4 pilastri fondamentali della riforma
Ad oggi, sebbene il settore degli investimenti diretti esteri (IDE) sia diventato un motore cruciale per la crescita delle esportazioni e abbia contribuito alla creazione di posti di lavoro, il suo funzionamento isolato persiste. Ciò include la mancanza di integrazione organica tra le multinazionali e il settore privato nazionale, con conseguente modesto valore aggiunto interno. Inoltre, sussistono rischi costanti di prezzi di trasferimento, evasione fiscale, adozione di tecnologie di bassa qualità e impatti negativi sulle risorse e sull’ambiente.
Nel contesto della frammentazione geopolitica globale e della profonda ristrutturazione delle catene di approvvigionamento dell’alta tecnologia, la Risoluzione 10-NQ/TW ha stabilito un cambiamento fondamentale nei principi guida. Il progetto di legge che modifica e integra alcuni articoli della Legge sugli investimenti riflette lo sforzo di codificare gli orientamenti strategici in norme regolamentari, concentrandosi su quattro pilastri principali della riforma.
In primo luogo, si propone di applicare una procedura di investimento speciale (accelerata) per le tecnologie strategiche ai progetti situati in parchi industriali, zone di trasformazione per l’esportazione, zone ad alta tecnologia, zone di tecnologia digitale , zone di libero scambio, centri finanziari internazionali o a progetti di tecnologie strategiche come semiconduttori, intelligenza artificiale (IA) e data center.
In secondo luogo, la bozza propone incentivi basati sui risultati e la legalizzazione di un Fondo di sostegno agli investimenti. Nello specifico, la bozza ribadisce il principio degli incentivi a tempo determinato, legati al rispetto degli impegni in materia di ricerca e sviluppo (R&S), trasferimento tecnologico e localizzazione. Lo Stato finanzierà direttamente i costi relativi alla formazione delle risorse umane, alla R&S e allo sviluppo dei fornitori. Inoltre, la bozza legalizza ufficialmente l’istituzione di un Fondo di sostegno agli investimenti per rispondere in modo proattivo all’imposta minima globale.
In terzo luogo, la proposta suggerisce di consentire ai Consigli popolari provinciali di utilizzare i bilanci locali per sostenere direttamente i costi di formazione professionale per le imprese a partecipazione estera, eliminando gli ostacoli imposti dalla legge sul bilancio statale; di consentire l’applicazione di politiche di ammortamento accelerato per le attrezzature e di estendere la durata dei progetti infrastrutturali dei parchi industriali ecologici fino a 70 anni.
In quarto luogo, proponiamo l’istituzione di uno Sportello Unico Nazionale per gli Investimenti e di un meccanismo indipendente di valutazione dei prezzi di trasferimento. Lo Sportello Unico Nazionale per gli Investimenti, presieduto dal Ministero delle Finanze , si atterrebbe rigorosamente al principio “dichiarazione unica, utilizzo multiplo” ed elaborerebbe le domande per via elettronica in tutte le sue fasi. In base a questo meccanismo, le agenzie statali avrebbero il diritto di richiedere valutazioni indipendenti del valore di capitali, macchinari e tecnologie; gli investitori si farebbero carico di tutti i costi di valutazione qualora venisse accertato che hanno effettuato dichiarazioni false che aumentano gli obblighi fiscali o che hanno introdotto clandestinamente “rifiuti tecnologici” in Vietnam.
Rafforzare la piattaforma di lancio istituzionale
Nonostante proponga molti contenuti progressisti, rispetto ai requisiti della Risoluzione 10-NQ/TW, il progetto di legge presenta ancora alcune lacune istituzionali e il rischio di dipendenza da leggi specializzate rimane. Alcune delle disposizioni attualmente presenti nel progetto si limitano ad affrontare principi generali di sicurezza, mancando completamente di un processo nazionale approfondito di revisione della sicurezza degli investimenti. Il concetto di “titolare effettivo finale” non è stato chiarito, lasciando le autorità prive degli strumenti necessari per prevenire fusioni e acquisizioni (M&A) finalizzate all’acquisizione occulta di infrastrutture dati tramite società di comodo in “paradisi fiscali”.
Un’altra lacuna preoccupante è la mancanza di un quadro di test (sandbox) per gli investimenti indiretti esteri (FII), gli asset digitali e l’ampliamento dei limiti di proprietà straniera a supporto dell’ammodernamento del mercato azionario. La bozza adotta una soluzione prudente facendo riferimento passivamente alla Legge sui titoli, mentre quest’ultima non disciplina direttamente tali questioni, bensì le “delega” a livello di decreto. La bozza non prevede inoltre un quadro di riferimento per incoraggiare esperti e manager vietnamiti ad avviare attività imprenditoriali dopo aver lavorato presso società a partecipazione estera; mancano anche meccanismi per il “capitale iniziale”, la protezione contro le clausole di non concorrenza e il trasferimento della proprietà intellettuale.
Il fatto che l’Assemblea Nazionale esaminerà e approverà la legge di modifica e integrazione di alcuni articoli della legge sugli investimenti nella sua sessione di ottobre 2026 rappresenta un’ottima opportunità per colmare le lacune e rafforzare la base giuridica per le attività di investimento in generale e per gli investimenti diretti esteri (IDE) in particolare. Ad esempio, anziché limitarsi a fare riferimento passivamente alle entità straniere, la nuova legge dovrebbe legalizzare direttamente il principio di ampliamento del limite di proprietà straniera per i settori non sensibili, creando una base giuridica sufficientemente solida per il processo di adeguamento dello status di mercato.
Il progetto di legge che modifica e integra cinque leggi, tra cui il Codice del Lavoro, è incluso nel programma legislativo per ottobre 2026. Ciò crea le condizioni favorevoli per l’inserimento immediato di una disposizione che esenta completamente dal permesso di lavoro gli esperti in tecnologie strategiche. Inoltre, la normativa in materia di ingresso e uscita dovrebbe includere un “Visto per Talenti Tecnologici” con una durata di 5-10 anni, integrando il ricongiungimento familiare e il diritto di proprietà immobiliare per attrarre in modo più incentivo i migliori scienziati ed esperti del settore tecnologico.
Dott. Nguyen Dinh Cung, ex direttore dell’Istituto centrale per la ricerca sulla gestione economica (CIEM)
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