Gianni Infantino vuole che il Mondiale continui a essere una sua creatura anche dopo la fine del suo mandato da presidente della Fifa. Per questo ha ideato Fifa Forward Enterprises, la nuova società commerciale annunciata ieri dalla federazione mondiale. Per finanziare l’operazione, racconta il Times di Londra, la Fifa intende cedere fino al ventuno per cento della società a investitori privati, ma il progetto andrebbe ben oltre la raccolta di capitali: prevederebbe infatti di trasferire la Coppa del Mondo nella nuova struttura e consentirebbe a Infantino di continuarne la gestione come commissioner anche dopo il 2031.
All’interno del progetto Fifa Forward Enterprises (Ffe) confluiranno tutte le attività commerciali della federazione: diritti televisivi, sponsorizzazioni, licensing, biglietteria, hospitality ed eventi. La Fifa manterrà il controllo della nuova società, ma punta a raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari cedendone una quota di minoranza. Secondo il Financial Times, a guidare il gruppo di investitori dovrebbe essere Joshua Kushner, fondatore del fondo Thrive Eternal e fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump, mentre l’operazione è seguita da JP Morgan e da Greg Maffei, l’ex amministratore delegato di Liberty Media che ha trasformato la Formula 1 in uno dei prodotti sportivi più redditizi al mondo.
Ma il progetto potrebbe andare ancora oltre. Come detto, Fifa Forward Enterprises sarebbe destinata a diventare il nuovo contenitore del Mondiale stesso. Quindi la Coppa del Mondo verrebbe trasferita nella società e Gianni Infantino, concluso il suo mandato da presidente della Fifa nel 2031, potrebbe assumerne la guida continuando così a controllare la competizione più importante del calcio mondiale anche dopo aver lasciato la federazione.
L’ultimo quadriennio della Fifa dovrebbe chiudersi con ricavi record, attorno ai quindici miliardi di dollari, grazie all’espansione del Mondiale e alla nascita del nuovo Mondiale per club. Non si tratta, dunque, di un’organizzazione a corto di risorse. Secondo Infantino, il capitale raccolto servirà ad aumentare drasticamente i finanziamenti destinati alle 211 federazioni affiliate: fino a venti milioni di dollari per progetti straordinari, mentre i contributi ordinari crescerebbero progressivamente fino a triplicare nei prossimi cicli quadriennali. Ma se la ricostruzione del Times fosse corretta, la raccolta di nuovi fondi rappresenterebbe soltanto una parte dell’operazione. L’obiettivo sarebbe anche costruire una struttura capace di sopravvivere all’attuale governance della Fifa e di mantenere il Mondiale sotto una direzione distinta dalla presidenza della federazione.
Nel frattempo, Infantino ha già iniziato a cercare il consenso delle federazioni. Secondo il giornalista investigativo Romain Molina, il presidente della Fifa ha inviato una lettera ai presidenti delle 211 federazioni affiliate chiedendo di esprimere entro il 19 settembre il proprio sostegno al progetto. La comunicazione non farebbe riferimento a un vero voto, ma a una manifestazione di appoggio: una maggioranza favorevole consentirebbe poi al Consiglio della Fifa di procedere con un’approvazione accelerata. Nella stessa lettera, mostrata da Molina su Twitter, il presidente della Fifa collegherebbe il progetto al significativo aumento dei finanziamenti destinati alle federazioni, un elemento destinato ad avere un peso particolare a pochi mesi dalle elezioni per la presidenza della Fifa previste nel marzo 2027.
È difficile leggere Fifa Forward Enterprises soltanto come una mossa finanziaria per racimolare più soldi con il calcio. È ovviamente una mossa politica. Da quando è stato eletto nel 2016, Infantino ha costruito il proprio potere attorno a un principio molto semplice: più denaro distribuisce alle federazioni, più solido diventa il suo consenso interno. Lo slogan della campagna elettorale – «Fifa money is your money» – è diventato il principio di governo della sua presidenza. Ogni nuovo torneo, ogni nuovo contratto commerciale, ogni nuova fonte di ricavi viene presentata come un vantaggio per le 211 federazioni affiliate. Ma è anche il meccanismo attraverso cui il presidente consolida la propria leadership.
Fifa Forward Enterprises è il punto d’approdo di un progetto che Infantino insegue da anni. Già nel 2018, scrive The Athletic, il presidente della Fifa aveva tentato di raccogliere venticinque miliardi di dollari dal gruppo giapponese SoftBank – sostenuto dai capitali sauditi – per finanziare un Mondiale per club allargato e una Nations League globale. Quel piano naufragò davanti all’opposizione della Uefa e di numerose federazioni. Oggi la strategia è diversa, ma la direzione è la stessa: non limitarsi più a organizzare le competizioni, bensì trasformarle in asset per attrarre capitali privati. La novità raccontata dal Times è che questa evoluzione potrebbe arrivare fino a separare la gestione del Mondiale dalla durata del mandato del presidente della Fifa.
È anche per questo che la reazione della Uefa è stata tanto dura. Ancora prima dell’annuncio ufficiale della Fifa, la federazione europea ha diffuso un comunicato dai toni durissimi: «Questa operazione oltrepassa una linea che gli organismi di governo del calcio non dovrebbero mai superare […] L’anima e la governance del calcio non sono beni da commerciare, soprattutto senza alcuna trasparenza su chi ne tragga beneficio economico. Nessuno di noi è proprietario del calcio».
Per decenni la Fifa ha monetizzato il Mondiale vendendo diritti televisivi, sponsorizzazioni e biglietti. Con Fifa Forward Enterprises si vendono i ricavi del presente più una quota dei ricavi futuri. Gli investitori non acquistano una competizione né una partecipazione nella Fifa. Comprano il diritto a beneficiare della crescita economica del Mondiale negli anni a venire. Se il progetto dovesse concretizzarsi, acquisterebbero anche una partecipazione nella società destinata a gestire la competizione più importante del calcio mondiale.
E qui entrano in gioco le relazioni tra Infantino e Donald Trump. Il presidente della Fifa ha partecipato al suo insediamento, ha aperto un ufficio nella Trump Tower di New York, ha dato al presidente americano un premio per la pace inventato solo per lisciargli il pelo. E adesso il principale investitore di Fifa Forward Enterprises dovrebbe essere Joshua Kushner, fratello del genero del presidente americano. Il Times specifica anche che il progetto sarebbe stato discusso anche con la stessa amministrazione Trump, in qualche modo.
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Alessandro Cappelli
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