Aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed mentre Warsh lancia un monito da linea dura


Punti chiave

Il Federal Open Market Committee ha votato 9 a 3 per mantenere invariato l’intervallo obiettivo. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha affrontato la questione del disaccordo durante la conferenza stampa post-riunione, chiarendo che il Comitato intendeva rafforzare il proprio impegno per la stabilità dei prezzi piuttosto che ammorbidire la propria posizione.

«Non esiste un obiettivo di inflazione flessibile, né un obiettivo implicito flessibile, non sotto la guida di questo Comitato», ha dichiarato Warsh ai giornalisti. Il presidente della Fed ha aggiunto:

«C’è un solo obiettivo, ed è il 2 per cento».

I mercati scontano un rialzo a settembre

Le aspettative sui tassi sono cambiate quasi immediatamente dopo la riunione, con gli operatori delle tre principali piattaforme che ora propendono per un aumento a settembre. Tale reazione segue uno schema familiare. Quando la Fed opta per una posizione restrittiva anziché per una pausa accomodante, i mercati spesso dedicano più tempo a rivalutare la riunione successiva piuttosto che a reagire a quella in corso.

Lo strumento CME Fedwatch attribuisce ora una probabilità del 61,4% a un aumento di 25 punti base, che porterebbe il range obiettivo al 3,75%-4,00% il 16 settembre, in rialzo rispetto al 50,6% di un mese fa. Le aspettative di un aumento più consistente di 50 punti base sono scomparse del tutto, scendendo dal 25% della settimana precedente allo 0,0%, mentre un taglio dei tassi non presenta alcuna probabilità.

Mercato Kalshi sulla decisione della Fed sui tassi d’interesse per settembre, registrato il 30 luglio 2026.

I mercati predittivi dipingono un quadro simile. Gli operatori di Kalshi attribuiscono a un aumento di 25 punti base una probabilità del 53% contro il 44% di una situazione invariata, con oltre 1,36 milioni di dollari scambiati. Su Polymarket, dove sono stati scambiati oltre 8 milioni di dollari, i partecipanti alle scommesse valutano un aumento al 52% rispetto al 46% per un ulteriore mantenimento dei tassi.

Sebbene ciascuna piattaforma giunga a questa conclusione in modo diverso, tutte e tre stanno rispondendo agli stessi segnali: l’inflazione non si è raffreddata abbastanza da soddisfare i responsabili politici, e le osservazioni di Warsh non lasciano dubbi sul fatto che il Comitato rimanga concentrato sul ripristino della credibilità piuttosto che sulla preparazione dei mercati a una politica monetaria più accomodante.

Warsh punta l’attenzione sui rendimenti dei titoli del Tesoro e sulla spesa per l’IA

Warsh ha esordito nel suo intervento sottolineando due sviluppi che si sono distinti nei 42 giorni trascorsi dall’ultima riunione del Comitato. Il primo è stato l’andamento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. I forti aumenti sia dei rendimenti nominali che di quelli reali tendono a inasprire le condizioni finanziarie prima che la Fed modifichi i tassi, rendendoli un segnale importante che i responsabili politici osservano con attenzione. Il presidente della banca centrale statunitense ha descritto l’aumento come «uno dei più significativi degli ultimi due decenni» e ha attribuito parte di tale andamento al fatto che la Fed abbia fatto un passo indietro rispetto a indicazioni dettagliate sulle prospettive future, dicendo ai giornalisti che i mercati stanno «imparando a giocare la palla, non l’arbitro».

Il secondo aspetto ha riguardato gli investimenti delle imprese. È diventato sempre più difficile separare la spesa legata all’intelligenza artificiale (IA) dalle tendenze più generali relative alle spese in conto capitale, poiché i progetti infrastrutturali su larga scala hanno ripercussioni simultanee sui settori manifatturiero, dei semiconduttori, della domanda energetica e delle costruzioni. Warsh ha osservato che gli investimenti in apparecchiature e software per l’IA sono cresciuti di quasi il 20% negli ultimi quattro trimestri, sostenendo la produzione industriale ma complicando al contempo il quadro inflazionistico, poiché tali spese fanno aumentare la domanda di hardware e infrastrutture di alto valore. Warsh ha affermato che il Comitato ha dedicato gran parte della riunione a quattro questioni pratiche: in che modo cinque anni di inflazione superiore all’obiettivo dovrebbero influenzare le decisioni di politica monetaria odierne, come i diversi shock economici incidano sull’occupazione e sulla crescita, se la spesa in conto capitale legata all’IA rappresenti una pressione temporanea sui prezzi o un rischio di inflazione più ampio, e in che misura l’accomodamento monetario derivi ancora dal bilancio della Fed al di là della politica dei tassi di interesse.

Rimbalzo dei titoli azionari, Bitcoin stabile

Mercoledì i mercati hanno assimilato il messaggio della Fed prima di invertire la rotta il giorno successivo. Si tratta di una sequenza comune dopo importanti annunci di politica monetaria, in particolare quando gli investitori reagiscono inizialmente al titolo della notizia prima di rivalutare il tono generale della conferenza stampa.

Il crollo di mercoledì ha segnato il peggior calo giornaliero del Dow degli ultimi 15 mesi circa, con l’indice in ribasso di circa il 2,2%. L’S&P 500 ha perso circa l’1,5%, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto circa l’1,7%. Il mercato azionario statunitense ha perso 1,2 trilioni di dollari durante la seduta di mercoledì. Giovedì a mezzogiorno, gli acquirenti erano tornati. Il Dow ha recuperato circa lo 0,6%, attestandosi vicino a quota 51.900. L’S&P 500 ha guadagnato tra l’1% e l’1,2% circa, mentre il Nasdaq è salito tra l’1,5% e il 2,4%, sostenuto dai risultati del servizio cloud Azure di Microsoft, superiori alle attese. Le azioni di Meta hanno sottoperformato a seguito di previsioni più deboli, mentre i rendimenti elevati dei titoli del Tesoro a lungo termine, con quelli a 30 anni vicini ai massimi pluriennali, hanno continuato a frenare l’entusiasmo generale.

Il Bitcoin ha oscillato in un intervallo relativamente ristretto per tutta la sessione, mantenendosi sopra i 64.000 dollari con una leggera tendenza al rialzo. L’andamento dei prezzi è rimasto ordinato nonostante un volume di scambi nelle 24 ore superiore a 20 miliardi di dollari, il che suggerisce che gli operatori fossero disposti ad attendere ulteriori dati macroeconomici piuttosto che assumere posizioni aggressive dopo la riunione della Fed. Questo tipo di consolidamento segue spesso un movimento brusco, specialmente dopo che il bitcoin ha registrato un calo dai massimi vicini ai 66.000 dollari raggiunti all’inizio di luglio.

Cosa ci aspetta

La prossima decisione di politica monetaria della Fed è prevista per il 16 settembre, il che concede ai funzionari circa sette settimane per valutare ulteriori dati su inflazione, occupazione e spesa prima di un’altra votazione. Storicamente, un Comitato diviso attribuisce un peso ancora maggiore ai rapporti economici in arrivo, poiché questi possono modificare rapidamente il consenso interno.

Warsh ha concluso sottolineando che il Comitato si sta allontanando da segnali di politica monetaria prevedibili per orientarsi verso decisioni guidate più direttamente dai dati in arrivo e dal dibattito interno su inflazione, pressioni dal lato dell’offerta e investimenti guidati dall’intelligenza artificiale.

Per gli investitori, il divario tra il voto ufficiale della Fed e le aspettative di mercato rimarrà il tema centrale in vista di settembre. Se l’inflazione dovesse rimanere ostinata e i rendimenti a lungo termine rimanessero elevati, un aumento di un quarto di punto non sarebbe più considerato una sorpresa. Rappresenterebbe invece il passo successivo in un percorso di politica monetaria che i mercati hanno già iniziato a scontare.


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Alan Inman

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