Un turista inglese entra in una pasticceria milanese, ordina cappuccio e brioche e paga con la sua carta di credito: l’esercente incassa euro, ma l’inglese paga dal suo conto in sterline. Niente di nuovo. Niente di strano. Una transazione comunissima. Ebbene adesso la stessa cosa è possibile anche utilizzando stablecoin, basta avere lo strumento giusto.
La prima operazione di questo tipo si è chiusa in Italia a Brescia proprio nei giorni scorsi: un orologio di lusso, che secondo quanto risulta a BeBeez, a listino vale 60 mila euro, è stato acquistato da un cliente presso la storica Gioielleria Fasoli in Piazza della Loggia. Il cliente ha pagato in USDC, cioè criptovaluta di tipo stablecoin, il cui valore è ancorato con un rapporto 1:1 al dollaro statunitense, attingendo dal proprio wallet in criptovalute e alla fine del processo Fasoli ha ricevuto direttamente valuta tradizionale sul proprio conto corrente bancario.
Si tratta del primo utilizzo commerciale del RIV-X, il servizio di scambio di criptoattività con fondi dedicato agli esercenti e sviluppato dall’italiana RIV Digital srl, società controllata da RIV Capital Group, holding di investimenti con sede in Lussemburgo e uffici a Dubai, fondata da Roberto Rivera, che lo scorso giugno ha ottenuto dalla Consob, sentita la Banca d’Italia, l’autorizzazione a operare come Crypto-Asset Service Provider (CASP) ai sensi del regolamento europeo MiCAR (si veda altro articolo di BeBeez). La componente software di RIV-X è sviluppata da RIV-Technologies, società del gruppo che non è parte del rapporto di scambio, ma solo fornitore di tecnologia (si veda qui il comunicato stampa).
Tornando alla transazione, nel dettaglio Gioielleria Fasoli ha accettato un pagamento in USDC, che ha poi ceduto a RIV Digital tramite il sistema RIV-X. A sua volta RIV Digital ha acquistato gli USDC in nome e per conto proprio, e ha versato il corrispettivo in euro sul conto corrente bancario della gioielleria.
Il servizio è pensato per quegli esercenti che, nell’ambito della propria attività, si trovano di fronte a situazioni ripetitive, in cui i clienti vorrebbero transare in stablecoin, senza però che gli esercenti vogliano poi detenerle sul proprio conto. Utilizzando RIV X , questi esercenti possono appunto cedere stablecoin in cambio di euro, in modo semplice e con un interlocutore autorizzato e vigilato. E’ questo il caso di Gioielleria Fasoli,
Fondata nel 1946, Fasoli ha sede nel centro di Brescia, ed è un punto di riferimento per la vendita di orologi di alta gamma. Ma proprio nel commercio di beni di alta gamma, che si rivolge anche a una clientela internazionale, l’esercente potrebbe appunto trovarsi a detenere stablecoin con tutte le implicazioni e complicazioni del caso e ha quindi l’esigenza di scambiarle immediatamente contro euro presso un operatore autorizzato, nel rispetto degli obblighi di identificazione della clientela, tracciabilità e antiriciclaggio. Da qui la scelta di utilizzare RIV-X.
Alvise Di Stefano, ceo di RIV Digital, ha commentato: “Con questa prima operazione avviamo RIV-X, il nostro prodotto di scambio ideato per supportare gli esercenti. La tecnologia da sola non basta, servono regole chiare e presidi adeguati. L’esercente che, senza RIV X, si troverebbe a detenere stablecoin nell’ambito della propria attività può ora cederle in cambio di euro a un operatore autorizzato ai sensi del MiCAR, che agisce come controparte diretta e applica i controlli previsti dalla normativa”.
RIV-X in sostanza è in grado di creare un vero e proprio ponte tra i wallet digitali degli utilizzatori e i conti bancari degli esercenti, ai sensi del MiCAR e seguendo perimetri regolamentari rigidamenti prefissati.
Come aveva spiegato a BeBeez Guido Rocco, coo di RIV Technologies, nel corso di un’intervista a BeBeez pubblicata lo scorso 30 marzo, nell’ambito della rubrica Digital Finance Files by RIV, il ruolo del gruppo è quello di abilitatore tecnologico: “Ci proponiamo come tech enabler per favorire la convergenza tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata. È un tema di cui si parla molto, ma che è ancora solo parzialmente esplorato in termini di casi d’uso concreti”.
Il gruppo RIV sviluppa infatti una strategia che combina infrastrutture tecnologiche, strumenti digitali e servizi regolamentati per creare un collegamento tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata. Le attività si articolano attraverso diverse entità societarie, chiamate a operare nei rispettivi perimetri normativi. La componente tecnologica comprende lo sviluppo di sistemi di tokenizzazione, wallet digitali e strumenti per integrare asset digitali e servizi finanziari. In particolare, come detto, il servizio di scambio RIV-X è offerto da RIV Digital, quale prestatore di servizi per le criptoattività autorizzato.
Sul fronte regolamentare, RIV Digital aveva ottenuto come detto lo scorso 10 giugno, con delibera Consob n. 24030, l’autorizzazione a operare come prestatore di servizi per le criptoattività, ai sensi del MiCAR, Regolamento UE 2023/1114 (si veda altro articolo di BeBeez).
L’autorizzazione era arrivata al termine dell’istruttoria condotta dalla Consob, sentita la Banca d’Italia per i profili di propria competenza. Il provvedimento riguarda tre categorie di servizi: scambio di criptoattività con fondi, scambio di criptoattività con altre criptoattività e collocamento di criptoattività. Il servizio RIV-X rientra nel primo di questi ambiti: RIV Digital acquista le stablecoin dall’esercente in nome e per conto proprio e ne corrisponde il controvalore in euro.
L’autorizzazione CASP è importante perché permette di svolgere le attività regolamentate previste dal provvedimento in un mercato che, dal 1° luglio 2026, ha completato in Italia il passaggio dal precedente regime nazionale dei Virtual Asset Service Provider (VASP) a quello europeo. RIV Digital era già iscritta al registro VASP gestito dall’Organismo Agenti e Mediatori (OAM), ma ha dovuto adeguarsi ai requisiti del nuovo quadro normativo europeo.
RIV Digital era stata indicata, in un comunicato congiunto pubblicato il 30 giugno da Consob e Banca d’Italia, tra gli otto operatori autorizzati in Italia come CASP, ai quali si aggiungeva un intermediario bancario che aveva effettuato la notifica prevista per l’erogazione dei servizi sulle criptoattività. I soggetti autorizzati sono iscritti nel registro europeo tenuto dall’ESMA e possono estendere i servizi autorizzati agli altri Stati dell’Unione attraverso il regime del cosiddetto passaporto europeo, nel rispetto delle procedure applicabili.
Ed è proprio il passaporto europeo a dare a RIV X una portata che va oltre il caso bresciano. Grazie al passaporto, il modello sperimentato da Fasoli potrà essere proposto agli esercenti degli altri Paesi dell’Unione, previo completamento delle procedure previste dal MiCAR.
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