#Finsubito news dalla rete – Automotive, oltre 930 milioni per la filiera: Mini Contratti di sviluppo e Accordi per l’innovazione – EC News


Il MIMIT ha previsto oltre 931 milioni di euro di incentivi per sostenere la trasformazione della filiera automotive, attraverso due strumenti agevolativi. I Mini Contratti di sviluppo, con una dotazione di 300 milioni, finanziano investimenti produttivi e riconversioni industriali, con agevolazioni fino al 75% delle spese ammissibili. Gli Accordi per l’innovazione, finanziati con 631 milioni, sostengono progetti di ricerca e sviluppo da 5 a 40 milioni di euro.

Quali imprese possono accedere agli incentivi, quali investimenti sono finanziabili e quando apriranno gli sportelli?

Oltre 930 milioni di euro per sostenere la trasformazione industriale della filiera automotive italiana. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito 2 strumenti agevolativi destinati alle aziende che intendono investire in nuovi impianti produttivi, riconversione industriale, ricerca e sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità.

Le risorse complessive ammontano a 931,02 milioni di euro, suddivisi tra 300 milioni per i Mini Contratti di sviluppo Automotive e 631,02 milioni per gli Accordi per l’innovazione. Entrambe le misure si inseriscono nella riprogrammazione del Fondo Automotive prevista dal D.P.C.M. 10 giugno 2026, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e accompagnare le imprese nella transizione tecnologica ed energetica.

I 2 incentivi rispondono tuttavia a esigenze differenti. I Mini Contratti di sviluppo finanziano prevalentemente investimenti produttivi, ampliamenti e riconversioni degli stabilimenti, mentre gli Accordi per l’innovazione sostengono programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di dimensioni rilevanti.

La distinzione riguarda anche il calendario: per gli Accordi per l’innovazione le domande potranno essere presentate dal 25 novembre 2026, mentre per i Mini Contratti di sviluppo è ancora atteso il provvedimento che stabilirà l’apertura dello sportello.

Il decreto ministeriale dell’11 agosto 2026, pubblicato sul sito del MIMIT il 28 settembre e annunciato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre, disciplina i Mini Contratti di sviluppo dedicati alla filiera automotive.

La misura dispone di 300 milioni di euro per sostenere programmi di investimento finalizzati alla trasformazione tecnologica e produttiva delle imprese del settore.

Possono accedere aziende di qualsiasi dimensione, comprese le grandi imprese, che realizzano investimenti sul territorio nazionale. Sono ammessi anche programmi presentati congiuntamente da un massimo di 5 imprese, con un investimento minimo di 1,5 milioni di euro per ciascun partecipante.

I progetti devono riguardare lo sviluppo, l’ingegnerizzazione, il testing e la produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni, componenti e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa e intelligente.

Rientrano tra gli interventi finanziabili anche i programmi di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche caratterizzate da un’elevata intensità di ricerca e sviluppo.

Dal punto di vista produttivo, gli investimenti possono comprendere la realizzazione di nuove unità, l’ampliamento di stabilimenti esistenti, la riconversione delle attività, la ristrutturazione dei processi produttivi e, alle condizioni previste, l’acquisizione di unità produttive.

Ai programmi industriali possono essere affiancati progetti di ricerca e sviluppo e attività di formazione del personale, queste ultime entro il limite del 10% dell’investimento complessivo.

Le agevolazioni dei Mini Contratti di sviluppo sono concesse attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con una copertura complessiva che può raggiungere il 75% delle spese ammissibili.

L’intensità effettiva dipende dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione dell’investimento, dalla tipologia di progetto e dalle disposizioni europee sugli aiuti di Stato applicabili.

Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese e alle aree del Mezzogiorno.

Il 60% della dotazione è destinato alle iniziative delle PMI; di questa quota, un quarto è riservato alle micro e piccole imprese. Un ulteriore 40% delle risorse riguarda programmi da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Sono inoltre previste riserve del 10% rispettivamente per le imprese in possesso del rating di legalità e per quelle dotate della certificazione della parità di genere.

Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, attraverso un’istruttoria articolata in 2 fasi. Il procedimento di concessione delle agevolazioni dovrà concludersi entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.

L’apertura dello sportello non è ancora stata fissata: termini, modalità di presentazione e ulteriori istruzioni saranno definiti con un successivo decreto direttoriale del MIMIT.

Il secondo intervento riguarda gli Accordi per l’innovazione nella filiera automotive, disciplinati dal decreto ministeriale 31 dicembre 2021 e dal decreto direttoriale 17 settembre 2026, successivamente modificato dal provvedimento dell’8 ottobre 2026.

La dotazione finanziaria ammonta a 631,02 milioni di euro per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico.

Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, artigiane o di servizi all’industria, nonché attività di ricerca, in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina.

Le imprese devono disporre di almeno 2 bilanci approvati e possono presentare progetti singolarmente oppure in forma congiunta, fino a un massimo di 5 soggetti proponenti. Gli organismi di ricerca possono partecipare alle iniziative collaborative in qualità di co-proponenti.

I programmi devono prevedere costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro, avere una durata tra 18 e 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.

Le attività finanziabili riguardano lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi o il miglioramento significativo di quelli esistenti, con particolare attenzione alla mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.

Tra gli ambiti tecnologici rientrano nuovi veicoli, sistemi di propulsione, batterie, materiali innovativi, componentistica avanzata e tecnologie funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti.

Sono inoltre ammissibili progetti di diversificazione e riconversione verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, comprese quelle a potenziale dual-use, purché presentino una concreta interoperabilità tecnologica o funzionale con il settore della mobilità sostenibile.

Gli Accordi per l’innovazione finanziano le spese direttamente collegate alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Rientrano tra i costi ammissibili quelli relativi al personale impiegato nel progetto, agli strumenti e alle attrezzature, alle consulenze specialistiche, alla ricerca contrattuale, all’acquisizione di brevetti, licenze e know-how, oltre alle spese generali e ai materiali secondo le modalità previste dalla disciplina.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa, con intensità ordinarie fino al 50% dei costi di ricerca industriale e al 25% dei costi di sviluppo sperimentale.

È inoltre possibile richiedere un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi ammissibili.

Per i progetti presentati attraverso una collaborazione tra almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca è previsto un incremento del contributo diretto di 10 punti percentuali per le PMI e gli organismi di ricerca e di 5 punti percentuali per le grandi imprese, nel rispetto dei massimali europei.

Anche in questo caso è prevista una riserva territoriale: il 40% delle risorse è destinato ai progetti interamente realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, comprese Abruzzo e Molise.

Quando si possono presentare le domande? Per gli Accordi per l’innovazione il calendario è già definito.

La piattaforma telematica di Mediocredito Centrale, gestore del Fondo per la crescita sostenibile, sarà disponibile per la compilazione guidata delle domande dall’11 novembre 2026.

L’invio delle richieste inizierà il 25 novembre 2026, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, e proseguirà nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, negli stessi orari.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma del soggetto gestore, utilizzando i modelli previsti dal Decreto Direttoriale.

Un aspetto rilevante riguarda la gestione delle risorse disponibili. Le domande presentate nella stessa giornata saranno considerate pervenute contemporaneamente, indipendentemente dall’orario effettivo di trasmissione.

Qualora le risorse residue non consentano di accogliere tutte le richieste presentate nello stesso giorno, sarà predisposta una graduatoria basata sull’indicatore di solidità economico-finanziaria previsto dalla disciplina.

Per le imprese interessate diventa quindi importante non soltanto predisporre un progetto tecnologicamente valido, ma anche verificare preventivamente la propria capacità economico-finanziaria e la sostenibilità dell’investimento.

Le due misure rappresentano opportunità differenti per le imprese impegnate nella trasformazione del settore automobilistico.

I Mini Contratti di sviluppo sono particolarmente indicati per le aziende che intendono ampliare la capacità produttiva, modernizzare gli stabilimenti, introdurre nuove tecnologie o riconvertire le proprie attività industriali.

Gli Accordi per l’innovazione si rivolgono invece a programmi di ricerca e sviluppo di dimensioni rilevanti, finalizzati alla realizzazione di nuove soluzioni tecnologiche o al miglioramento significativo di prodotti e processi esistenti.

La possibilità di presentare progetti congiunti favorisce inoltre la collaborazione tra imprese della filiera, fornitori di componenti, soggetti specializzati e organismi di ricerca.

Con oltre 930 milioni di euro disponibili, il nuovo pacchetto di incentivi costituisce uno degli interventi nazionali più significativi per accompagnare la trasformazione della filiera automotive.

Per le imprese interessate, il primo passaggio consiste nell’individuare correttamente la natura del programma da realizzare: investimento produttivo oppure progetto di ricerca e sviluppo. Da questa distinzione dipendono lo strumento utilizzabile, le spese ammissibili, le intensità di aiuto e le modalità di presentazione della domanda.

L’appuntamento operativo più vicino è fissato all’11 novembre, con l’avvio della compilazione delle domande per gli Accordi per l’innovazione. Per i Mini Contratti di sviluppo sarà invece necessario attendere il decreto direttoriale che completerà la disciplina applicativa e definirà il calendario delle aperture.


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