Quella che per anni è stata considerata una prassi diffusa tra automobilisti e motociclisti napoletani è ora diventata un caso internazionale. Il fenomeno delle auto e dei motocicli con targa polacca circolanti in Italia, utilizzati per abbattere i costi dell’assicurazione, è finito sotto la lente del governo di Varsavia, che prepara una stretta sulle immatricolazioni dopo l’impennata degli incidenti con mezzi risultati privi di copertura assicurativa.
Secondo i dati dell’ACI, soltanto nel 2025 in provincia di Napoli sono state registrate 14.066 targhe estere nel Registro Veicoli Esteri (REVE), la quasi totalità provenienti dalla Polonia. Un numero che fotografa un fenomeno ormai consolidato e che rischia ora di cambiare radicalmente.
La “pratica italiana” che preoccupa le assicurazioni polacche
In Polonia il sistema è ormai conosciuto con un nome preciso: “proceder włoski”, letteralmente “la pratica italiana”. Alcuni media polacchi utilizzano persino un’espressione ancora più dura, “przekręt neapolski”, ovvero “la truffa napoletana”, per descrivere il meccanismo che consente a migliaia di automobilisti italiani di beneficiare di premi assicurativi decisamente inferiori rispetto a quelli praticati nel Mezzogiorno.
Il motivo è semplice: il costo della RC Auto in città come Napoli rimane tra i più elevati d’Italia a causa dell’elevata incidentalità. Una polizza base può arrivare a sfiorare i 600 euro annui, mentre aggiungendo le garanzie accessorie il costo può superare anche i 2.000 euro, soprattutto per scooter e motocicli.
Come funziona il sistema delle targhe polacche
Il meccanismo sfrutta una procedura formalmente legittima ma costruita per ridurre drasticamente il costo dell’assicurazione.
Il veicolo viene cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico italiano, trasferito in Polonia e nuovamente immatricolato. Successivamente viene affidato al proprietario originario attraverso un contratto di noleggio a lungo termine gestito da una società polacca, che risulta formalmente proprietaria del mezzo.
In questo modo il conducente può circolare legalmente in Italia, pagando un premio assicurativo molto più basso: mediamente tra 600 e 800 euro il primo anno, con costi che possono scendere fino a circa 350 euro negli anni successivi.
Il sistema sfrutta una particolarità della normativa italiana introdotta nel 2022, che vieta ai residenti italiani di guidare veicoli esteri di proprietà, ma non impedisce l’utilizzo di mezzi concessi in noleggio da società straniere, purché la documentazione sia regolare.
Le pratiche illegali e le assicurazioni fantasma
Accanto alle procedure formalmente conformi alle norme, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni giornalistiche esistono anche percorsi completamente illegali.
In alcuni casi, infatti, le immatricolazioni verrebbero effettuate senza che il veicolo lasci realmente l’Italia, grazie a pratiche amministrative irregolari e revisioni certificate senza che i mezzi siano mai stati fisicamente controllati.
Ancora più grave sarebbe il fenomeno delle cosiddette assicurazioni fantasma, con certificati assicurativi che non corrispondono a una reale copertura RC Auto. In caso di incidente diventa così estremamente difficile individuare il reale utilizzatore del veicolo e ottenere il risarcimento dei danni.
Esplodono gli incidenti: oltre 4 milioni di euro pagati dalla Polonia
Le conseguenze economiche del fenomeno stanno diventando pesanti per il sistema assicurativo polacco.
Secondo i dati del PBUK (Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych), il fondo polacco che interviene per i danni causati da veicoli non assicurati, nel 2024 sono stati registrati 514 incidenti in Italia provocati da mezzi immatricolati in Polonia privi di copertura assicurativa.
Nel 2025 il numero è salito a circa 1.300 sinistri.
L’importo dei risarcimenti è aumentato in modo esponenziale: dai 6,9 milioni di złoty del 2024 (circa 1,5 milioni di euro) ai 18,4 milioni di złoty del 2025, equivalenti a oltre 4,2 milioni di euro.
Le compagnie assicurative polacche temono ora che questa crescita possa tradursi in un aumento dei premi anche per gli automobilisti residenti nelle aree dove vengono registrati più veicoli provenienti dall’Italia.
Varsavia prepara la stretta: controlli fotografici obbligatori durante le revisioni
Per arginare il fenomeno, il Ministero delle Infrastrutture polacco sta predisponendo una riforma delle revisioni periodiche dei veicoli.
La novità principale sarà l’obbligo di documentare con fotografie ogni controllo tecnico effettuato nelle officine autorizzate. L’obiettivo è impedire il rilascio di certificazioni senza che il mezzo venga realmente sottoposto a verifica.
Il ministro delle Infrastrutture Dariusz Klimczak ha confermato che il governo intende eliminare definitivamente il fenomeno delle revisioni fittizie, anche se non è stata ancora fissata la data di entrata in vigore delle nuove norme.
La misura è inoltre in linea con la riforma sui controlli tecnici dei veicoli discussa dal Parlamento europeo, che punta a rafforzare la tracciabilità delle revisioni in tutti gli Stati membri.
Dopo la Polonia spuntano targhe ceche e bulgare
Mentre Varsavia si prepara a chiudere le falle del sistema, il fenomeno sembra già spostarsi verso altri Paesi dell’Europa orientale.
Secondo diverse segnalazioni, nelle strade di Napoli starebbe aumentando la presenza di veicoli con targhe CZ della Repubblica Ceca e BG della Bulgaria, segno che il mercato delle immatricolazioni estere potrebbe semplicemente cambiare destinazione.
Un’evoluzione che conferma come il problema non riguardi soltanto il costo delle assicurazioni, ma anche la necessità di rafforzare i controlli a livello europeo per impedire che differenze normative tra i vari Paesi vengano utilizzate per aggirare le regole e scaricare i costi sulle compagnie assicurative e, indirettamente, sugli automobilisti che rispettano la legge.
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Santo Femonte
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