Dopo sei mesi di correzione, è finalmente arrivato il momento di tornare ad acquistare con maggiore serenità?
Innanzitutto, vi invito a rileggere la mia analisi tecnica pubblicata lo scorso maggio, nella quale sintetizzavo i principali segnali di debolezza tecnica di lungo periodo osservati sull’oro (XAU/USD) dopo il massimo storico di 5.600 dollari raggiunto a gennaio.
Da quella pubblicazione, la correzione ha seguito il suo percorso e gran parte degli eccessi tecnici osservati all’inizio dell’anno è stata riassorbita. Gli indicatori di momentum si sono notevolmente raffreddati, il posizionamento speculativo si è alleggerito e il mercato si trova ora in un’area in cui il rapporto rischio/rendimento torna gradualmente a essere più equilibrato. Tuttavia, nulla conferma ancora che l’oro abbia già trovato il minimo della correzione in questo mese di luglio: potrebbe essere ancora troppo presto.
Al contrario, se le prospettive di crescita dovessero deteriorarsi e soprattutto se la Federal Reserve adottasse un orientamento più accomodante, l’oro potrebbe tornare a sviluppare una tendenza rialzista duratura.
Un altro elemento merita particolare attenzione: i flussi verso gli ETF garantiti da oro fisico. Da diversi mesi gli investitori occidentali continuano a ridurre le proprie esposizioni nonostante la significativa correzione dei prezzi. L’assenza di un ritorno dei capitali di lungo periodo rappresenta ancora un ostacolo a una ripresa convincente del trend. Storicamente, le grandi fasi rialziste dell’oro sono quasi sempre state accompagnate da consistenti afflussi verso questi strumenti di investimento.
Gli istogrammi riportati di seguito mostrano i flussi in entrata e in uscita degli ETF garantiti da oro fisico. Quest’anno i deflussi di capitale riguardano tutte le aree geografiche e mostrano una forte correlazione con l’andamento del prezzo dell’oro sul mercato delle materie prime. (Fonte: World Gold Council).
Sarebbe necessario un nuovo calo dei tassi d’interesse e un indebolimento del dollaro statunitense per rilanciare gli afflussi verso gli ETF sull’oro e, di conseguenza, la tendenza rialzista di lungo periodo del metallo prezioso. Si tratta probabilmente di uno degli indicatori fondamentali più importanti da monitorare nelle prossime settimane.
Dal punto di vista tecnico, l’area compresa tra 3.900 e 4.000 dollari rappresenta ormai il primo livello decisivo, una vera e propria zona pivot. Se il mercato dovesse violare questo supporto, la correzione potrebbe estendersi fino a 3.500 dollari. Al contrario, se il prezzo dovesse rimbalzare su questo supporto, si potrebbe ipotizzare che l’area dei 3.900-4.000 dollari abbia già segnato la fine della correzione iniziata lo scorso gennaio.
Il grafico seguente mostra le aspettative degli investitori istituzionali per il prezzo dell’oro entro la fine dell’anno. (Fonte: World Gold Council).
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