabbri
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