Affermare la cultura della sostenibilità e dell’innovazione attraverso la via più efficace e strategica: l’educazione. Questa la premessa che guida Seguimi, progetto gratuito di educazione ambientale ideato dalla Fondazione Mario Diana. Rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, l’iniziativa accompagna bambini e ragazzi dalla conoscenza all’azione attraverso laboratori, visite agli impianti di recupero e riciclo, strumenti digitali e attività creative. Scuole, famiglie, comuni e imprese diventano una comunità educante che sperimenta raccolta differenziata, riuso e cura dei beni comuni, generando nuovi stili di vita e cultura dell’economia circolare.
Obiettivo del progetto? Raccogliere la sfida globale della crescita sostenibile proponendo un progetto di educazione ambientale rivolto a informare e coinvolgere gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, fa sapere la fondazione, affinché diventino protagonisti di nuove scelte e stili di vita improntati al rispetto dell’ambiente, delle regole e dell’altro e al passaggio da un’economia lineare verso un sistema economico di tipo circolare.
Incontri e laboratori per promuovere la sostenibilità dei territori
Nel dettaglio, Seguimi propone incontri e laboratori gratuiti sui temi della sostenibilità e della transizione ecologica per le scuole di ogni ordine e grado, percorsi e risorse on line per docenti e per le comunità, visite agli impianti di recupero e riciclo dei rifiuti, progetti in collaborazione con altri stakeholder e partner per promuovere la sostenibilità dei territori, eventi per informare e sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità e della transizione ecologica.
Seguimi, le parole della Fondazione, si propone come «un investimento educativo rivolto alle amministrazioni comunali, alle famiglie, ai bambini, agli adolescenti e ai giovani studenti con l’obiettivo di migliorare il loro stile di vita e il rapporto con l’ambiente. Lavoriamo per divulgare e sensibilizzare i cittadini, ed in particolare i giovani, a cambiare i loro comportamenti in modo che siano orientati ad uno sviluppo sostenibile». Un nuovo approccio all’ambiente fondato sulla sfera valoriale prima che su quella cognitiva, si aggiunge.
Seguimi propone anche corsi di formazione e video tutorial gratuiti per i docenti formatori sui temi della sostenibilità, del riciclo e della transizione ecologica supportando l’educazione ambientale e mette a disposizione video, link, schede didattiche e regolamenti scaricabili per approfondire temi relativi alla sostenibilità, alla transizione ecologica, all’economia circolare e alla gestione delle risorse ambientali. Non ultimo, l’iniziativa ha realizzato anche, nell’anno scolastico 2023/24, La Casa Comune – Il Grido della Terra, un contest che ha ingaggiato gli studenti delle scuole secondarie per la realizzazione di un fotolibro ispirato all’Enciclica Laudato sì di Papa Francesco.
Portare a casa la cura dell’ambiente e una nuova coscienza civile
«Seguimi», spiega Silvia Rosati, dirigente scolastica dell’IC Colombo di Frattaminore, una delle scuole coinvolte nel progetto, «forma cittadini consapevoli. Attraverso il gioco e i gesti quotidiani, i bambini e i ragazzi imparano a differenziare e portano nelle famiglie la cura dell’ambiente e una nuova coscienza civile».
Custodi della nostra Casa Comune
La creatività e l’impegno, ha commentato al termine del progetto in una scuola sul canale social dell’ente Rosaria della Valle, consigliere della Fondazione e coordinatrice del progetto, «sono la chiave per realizzare un cambiamento duraturo. Continuate», ha scritto, «ad essere custodi della nostra Casa Comune e pionieri di un futuro migliore». Il bilancio è positivo: oltre 50mila studenti coinvolti che, includendo le famiglie, i docenti e la comunità coinvolta, si arriva oltre i 150mila persone.
Intervista a Mario Diana, presidente Fondazione Mario Diana
Quale strumento utilizzare per fare in modo che i giovani abbiano più consapevolezza e meno paura di approcciare al tema dell’ambiente? È sulla base di questa domanda che è nato Seguimi, il progetto di educazione ambientale della Fondazione Mario Diana, voluta da familiari dell’imprenditore campano vittima della criminalità organizzata. «La cura dell’ambiente», sottolinea il presidente Antonio Diana, «parte da piccoli gesti». E per «provare a lavorare, dal basso, basta anche un cestino colorato».

Presidente, com’è nato il progetto Seguimi?
L’idea è avere dei format educativi che aiutino i giovani a conoscere e ad affrontare i temi ambientali.
Quali gli obiettivi?
Con Seguimi vogliamo affidare ai più giovani non solo conoscenze, ma la consapevolezza che ogni gesto può generare cambiamento. È da loro che può nascere una comunità più responsabile, capace di prendersi cura dell’ambiente, delle persone e del proprio futuro.


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La vostra sembra una spinta gentile
Seguimi si propone come un percorso che va dalle scuole dell’infanzia fino all’università e punta a dare una spinta gentile a un cambiamento culturale. L’economia circolare deve diventare una leva della transizione ecologica. In Campania abbiamo lavorato con enti, istituti scolastici, ragazzi e famiglie, ma il progetto è disponibile anche online: qualsiasi scuola italiana può richiedere il kit necessario.
Dal vostro osservatorio, che rapporto hanno i giovani con i temi dell’ambiente?
I giovani hanno sensibilità ambientale e un’adeguata conoscenza dei fattori in gioco. Sono molto sensibili ad esempio ai temi del clima. Però sono convinti che non cambi nulla e che anche i loro sforzi siano inutili rispetto al contesto.
In questo passaggio intervenite voi?
Il nostro obiettivo è rafforzare la consapevolezza sui temi, ma anche lavorare sui piccoli gesti e sul “come” fare. Come ci comportiamo?
Come capite che il progetto ha attecchito?
Vedere un ragazzo che va in un parco, trova dei chiodi e fa la raccolta. Ecco lì capiamo di aver fatto la differenza.
In apertura un momento del Cityfest di Seguimi a Caserta, foto da ufficio stampa Fondazione Mario Diana (anche nel testo)
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