#Finsubito news dalla rete – Italia-Cina, Bianco Consulting porta al Senato il Forum internazionale sulla Zes unica


ROMA – Investimenti internazionali, intelligenza artificiale, energia, aerospazio e sviluppo sostenibile al centro del Forum Internazionale Italia-Cina 2026, ideato e organizzato da Bianco Consulting, guidata dalla ceo Angelica Bianco, e ospitato giovedì 5 novembre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi.Obiettivo dell’incontro, presentare agli investitori cinesi le opportunità offerte dalla Zes Unica italiana, valorizzando le eccellenze produttive nazionali e promuovendo collaborazioni industriali e tecnologiche, anche attraverso il dialogo con Unido Itpo Beijing, ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, nella prospettiva degli Obiettivi Onu 2030.

Particolare rilievo ha assunto il videomessaggio del Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Massimo Dell’Utri, che, impegnato all’estero, ha voluto manifestare il proprio apprezzamento per l’iniziativa.Ad aprire il confronto istituzionale, il senatore Antonio Salvatore Trevisi, promotore dell’evento parlamentare, che ha evidenziato il valore strategico della Zes Unica per il rilancio economico nazionale: ‘L’Italia deve tornare a essere protagonista nell’attrazione degli investimenti internazionali. La Zes Unica costituisce uno strumento fondamentale per valorizzare il nostro patrimonio industriale, sostenere le imprese e creare nuova occupazione. Questo Forum rappresenta un’occasione concreta per costruire relazioni economiche solide, nelle quali la cooperazione internazionale si traduca in sviluppo reale per i territori. Dobbiamo trasformare le opportunità in investimenti, gli investimenti in imprese e le imprese in lavoro, soprattutto per le nuove generazioni’.Il senatore Marco Scurria ha richiamato l’impegno del Governo Meloni nel rafforzare l’attrattività economica del Paese, ribadendo la centralità della tutela degli interessi strategici nazionali: ‘La Zes Unica è una grande opportunità per presentare l’Italia agli investitori internazionali. Il dialogo con la Cina può generare prospettive economiche importanti, ma ogni investimento deve produrre benefici concreti per il nostro Paese, rafforzare le filiere produttive e creare occupazione, senza svendere le nostre eccellenze. L’Italia è aperta al mondo, ma non è in vendita. Cooperazione sì, dipendenza no. La nostra priorità resta la sovranità industriale della Nazione’.Sul fronte finanziario, Ubaldo Livolsi, ceo di Livolsi & Partners, ha sottolineato l’importanza di trasformare l’interesse degli investitori in iniziative industriali strutturate: ‘Gli incentivi rappresentano un’opportunità, ma per attrarre capitali internazionali servono stabilità, infrastrutture e progetti credibili. La finanza deve diventare il ponte tra investitori, imprese e territori. La vera sfida è trasformare la Zes Unica in un motore di investimenti produttivi, innovazione e crescita duratura’.

Angelica Bianco, ceo di Bianco Consulting

Centrale il contributo di Unido Itpo Beijing, attraverso l’intervento di Wang Xin, responsabile del Centro di Coordinamento Regionale Settentrionale, che ha illustrato tre possibili direttrici di cooperazione: la creazione di uno sportello di collegamento tra piattaforme industriali cinesi e ZES Unica, lo sviluppo di progetti congiunti nei settori delle energie rinnovabili, dell’industria digitale, delle biotecnologie, dell’automotive e dell’agricoltura sostenibile, e la realizzazione di una piattaforma permanente di dialogo economico: ‘L’obiettivo è facilitare l’incontro tra opportunità di investimento, innovazione e competenze industriali, favorendo trasferimento tecnologico reciproco e partnership sostenibili tra Italia e Cina’.Zhu Fangfang, direttrice generale di Beijing Shang Innovation Co., Ltd., ha evidenziato le potenzialità del dialogo imprenditoriale e tecnologico tra i due Paesi: ‘Italia e Cina possiedono competenze complementari. Mettere in relazione imprese, università e centri di ricerca significa costruire nuove opportunità di innovazione e sviluppo condiviso’.Gao Shuai, presidente Aseci, ha richiamato il valore delle esperienze imprenditoriali già consolidate tra Italia e Cina: ‘La cooperazione economica nasce prima di tutto dalla fiducia. Conoscere le rispettive culture imprenditoriali e costruire relazioni stabili è fondamentale per favorire investimenti e collaborazioni durature’.Sul ruolo della ricerca è intervenuto Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo Mediterraneo, sottolineando il collegamento tra innovazione e sviluppo territoriale: ‘I tecnopoli devono trasformare la ricerca in applicazioni industriali, nuove imprese e competenze. La cooperazione internazionale può offrire ai giovani opportunità concrete di formazione e occupazione qualificata’.Alessandro De Luca, esperto di diritto internazionale, ha evidenziato la necessità di garantire sicurezza e trasparenza negli accordi economici: ‘Gli investimenti internazionali richiedono regole chiare, certezza giuridica e tutela della proprietà intellettuale. Una cooperazione solida si costruisce sulla fiducia, sulla reciprocità e sul rispetto delle normative’.Per Michele De Gasperis, presidente dell’Istituto Italiano Obor, infrastrutture e collegamenti commerciali rappresentano elementi strategici per la competitività: ‘La capacità di connettere territori, sistemi logistici e mercati internazionali è essenziale per favorire nuovi investimenti. L’Italia può rafforzare il proprio ruolo di piattaforma industriale e commerciale nel Mediterraneo’.

Uno sguardo alla dimensione intercontinentale è arrivato da Alfredo Carmine Cestari, ceo di Cestari Group e presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale: ‘La cooperazione Italia-Cina può aprire prospettive importanti anche verso l’Africa. Dobbiamo promuovere investimenti responsabili e creare connessioni tra imprese, infrastrutture e mercati emergenti, valorizzando il ruolo strategico delle competenze italiane’.Sul fronte delle tecnologie avanzate, Gerardo Iovane, direttore ArpaiseTech – Sophimatics XAI e Quantum Inspiration, ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale: ‘Stiamo passando dall’intelligenza artificiale generativa a sistemi di AI cognitiva, capaci di supportare processi decisionali sempre più complessi. È una trasformazione che può ridefinire la competitività industriale e richiede ricerca, responsabilità e visione strategica’.A concludere gli interventi del Forum al Senato è stato Raimondo Grassi, presidente di Tea Aerospace e della Commissione Energia Sostenibile, AI e Aerospace dell’Intergruppo Parlamentare AI, Empowerment e Mercati Emergenti, che ha posto al centro il ruolo delle tecnologie strategiche: ‘Energia, intelligenza artificiale e aerospazio rappresentano i pilastri della competitività industriale del futuro. L’Italia dispone di eccellenze scientifiche e tecnologiche che devono essere valorizzate attraverso partnership internazionali fondate sulla reciprocità. La Zes Unica può diventare un acceleratore di investimenti ad alto contenuto tecnologico, favorendo nuove filiere produttive, occupazione qualificata e autonomia industriale. Il nostro Paese deve essere protagonista dell’innovazione globale, non soltanto spettatore’.

A delineare il significato complessivo dell’iniziativa è stata Angelica Bianco, ceo di Bianco Consulting, ideatrice, organizzatrice e moderatrice del Forum Internazionale Italia-Cina 2026, che ha ricordato la scelta simbolica del 5 novembre, nel 56° anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Popolare Cinese, formalizzate nel 1970: ‘Ho voluto fortemente questo Forum proprio in una data così significativa. Dopo cinquantasei anni di relazioni diplomatiche, è necessario dare nuova concretezza alla cooperazione tra i due Paesi. Non volevamo soltanto raccontare le opportunità della Zes Unica, ma portare le eccellenze italiane all’attenzione degli investitori cinesi, creando un dialogo tra industria, finanza, ricerca e istituzioni’.Bianco ha sottolineato inoltre il valore del coinvolgimento di Unido Itpo Beijing: ‘La collaborazione e il confronto con un ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale rappresentano una prospettiva importante per promuovere investimenti sostenibili, trasferimento tecnologico e nuove opportunità occupazionali, in linea con gli Obiettivi Onu 2030. L’intelligenza artificiale, l’energia e l’aerospazio devono diventare strumenti di crescita governati dall’etica e dalla responsabilità, soprattutto nell’interesse delle nuove generazioni’.Il Forum Internazionale Italia-Cina 2026 proseguirà venerdì 6 novembre presso la Link Campus University di Roma, con una seconda giornata dedicata alla cooperazione accademica, tecnologica e imprenditoriale, alla presenza di rappresentanti diplomatici, università, imprese e organizzazioni internazionali.’Il successo di questo Forum non si misurerà dagli incontri di oggi, ma dagli investimenti, dai progetti e dai posti di lavoro che sapremo generare domani- ha concluso Angelica Bianco- Non vogliamo un’Italia che insegua il futuro. Vogliamo un’Italia capace di attrarlo, governarlo e trasformarlo in sviluppo. Perché il futuro non deve soltanto passare dal nostro Paese: deve scegliere di investire qui’.

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