63 posti a bando. Intanto il servizio viene affidato al privato – Il Caffe


Quaranta sono i posti a tempo indeterminato messi a bando dalla ASL Roma 6 per rafforzare la medicina d’emergenza-urgenza degli ospedali di Roma sud, tra Castelli Romani, Ardea, Pomezia, Anzio e Nettuno.

Ma dopo la chiusura delle candidature del 16 luglio scorso non risultano ancora pubblicati dalla dirigenza sanitaria né il numero delle domande presentate, né l’elenco degli ammessi.

La stessa dirigenza sanitaria, intanto, in modo piuttosto inaspettato ha affidato ai privati in via diretta, quindi senza procedura pubblica, buona parte del servizio.

Quaranta posti e un turnover violentissimo

Il concorso, avviato con la deliberazione n. 1047 del 18 maggio, ha riguardato 40 medici da assumere a tempo pieno e indeterminato per le esigenze della ASL Roma 6.

La procedura risulta chiusa dal 16 luglio, ma il portale non mostra ancora i successivi passaggi della selezione.

Un numero così alto racconta da solo una situazione difficile. Quaranta medici da cercare contemporaneamente non rappresentano un normale avvicendamento, ma la fotografia di quello che, per dimensioni e continuità, appare come un turnover violentissimo.

Quattro Pronto soccorso in cerca di rinforzi

La questione riguarda direttamente i Pronto soccorso di:

Quattro presidi chiamati a coprire un territorio vastissimo, dai Castelli Romani al litorale, garantendo l’emergenza sanitaria ogni giorno e a ogni ora per centinaia di migliaia di residenti e turisti.

Il vero interrogativo non è quindi soltanto quando finirà il concorso, ma quanti medici abbiano realmente deciso di partecipare.

Il precedente: 24 posti e una sola assunzione

A rendere ancora più pesante il silenzio sui candidati è il risultato della precedente procedura.

Nel 2025 la ASL Roma 6 aveva bandito un concorso per 24 dirigenti medici di Medicina d’emergenza-urgenza. L’atto aziendale di ammissione riportava dodici candidature, ma la successiva procedura ha prodotto una sola assunzione programmata.


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Dal 1° giugno 2026 sarebbe quindi entrata in servizio una sola professionista. Ventitré posti sui 24 messi a concorso non hanno trovato copertura attraverso quella selezione.

Il nuovo tentativo con altri 23 medici

Alla ricerca dei 40 medici a tempo indeterminato si è aggiunto un secondo avviso per il reclutamento di 23 dirigenti medici con contratti a tempo determinato della durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabili.

La procedura parte da una deliberazione del direttore generale del 28 maggio ed è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 16 luglio.

Cinque posti sono destinati all’Ospedale dei Castelli e sei ciascuno ai presidi di Velletri, Frascati e Anzio-Nettuno.

Contratti di un anno: quanti accetteranno?

È qui che si apre il dubbio più pesante.

Se un concorso per posti a tempo indeterminato ha prodotto una sola assunzione su 24 disponibilità, quale risposta potrà ottenere una selezione che offre contratti della durata iniziale di appena dodici mesi?

Il rischio che i candidati siano pochi esiste, ma non può essere trasformato anticipatamente in una certezza.

Per capire se il nuovo tentativo stia funzionando serve un’informazione elementare: quante domande sono state presentate?

Quel numero dovrebbe essere reso pubblico subito, senza aspettare la graduatoria definitiva.

I concorsi potrebbero diventare un alibi?

La successione delle procedure solleva inevitabilmente una domanda pratica. I concorsi possono trasformarsi in un alibi per sostenere: “Noi abbiamo cercato i medici, ma nessuno si è presentato”?

Non esistono elementi per affermare che si stia deliberatamente costruendo procedure destinate a fallire o che si voglia preparare il terreno per cooperative e professionisti esterni.

Sarebbe scorretto presentarlo come un fatto, ma il modo migliore per cancellare ogni sospetto è rendere trasparenti i risultati.

Quante domande sono arrivate? Quanti candidati sono stati ammessi? Quanti hanno rinunciato? Quanti medici hanno lasciato i Pronto soccorso negli ultimi tre anni?

L’affidamento esterno è già realtà ad Anzio e Velletri

Il ricorso all’esterno, intanto, non è soltanto un’ipotesi futura.

Nell’Albo online aziendale compare una procedura negoziata senza bando per l’affidamento di un servizio di assistenza medica e un’aggiudicazione alla Medical Line Consulting Srl, disposta con la deliberazione n. 1597 del 30 luglio.

Bando asl Roma 6

Il servizio riguarda il periodo che va dal 1º agosto al 30 novembre 2026. Riguarda i medici del pronto soccorso dell’ospedale riuniti di Anzio-Nettuno e i servizi di Ostetricia-Ginecologia degli ospedali di Anzio-Nettuno e di Velletri, per un importo complessivo di 214.726 euro.

Gli affidamenti esterni possono essere necessari per garantire la copertura immediata dei turni e impedire che un Pronto soccorso resti senza medici.

Il problema nasce quando la soluzione emergenziale rischia di sostituire stabilmente le assunzioni.

Perché i Pronto soccorso non sono attrattivi?

Il cuore della vicenda, però, viene prima dei concorsi e delle cooperative. Perché i Pronto soccorso della ASL Roma 6 non riescono ad attirare e trattenere un numero sufficiente di medici?

Servono dati sui carichi di lavoro, sui turni notturni e festivi, sulle aggressioni, sulle dimissioni volontarie, sulle richieste di trasferimento e sui periodi medi di permanenza nei quattro ospedali.

Occorre inoltre capire quanto incidano il sovraffollamento, la difficoltà nel ricoverare i pazienti nei reparti, il rischio medico-legale, oltre naturalmente la differenza tra il trattamento economico di un dipendente e quello riconosciuto ai professionisti esterni.

Il problema potrebbe non essere chi partecipa

Limitarsi a dire che “i medici non si presentano” rischia di rovesciare la responsabilità. Il problema potrebbe non essere la mancanza di professionisti disponibili in assoluto, ma l’incapacità di rendere queste sedi sufficientemente attrattive.

Quando un posto stabile resta vuoto e, nello stesso momento, i turni devono essere coperti ricorrendo a società esterne, la domanda diventa inevitabile: che cosa spinge un medico a preferire il lavoro a gettone invece dell’assunzione nel servizio sanitario pubblico?

La risposta non può essere cercata soltanto nei bandi. Deve essere cercata dentro l’organizzazione dei Pronto soccorso.

La ASL renda pubblico il numero delle domande

La graduatoria richiede prove, colloqui e tempi amministrativi. Il numero delle candidature, invece, è già nella disponibilità dell’azienda.

La ASL Roma 6 dovrebbe quindi comunicare quanti professionisti hanno presentato domanda per i 40 posti a tempo indeterminato e quanti hanno aderito alla selezione per i 23 incarichi annuali.

Solo quei numeri permetteranno di capire se ad Ariccia, Velletri, Frascati e Anzio-Nettuno stanno davvero arrivando nuovi medici o se si prepara l’ennesima procedura incapace di coprire i posti.

In quel caso il rischio sarebbe quello di tornare ancora una volta agli affidamenti esterni, mentre le ragioni della scarsa attrattività dei quattro Pronto soccorso resterebbero senza risposta.


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StefanoCarugno

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