Sanremo: allarme SAPPE sul carcere, rischio violazione diritti umani


❓ Domande chiave

  • Quanti metri quadrati restano a ogni detenuto prima della violazione?
  • Perché le decisioni prese a Torino ignorano le emergenze liguri?
  • Chi gestisce l’istituto dopo oltre un anno senza un comandante?
  • Come influisce il sovraffollamento sulla sicurezza dei nuovi assunti?

📌 In Breve

  • Spazio individuale di 3,01 metri quadrati per detenuto a Valle Armea.
  • Assenza di un Comandante titolare presso l’istituto di Sanremo da oltre un anno.
  • Accorpamento del Provveditorato ligure al Piemonte avvenuto con decisione politica nel 2017.
  • Richiesta SAPPE di 5000 nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria nei prossimi due anni.

Il sovraffollamento a Valle Armea mette a rischio la sicurezza del penitenziario di Sanremo

Donato Capece e Vincenzo Tristaino, esponenti del SAPPE, lanciano un allarme durissimo sulla situazione della Casa Circondariale di Valle Armea, dove il numero di detenuti ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi anni. La struttura di Sanremo affronta un sovraffollamento senza precedenti che minaccia l’ordine interno, la sicurezza degli operatori e la dignità stessa delle persone recluse.

Il sindacato denuncia come l’Ufficio Detenuti del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Torino non stia dando seguito concreto alle richieste di sfollamento avanzate dalla Direzione. Questa inerzia si inserisce in un quadro di gestione territoriale complesso, nato da una scelta politica del 2017 che ha accorpato il Provveditorato regionale della Liguria a quello del Piemonte. Secondo i vertici del SAPPE, tale decisione ha privato la regione di una voce autorevole, rendendo gli istituti liguri sempre meno ascoltati per le loro specifiche necessità operative. Per questo motivo, i sindacati chiedono ai parlamentari liguri e al Ministero della Giustizia di riaprire il PRAP a Genova.

Spazi minimi e rischio di violazioni dei diritti umani

Le condizioni fisiche all’interno della struttura sono diventate estremamente precarie. Attualmente, ogni detenuto dispone di una superficie individuale di circa 3,01 metri quadrati. Questo dato si colloca pericolosamente vicino al limite minimo stabilito dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Un ulteriore aumento della popolazione carceraria potrebbe spingere lo spazio disponibile sotto tale soglia critica. Se ciò accadesse, l’Amministrazione Penitenziaria correrebbe il rischio di incorrere in violazioni dell’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, con possibili interventi della Procura della di Imperia.

Il personale sta cercando di gestire l’emergenza nonostante una cronica carenza organizzativa. Da oltre un anno, infatti, la Casa Circondariale di Sanremo non dispone di un Comandante titolare. La gestione dell’istituto ricade su un Commissario di Polizia Penitenziaria e su un Ispettore Superiore che si alternano nelle funzioni di comando, supportati da un Vice Ispettore. Nonostante la mancanza di una linea di comando stabile, l’istituto viene retto con professionalità, cercando di mantenere l’ordine dopo i periodi critici del passato, quando la popolazione detenuta veniva mantenuta intorno alle 260 unità per garantire una gestione equilibrata.

L’emergenza nazionale e le richieste del sindacato

La crisi di Valle Armea riflette un malessere più ampio che interessa l’intero sistema penitenziario nazionale. Donato Capece descrive una realtà quotidiana fatta di aggressioni al personale, disordini, violenze, danneggiamenti e traffici illeciti di telefoni cellulari e droga. In questo contesto, alcuni detenuti sembrano percepire di poter sfidare le regole dello Stato senza conseguenze. Per contrastare questo scenario, il SAPPE propone un piano straordinario che preveda almeno cinquemila nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria nei prossimi due anni.

Le soluzioni proposte dal sindacato per ristabilire l’autorità dello Stato sono molteplici e strutturali. Oltre alle assunzioni, si richiede una riorganizzazione del circuito detentivo attraverso istituti differenziati per tipologia di detenuti e l’installazione di sistemi tecnologici di schermatura per bloccare l’uso degli smartphone illegali. È inoltre necessaria una riduzione del sovraffollamento che riservi il carcere solo ai soggetti realmente pericolosi, insieme a una gestione sanitaria specifica per i tossicodipendenti e soffre di gravi patologie psichiatriche. L’obiettivo è riportare la popolazione detenuta ai livelli gestibili dell’ultimo anno per tutelare sia il personale che la dignità dei detenuti che rispettano le regole.

La situazione di Sanremo evidenzia un problema di fondo che va oltre il semplice numero di detenuti: la distanza decisionale tra il territorio e i centri di comando. L’accorpamento del Provveditorato ligure al Piemonte ha creato un distacco tra le necessità operative di Valle Armea e le decisioni prese a Torino. Questo isolamento amministrativo impedisce che le istanze di sfollamento, fondamentali per evitare il collasso della struttura, ricevano risposte tempestive. La mancanza di un Comandante titolare per oltre un anno aggrava ulteriormente questo squilibrio, lasciando la gestione ordinaria in mano a figure che devono supplire a mancanze strutturali.

Il rischio non è solo umanitario o giuridico, legato ai metri quadrati per cella, ma è strettamente legato alla sicurezza pubblica. Un istituto che non riesce a controllare i flussi di droga e l’uso di cellulari diventa un ambiente dove l’illegalità prende il sopravvento sulla legalità. Se la popolazione detenuta continua a crescere oltre la soglia di sicurezza, la capacità del personale di mantenere l’ordine diminuirà proporzionalmente, trasformando un problema di sovraffollamento in una crisi di controllo del territorio e della sicurezza nazionale. La risposta del Ministero della Giustizia sarà determinante per capire se la gestione penitenziaria tornerà a essere un esercizio di autorità o se diventerà un costante tentativo di contenimento dell’instabilità.

🕒 Cronologia degli eventi

1

2017

Scelta politica di accorpare il Provveditorato ligure a quello piemontese

2

Passato

La popolazione detenuta era mantenuta intorno alle 260 unità

3

Oltre un anno fa

Inizio della mancanza di un Comandante titolare a Sanremo

4

Attualmente

Il numero di detenuti raggiunge livelli mai visti negli ultimi anni

Domande frequenti

Perché il carcere di Sanremo rischia di violare i diritti umani?

Il sovraffollamento a Valle Armea riduce lo spazio per ogni detenuto a circa 3,01 metri quadrati, valore vicino al limite minimo stabilito dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Chi gestisce la Casa Circondariale di Sanremo in assenza di un Comandante?

Da oltre un anno la struttura non ha un Comandante titolare; la gestione è affidata a un Commissario di Polizia Penitenziaria e a un Ispettore Superiore che si alternano nelle funzioni.

Cosa chiede il sindacato SAPPE per risolvere l’emergenza penitenziaria?

Il SAPPE propone un piano straordinario con almeno cinquemila nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria nei prossimi due anni e la riapertura del PRAP a Genova per gestire meglio il territorio.

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Fonte: riviera24.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal team AmeVe Blog.


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