7.600 annunci di nudify app su Meta, tutti dallo stesso partner cinese


Nei giorni scorsi il Tech Transparency Project ha ricondotto a un unico intermediario cinese una rete di 210 pagine Facebook che ha veicolato circa 30.800 inserzioni su Facebook e Instagram per applicazioni di face swap e altri strumenti di intelligenza artificiale. L’intermediario si chiama GatherOne ed � una delle agenzie che Meta autorizza a piazzare annunci per conto di clienti cinesi. Di quelle pagine, 43 hanno diffuso oltre 7.600 annunci per applicazioni che l’organizzazione ha verificato essere in grado di spogliare digitalmente una donna o di inserirne il volto in un video pornografico.

Il dato � ricavato dall’archivio inserzioni che Meta stessa mantiene sulla pubblicit� che ospita. La ricognizione si concentra sull’Unione Europea perch� il Digital Services Act obbliga le piattaforme a dichiarare chi ha tratto beneficio da un annuncio e chi lo ha pagato: in quei moduli tutte le pagine indicano GatherOne o la sua ragione sociale di Hong Kong, Hongkong Gather Wisdom Network Technology. Su 160 di esse erano ancora consultabili annunci con donne che si spogliano o simulano atti sessuali, immagini sintetiche di persone che si baciano e testi che promettevano applicazioni per adulti.

Delle 210 pagine, 179, l’85%, hanno diffuso annunci che Meta ha poi rimosso dal proprio archivio per violazione delle norme su sfruttamento sessuale, adescamento e nudit�. Almeno due dozzine hanno continuato a comprare pubblicit� dopo che i loro annunci erano stati segnalati e cancellati. Durante l’indagine i sistemi dell’azienda hanno eliminato molte inserzioni e disattivato diversi account, e parte della rete risultava comunque ancora attiva.

Come Meta vende pubblicit� in Cina

Facebook e Instagram sono bloccati in Cina, e un’azienda cinese che voglia raggiungere il pubblico estero deve passare da uno degli undici rivenditori di primo livello selezionati da Meta. Il Tech Transparency Project descrive il meccanismo come un compromesso tacito con Pechino: le applicazioni del gruppo restano fuori dal paese, il denaro degli inserzionisti cinesi arriva lo stesso. GatherOne � uno di quei rivenditori e dichiara di generare pi� di 30.000 annunci al mese.

Il fatturato pubblicitario cinese di Meta � passato da 13,69 miliardi di dollari nel 2023 a 18,35 miliardi nel 2024, circa un decimo dei ricavi annui del gruppo. Su quella cifra pesa una stima interna riportata da Reuters nel dicembre 2025 sulla base di documenti aziendali: il 19% circa, pi� di 3 miliardi di dollari, arrivava da inserzioni per truffe, gioco d’azzardo illegale, pornografia e altri contenuti vietati. Secondo la stessa ricostruzione gli account dei rivenditori cinesi finiscono in una lista di esenzione, e le segnalazioni prodotte dai sistemi automatici non si traducono in un intervento immediato.

Dentro una delle applicazioni pubblicizzate

Una serie di annunci riconducibili a GatherOne mostrava donne in lingerie e rimandava a BAfter, un’applicazione distribuita su Google Play da uno sviluppatore della regione cinese del Guangxi. Scaricandola con una VPN che simulava un utente nei Paesi Bassi, i ricercatori hanno trovato in apertura una galleria condivisa di face swap prodotti dagli altri utenti, tutti esplicitamente pornografici, e una funzione chiamata One-Click Undress che prometteva di togliere ogni indumento alla persona ritratta in una foto caricata. Almeno sei recensioni pubbliche sul Play Store segnalavano che qualcuno aveva generato immagini sessuali di minori, e una parlava apertamente di materiale pedopornografico.

Le funzioni riservate richiedevano un abbonamento che andava da 6,99 euro a settimana fino a 169,99 euro per l’accesso a vita, e sul Play Store l’applicazione era classificata come adatta a tutte le et�. BAfter � sparita dal negozio verso la fine di luglio 2026, dopo essere stata disponibile da dicembre 2024 secondo i dati della societ� di analisi AppMagic, e Meta ha dichiarato di averla ora messa al bando. La pagina Facebook che ne comprava la pubblicit�, intestata a una Lynda Jefferson senza follower e senza contenuti, condivide immagine di profilo e localizzazione con centinaia di pagine identiche.

Le contromisure gi� tentate

Meta sostiene di non ammettere n� immagini intime non consensuali n� applicazioni per spogliare le persone, e di adottare misure aggressive per contrastarle; chi non rispetta le regole, aggiunge, rischia la cancellazione degli annunci, sanzioni economiche e la chiusura dell’account pubblicitario. GatherOne, dopo la pubblicazione del rapporto, ha fatto sapere di aver sospeso le nuove richieste di apertura account per servizi di nudify, face swap e fidanzate virtuali, e di aver avviato un aggiornamento complessivo della conformit� per rispondere all’evoluzione tecnica dei contenuti sintetici. A gennaio 2026 la stessa agenzia era all’Agent Summit di Meta a Hong Kong, dove aveva ritirato quattro riconoscimenti per le proprie prestazioni commerciali.

Il gruppo aveva gi� portato in tribunale un fornitore dello stesso genere: a giugno 2025 ha citato in giudizio Joy Timeline HK Limited, la societ� di Hong Kong dietro l’applicazione CrushAI, che aveva fatto circolare pi� di 87.000 annunci su almeno 135 pagine Facebook. All’inizio del 2025 aveva condiviso oltre 3.800 indirizzi di siti per spogliare le persone con altre aziende tecnologiche attraverso il programma di settore Lantern, annunciando insieme nuovi strumenti di rilevamento. Nei tre mesi successivi a quell’annuncio i ricercatori di American Sunlight Project e Indicator hanno contato altre 4.215 inserzioni dello stesso tipo, viste da circa 359.547 utenti fra Unione Europea e Regno Unito.

Negli Stati Uniti il TAKE IT DOWN Act, in vigore da maggio 2025, impone la rimozione delle immagini intime non consensuali entro 48 ore dalla richiesta valida e affida l’applicazione alla Federal Trade Commission, mentre il Regno Unito sta lavorando a rendere reato la creazione di deepfake sessualmente espliciti. Nel frattempo questa rete � misurabile soprattutto grazie all’obbligo di trasparenza europeo, che ha costretto le pagine a dichiarare chi pagava. “Su questi annunci Meta sembra concedere un lasciapassare a uno dei suoi principali partner pubblicitari cinesi”, ha detto la direttrice del Tech Transparency Project Katie Paul.


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